Chi sogna una vacanza in Sardegna deve fare i conti con una realtà ormai consolidata: alcune delle spiagge più belle dell’isola sono accessibili solo con prenotazione oppure prevedono ingressi contingentati.

Una scelta che nasce dall’esigenza di proteggere ecosistemi delicati e contenere il turismo di massa, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Fortunatamente la maggior parte degli arenili resta libera, ma per alcune destinazioni è fondamentale organizzarsi in anticipo.

Abbiamo raccolto tutte le informazioni utili per sapere quali spiagge sono a numero chiuso nel 2026, come funzionano le prenotazioni e quali regole rispettare prima di partire.

Le regole da conoscere prima di andare in spiaggia

Prima ancora di scegliere la meta, conviene informarsi sulle norme previste dai singoli Comuni. In molte spiagge con accesso regolamentato sono vietati la plastica monouso non biodegradabile, il prelievo di sabbia, sassi e conchiglie e, in alcuni casi, anche il fumo al di fuori delle aree dedicate.

In diverse località è, inoltre, obbligatorio utilizzare una stuoia sotto l’asciugamano per proteggere la sabbia, mentre chi viaggia con animali domestici deve verificare eventuali limitazioni di orario o la presenza di aree dedicate. Le sanzioni, laddove previste, possono arrivare fino a 500 euro.

Sud Sardegna: da Punta Molentis a Tuerredda

Tra le zone più richieste c’è senza dubbio il Sud Sardegna. A Villasimius, Punta Molentis consente l’accesso a un massimo di 600 persone al giorno dal 1° giugno al 30 settembre, con prenotazione attraverso il portale Pass Villasimius. Anche Porto Sa Ruxi e Riu Trottu prevedono limiti giornalieri e parcheggi a pagamento.

Molto frequentata anche Tuerredda, nel territorio di Teulada. Qui la spiaggia libera può ospitare fino a 729 persone, mentre gli stabilimenti balneari dispongono di ulteriori posti prenotabili. Nei mesi estivi conviene arrivare molto presto oppure verificare la disponibilità attraverso il portale dedicato.

Golfo di Orosei e Ogliastra: prenotazione quasi obbligatoria

Chi sogna il Golfo di Orosei deve pianificare la visita con particolare attenzione. Cala Goloritzè, una delle spiagge simbolo della Sardegna, ammette soltanto 250 visitatori al giorno e richiede la prenotazione attraverso il portale Heart of Sardinia.

Anche Cala Mariolu, Cala Biriola, Cala dei Gabbiani e Cala Luna adottano sistemi di contingentamento per ridurre l’impatto ambientale. In alcuni casi è previsto anche un limite massimo di permanenza per chi arriva via mare con le imbarcazioni turistiche.

Da La Pelosa a Cala Brandinchi: le spiagge del nord con accessi limitati

Nel nord dell’isola il caso più noto resta La Pelosa, a Stintino. L’accesso è consentito a un massimo di 1.500 persone al giorno e richiede un ticket d’ingresso. È, inoltre, obbligatorio utilizzare la stuoia e rispettare un regolamento ambientale particolarmente rigoroso.

Anche Rena Bianca, a Santa Teresa Gallura, prevede prenotazione e numero chiuso durante la stagione estiva, mentre nel nord-est dell’isola Cala Brandinchi e Lu Impostu, nel territorio di San Teodoro, adottano un sistema di prenotazione online che consente di gestire i flussi turistici nei periodi di maggiore affluenza.

Una scelta che negli ultimi anni si è estesa a diverse località dell’isola per preservare gli ecosistemi più delicati. Del resto, i paradisi a numero chiuso della Sardegna mostrano come il contingentamento sia diventato uno degli strumenti più efficaci per conciliare turismo e tutela ambientale.

Come organizzarsi per evitare imprevisti

La parola d’ordine è una sola: programmare. Per spiagge molto richieste come La Pelosa, Tuerredda, Cala Goloritzè e Cala Brandinchi è consigliabile prenotare appena si conoscono le date della vacanza. Vale la pena verificare anche se il ticket comprende l’accesso, il parcheggio oppure entrambi, così da evitare sorprese una volta arrivati sul posto.

È utile portare con sé lo smartphone ben carico, perché in molte località il controllo avviene tramite QR Code o ricevuta digitale. Se la prenotazione non è disponibile, dove consentito può essere una buona strategia arrivare nelle prime ore del mattino.

Organizzando il viaggio si può cogliere l’occasione anche per scoprire quali sono le spiagge italiane considerate tra le più belle d’Europa, molte delle quali si trovano proprio in Sardegna.

Un sistema pensato per proteggere un patrimonio unico

Il numero chiuso può sembrare un limite, ma rappresenta anche un’opportunità per preservare luoghi che rischierebbero di essere compromessi dal turismo eccessivo. Conoscere in anticipo le regole e organizzare la visita permette di vivere l’esperienza con maggiore serenità e di contribuire alla tutela di uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del Mediterraneo.