Non c’era, ma è come se ci fosse stato Giorgio Armani in questa Milano Fashion Week appena conclusa. La sua presenza aleggiava ovunque. Nei discorsi degli addetti ai lavori che si incrociavano alle presentazioni, negli applausi interminabili con cui si è conclusa la sfilata di Emporio, nel discorso commosso di Anna Wintour che ha aperto la serata dei Sustainable Fashion Awards alla Scala, assegnando allo stilista il Legacy Award, un premio introdotto in questa edizione proprio per lui.

Brera, palcoscenico per l’omaggio a Re Giorgio

Fino all’omaggio finale alla Pinacoteca di Brera, dove domenica sera, sotto un cielo finalmente clemente e il cortile punteggiato di lanterne, ha sfilato l’ultima collezione disegnata da re Giorgio. Una sfilata evento, omaggio finale al maestro del made in Italy, che ha raccolto più di 700 ospiti, tra star internazionali, volti noti del nostro cinema, ambassador del mondo dello sport, stampa e istituzioni.

Tra i più acclamati Richard Gere, indimenticabile American Gigolo in total look Armani nel film cult del 1980 e la co-protagonista di quella storia d’amore scandalosa e sensuale Lauren Hutton, ancora bellissima mentre fende la folla a braccetto con Cate Blanchett.

E poi Glenn Close, scicchissima in completo scuro e capelli d’argento, Samuel L. Jackson, Spike Lee, James Norton, Jesse Williams, Paola Cortellesi, Valeria Golino Isabella Ferrari, Anna Ferzetti, Margherita Buy, Kasia Smutniak, Toni Servillo, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Roberto Bolle, Federica Pellegrini con il marito Matteo Giunta, Afef, Santo e Francesca Versace, gli stilisti Paul Smith, Dries Van Noten, Dean e Dan Caten, e ancora Lilly Gruber, Myrta Merlino, Laura Mattarella, Liliana Segre.

Glenn Close, Cate Blanchett, Lauren Hutton, Alejandra Silva, Richard Gere – Foto German Larkin

Nuvole Bianche accompagna l’eleganza senza tempo di Armani

Tutti lì, per lui, seduti in un silenzio denso di emozione lungo il perimetro del cortile, mentre modelle e modelli, 125 in tutto, sfilano sulle note di Nuvole Bianche, la composizione struggente di Ludovico Einaudi – la stessa scelta per la camera ardente – suonata al piano dal vivo.

Einaudi alla sfilata di Giorgio Armani
Ludovico Einaudi – Ryan McGinley Studios

In tutto 127 look, 82 donna, 45 uomo, che sintetizzano tutti i codici che hanno reso unico lo stile Armani nel mondo: le linee morbide e destrutturate, i colori neutri che evocano le sfumature della sabbia e del mare, le stoffe impalpabili, la leggerezza.

Un lungo applauso per cinquant’anni di stile

A rendere omaggio alla sua moda senza tempo tanti volti storici che hanno accompagnato lo stilista negli anni, sulle passerelle o in alcune campagne memorabili, Nadège Dubospertus, Daniela Pestova, Markus Vanderloo, Andrea Krakhecke, Olga Sherer, Gina di Bernardo, Laura Reiff. Un lungo applauso saluta l’ultima modella, Agnese Zolda, in abito blu di cristalli con il ritratto dello stilista, e accoglie con una sobria standing ovation, Leo dell’Orco e Silvana Armani, depositari di una storia lunga 50 anni.

Silvana Armani e Leo Dell’Orco – Foto Ryan McGinley Studios

A raccontarla gli abiti dell’archivio, esposti fino all’11 gennaio 2026 nelle sale della Pinacoteca, accanto ai quadri di Bramante, Vincenzo Foppa e altri grandi dell’arte italiana. Dicono che lo stilista trovasse l’operazione presuntuosa, e che abbia esitato a lungo prima di accettare. Anche l’umiltà è una forma di eleganza.