Placida, per non dire noiosa: sembrerebbe la descrizione più azzeccata dell’estate in corso. Perché in quello che dovrebbe essere il periodo più brioso, in cui si ha più voglia di mordere la vita, pare non sia successo nulla di abbastanza rilevante da meritare un posto sull’etichetta della stagione. Non c’è nemmeno un vero tormentone che faccia da colonna sonora alle nostre avventure da maggio a settembre.
Insomma, sembra che dovremo rassegnarci a ricordare l’estate 2025 come quella del risveglio delle Beliebers (crasi di “Bieber” e “believers”), l’esercito di fan di Justin Bieber, in estasi per il ritorno del loro idolo con un nuovo disco, Swag. O a rammentarla per il Coldplaygate: quella volta in cui, durante un concerto di Chris Martin & Co. a Boston, la kiss cam, la telecamera che inquadra le coppie più carine tra gli astanti, ha svelato al mondo che il Ceo della società americana Astronomer aveva un’amante. L’unica certezza è che ci siamo lamentati: del troppo caldo, delle piogge torrenziali e di un’estate un po’ sottotono.
Le Sardine Girl Summer si prendono TikTok
In verità, un po’ in sordina, c’è un trend che sta caratterizzando la stagione: la sardina. Da settimane è il pesciolino più in voga su TikTok, tanto da aver inaugurato una vera e propria tendenza: la Sardine Girl Summer, ovvero le ragazze che quest’estate hanno come unico credo questo pescetto. Lo indossano su T-shirt, lo sfoggiano sulle borse, scelgono perfino gioielli a tema. E non finisce qui, perché la febbre della sardina investe anche la tavola: le ragazze non di rado condividono ricette a base di pesce in scatola o si mostrano mentre lo gustano, forchetta alla mano. Per non parlare dell’invasione offline. Addio pomodori, limoni, ciliegie, aragoste e olive: non puoi dire di avere l’estate addosso se non hai almeno una sardina da qualche parte, sugli abiti o in casa.
Sardine Summer: significa che siamo più poveri?
Trattandosi di un pesce povero, c’è chi considera la Sardine Summer un sintomo di recessione: la dimostrazione che non è più tempo di concedersi troppi lussi. Ma sarà davvero così? «Credo che non sempre le mode rispondano a una causa sociale ben precisa. Ma il “Sardina Core” si presta a più interpretazioni: c’è il richiamo ai colori e ai cibi del Mediterraneo e quindi a un mondo vacanziero e spensierato, ma allo stesso tempo si tratta di un prodotto di mare associato a uno stile di vita sano e umile. Infine, per noi italiani è anche un richiamo politico al Movimento delle sardine che, nato a Bologna nel 2019, diventò il simbolo dell’unione che fa la forza» risponde Guido Bonsaver, docente di Storia della cultura italiana all’Università di Oxford, membro del Pembroke College e scrittore.
E se da una parte l’adesione al trend della sardina è una dichiarazione d’intenti, il desiderio di una vita semplice e autentica (almeno finché autunno non ci separi), dall’altra anche il lusso ama questo simbolo: la scatoletta di pesce è disegnata sulle camicie di Jacquemus e una delle borse più desiderate per la stagione estiva è la Sardine, una Bottega Veneta dal celebre intrecciato e manico scultoreo a forma di pesciolino lanciata nel 2022.



L’estate della nostalgia
Ma perché sono tutti pazzi per la sardina? «Pensiamo a come la cultura mediterranea sia diventata un marchio di fabbrica per alcune case di moda, un esempio è Dolce&Gabbana: le ragioni estetico-edonistiche forse sono sufficienti a giustificare questa passione» spiega lo storico. D’altro canto, in una stagione estiva poco fertile di novità, a prendersi la scena sono gli anni ’90: abbiamo visto tornare le sedie in plastica dell’estate italiana, i bermuda larghi amati dai nostri papà quando eravamo piccole, mentre le ciabatte in gomma fanno tendenza anche in città.
È la nostalgia ad accompagnare la stagione calda, perché, come afferma Bonsaver, «l’industria della moda, ma non solo, ama rispolverare i trend del passato: è garanzia di successo e un modo per soddisfare il piacere di molti nel rivivere qualcosa della loro gioventù». Allora, la sardina diventa il simbolo di ciò che più ci manca: un tempo in cui la vita ci sembrava forse più facile e leggera, sempre incasinata ma con qualche certezza in più. Mentre siamo seduti su una sedia in plastica con un cornetto in mano, aspettando le note di L’estate sta finendo dei Righeira, un tormentone che, davvero, non passerà mai.