Sulle pensioni «la Lega non arretra. Troveremo le risorse». Parola del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon in un’intervista a La Repubblica in merito all’aumento di tre mesi nei requisiti legato all’aspettativa di vita che scatterà da gennaio 2027. «È in corso una valutazione tecnica che sta facendo il Mef. Per me conta la volontà politica: bloccare questo aumento».

Durigon: «Meccanismo Fornero è perverso»

«Abbiamo già un’età molto avanzata per andare in pensione, non serve innalzarla ulteriormente – spiega Durigon -. È una richiesta precisa della Lega, sostenuta dal ministro Giorgetti». Che si possa arrivare all‘abolizione del meccanismo di rivalutazione Durigon replica: «No, almeno non ora. Ma questo meccanismo, ideato dalla Fornero, è perverso. Siamo già ai livelli massimi in Europa per età di pensionamento. Aggravarli ancora non ha senso» quindi «blocchiamo ora i tre mesi, poi nel 2029 vedremo come intervenire in modo strutturale».

«I 64 anni la soglia di libertà pensionistica»

«Credo che 64 anni possano diventare la vera soglia di libertà pensionistica – aggiunge -. Oggi la possibilità è limitata ai contributivi puri. Valutiamo i costi per estenderla anche a chi è nel sistema misto. Vogliamo rafforzare poi la previdenza complementare, anche permettendo di usare il Tfr girato all’Inps come rendita per alzare le pensioni e uscire a 64 anni». «Le quote non incidono più come prima. Il modello su cui lavorare è l’uscita a 64 anni con 25 anni di contributi, che già abbiamo introdotto e vogliamo rafforzare», dice ancora Durigon.

Rivedere Opzione Donna

Quanto a Opzione Donna, rileva il Sottosegretario, questa «ha avuto un calo fisiologico di adesioni, il bacino potenziale si è esaurito. Dobbiamo decidere se rivederla, per agevolare le lavoratrici con maggiore libertà».

Claudio Durigon

La replica della Cgil: «Solo slogan, nessuna risposta e tanti peggioramenti»

«Altro che superare la Legge Monti Fornero, questo Governo è riuscito a peggiorarla in ogni aspetto. Ed è bene ricordare che l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita non è stato introdotto da quella legge, ma dal governo di centro destra nel 2010. Chi oggi grida al ‘meccanismo perverso’ è lo stesso che lo ha sostenuto o peggiorato nel corso degli anni». Così la segretaria confederale della Cgil Lara Ghiglione sulle dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Durigon in materia di previdenza.

«Sull’uscita a 64 anni – precisa la dirigente sindacale – è ora di fare chiarezza: non è stata introdotta da questo Esecutivo, ma lo stesso l’ha resa praticamente irraggiungibile, fissando una soglia di accesso che, per molte e molti, richiede quasi 1.700 euro di pensione mensile lorda. Un paradosso, se si considera la realtà fatta di salari bassi, discontinuità lavorativa e un drammatico gap di genere».

Per quanto riguarda Opzione Donna non si è trattato di un calo fisiologico, come afferma il sottosegretario, ma di un vero e proprio stravolgimento normativo voluto da questo Governo, che ne ha drasticamente ristretto l’accesso, negando alle lavoratrici una possibilità di uscita anticipata dignitosa».

«Invece di continuare con gli slogan e le promesse – continua Ghiglione – il Governo dovrebbe affrontare seriamente la questione salariale, contrastare la precarietà, promuovere l’occupazione femminile e migliorare le prospettive previdenziali delle nuove generazioni, che oggi vivono una condizione fatta di lavori discontinui, basse retribuzioni e contributi insufficienti. Se davvero si vuole costruire un sistema pensionistico equo e sostenibile, serve una riforma che guardi al futuro e dia risposte concrete a chi lavora oggi e andrà in pensione domani».

M5s: «Ennesima intervista a Durigon che smentisce Durigon»

«Claudio Durigon ha rilasciato l’ennesima intervista in materia di pensioni da inizio legislatura. Intervista in cui Durigon smentisce… Durigon». Lo affermano in una nota i parlamentari del M5S nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato. «Ormai ammainata la bandiera della cancellazione della legge Fornero, che per anni Salvini ha sventolato in faccia agli italiani per poi tradirli una volta al Governo – continua la nota – ora è la volta di Quota 41, altro cavallo di battaglia leghista. Ecco cosa diceva Durigon il 9 novembre 2023 a Libero: ‘Quota 41 entro fine mandato, un sistema non solo sostenibile ma anche opportuno ed equo’. Oggi il dietrofront: ‘Il sistema contributivo ha cambiato tutto: non sempre conviene uscire prima. Le quote non incidono più come prima’. Semplicemente ridicolo».

«Non solo. Pure sull’aumento dell’età pensionabile – riprendono – siamo alle comiche. ‘Garantiamo che non ci sarà’ assicurava Durigon al QN l’11 gennaio scorso. E ora? ‘Abolizione del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita? No, almeno per ora. Blocchiamo ora i tre mesi, poi nel 2029 vedremo come intervenire in modo strutturale’. Un pagherò che il Governo scarica su chi verrà dopo». «Dulcis in fundo, Opzione donna. Alla vigilia delle ultime elezioni la Lega proponeva addirittura di renderla strutturale per poi dilaniarla con le Manovre sin qui approvate, rendendola iperselettiva. Oggi il sottosegretario sostiene che la misura ha avuto ‘un calo fisiologico di adesioni’. Ma quale calo fisiologico? Almeno ci risparmino le prese in giro».