Signore, la stagione dei matrimoni è ufficialmente aperta. Maggio dà il via alle danze e il 2026 è un anno esaltante in fatto di nozze. Attese sono quelle della cantante Taylor Swift e Travis Kelce, giocatore di football americano, di Dua Lipa e l’attore Callum Turner che, pare, si celebreranno a Palermo il prossimo settembre e infine quelle del front man dei Måneskin Damiano David e l’attrice e cantante Dove Cameron. Insomma, ovunque ci si giri c’è aria di fiori d’arancio. Di conseguenza sale anche l’ansia da scelta dell’abito bridal perfetto. Massimalismo o minimalismo, chi la spunterà? Proviamo a fare il punto.
Dal mistero di Zendaya alla Barcelona Bridal Fashion Week
È innegabile che a dare il la al chiacchiericcio sulle tendenze sposa dell’anno siano stati Zendaya e Tom Holland. I due attori, infatti, si sono sposati, ma nessuno sa quando né come. Quindi, La curiosità resta insoddisfatta (nonostante la miriade di fotografie generate con AI che hanno intasato i social nelle scorse settimane). Se la realtà lascia col fiato sospeso, c’è un altro matrimonio di cui non si fa altro che parlare: quello fittizio di Nate (Jacob Elordi) e Cassie (Sidney Sweeney) celebrato nel terzo episodio dell’ultima stagione di Euphoria, ora in streaming su HBO. Perché è sulla bocca di tutti? Per il look sensuale e provocante della sposa, of course. Ma anche per quello di Maddy Perez (Alexa Demie), la classica ex dello sposo che non puoi fare a meno di notare, merito di un succinto abito verde chartreuse (un colore da tenere d’occhio questa stagione).
E se probabilmente le spose del 2026 hanno pressoché ultimato la loro scelta, quelle del futuro hanno messo gli occhi sulle passerelle della Barcelona Bridal Fashion Week che si è conclusa lo scorso 26 aprile. «Si è trattato di un’edizione senza precedenti a cui hanno partecipato più di 400 brand, spagnoli e non solo: oltre l’80% proveniva dall’estero. Hanno sfilato circa 30 designer. Questi dati ci dicono che il mercato bridal è in espansione, ma contro l’artigianato e il custom made sta vincendo l’abito industriale, già pronto», afferma Annagemma Lascari, couturier e fondatrice dell’omonimo atelier milanese che dal 1993 si occupa di realizzare creazioni sposa speciali.
Gli abiti da sposa non sono tutti uguali
Che sull’abito da sposa ci sia grande aspettativa non è un mistero. C’è chi fin dall’inizio ha ben chiaro lo stile che desidera e chi si lascia trasportare dell’emozione. Ma prima di addentrarsi nella scelta c’è una cosa che tutte dovremmo sapere. Qual’è la differenza tra un abito sartoriale, made to measure, e uno industriale? «Quest’ultimo è prodotto in serie, come parte di una collezione prestabilita. Pertanto è più difficile adattarlo al corpo della sposa: le modifiche che si possono fare sono limitate. Invece, l’abito su misura nasce insieme all’idea di nozze di una donna: è plasmato sul suo corpo e sul tipo di evento. Soprattutto è realizzato per lei soltanto», prosegue Lascari.
Orientarsi tra le tendenze
Veniamo al momento della scelta. Certamente i social ci offrono tantissimi spunti, ma non è detto che sia un bene: da una parte ci offrono un ventaglio amplissimo di idee, dall’altra, in balia delle tendenze, la decisione finale potrebbe complicarsi. Infatti, tra abiti in raso scivolati e drappeggiati con maniche alla bardot, abiti da principessa interamente in pizzo o quelli più leggeri e svolazzanti in chiffon (amati moltissimo dalle spose spagnole) capire se si preferisce uno look minimal o uno più prezioso è un dilemma. Se ti stai chiedendo quale dei due è il vero must, la risposta è nessuno. «Minimalismo e massimalismo restano entrambi delle tendenze, la preferenza dipende dalla sposa. Alcune si ispirano agli abiti degli anni ’70 e ’90 caratterizzati da maniche e volumi importanti. Certo, il massimalismo alla Lady Diana non c’è più. Anche lo stile old money, l’abito pulito e scivolato, magari impreziosito da una sciarpa al collo, piace a molte.
E poi nonostante le ispirazioni che si trovano online, la maggior parte delle spose continua a guardare alle principesse, su tutte Kate Middleton e Grace Kelly, ma anche a icone come Audrey Hepburn e Carolyn Bessette. C’è da dire che il suo vestito creato da Narciso Rodriguez non è affatto facile: è semplice, ma richiede una certa attitude e sicurezza. Comunque, al momento della scelta la cosa più importante da considerare è che è la sposa che deve interpretare l’abito e non viceversa».
Come scelgono le spose Gen Z e Millennial
Ora le protagoniste sono soprattutto loro, le spose della Gen Z (1997-2012) e le Millennial (1981-1996): simili soltanto all’apparenza. «Le prime sono più sognatrici e romantiche, guardano alla tradizione ma sono aperte all’ascolto e alla sperimentazione. Le seconde le chiamo la “generazione Pinterest” perché spesso arrivano con un moodboard ben definito. Tendenzialmente sono un po’ più conservatrici: si affidano, ma sono più classiche.Le giovanissime sono attente anche ad aspetti come il riutilizzo di alcuni elementi dell’abito», sostiene Annagemma Lascari.
Quindi se il fit e la caduta del vestito sono imprescindibili, per dargli nuova vita occorre fare attenzione ad alcuni elementi. «Sicuramente la scelta del tessuto è determinante: mikado e duchesse sono prettamente nuziali, quindi difficili da reinventare, quindi meglio prediligere tessuti scivolati. E poi potrebbe essere vincente la scelta di creare due pezzi separabili, più facili da rielaborare».