Il decreto bollette 2026 ha ricevuto il via libera della Camera e ora passa al Senato per l’approvazione definitiva entro il 21 aprile. L’obiettivo è contenere l’impatto del caro energia su famiglie e imprese, con uno stanziamento di circa 5 miliardi di euro. Accanto agli aiuti economici, il provvedimento introduce interventi che riguardano da vicino la vita quotidiana. Tra questi, spicca una novità destinata a cambiare il rapporto con i fornitori: lo stop al telemarketing aggressivo nel settore energia.

Stop al telemarketing energia: cosa cambia per i consumatori

La novità che incide più direttamente nella vita quotidiana riguarda il telemarketing nel settore energetico. Il decreto introduce regole più stringenti per limitare le chiamate commerciali indesiderate, una pratica che negli ultimi anni ha coinvolto molti utenti.

In concreto, le aziende non potranno più contattare liberamente i consumatori per proporre contratti di luce e gas. Il contatto sarà possibile solo in due casi: quando è il cliente a richiederlo oppure quando esiste già un rapporto attivo e il consenso è stato dato in modo esplicito.

Un altro elemento importante riguarda la trasparenza. Le chiamate dovranno arrivare da numeri identificabili e i contratti conclusi senza rispettare queste regole saranno considerati nulli. L’obiettivo è ridurre le pratiche aggressive e rafforzare la tutela dei consumatori, che spesso si sono trovati a sottoscrivere offerte poco chiare.

Decreto bollette 2026: il bonus da 115 euro e a chi spetta

Tra le misure più attese c’è anche il contributo straordinario da 115 euro. Si tratta di un aiuto una tantum pensato per le famiglie che già ricevono il bonus sociale elettrico, quindi per chi si trova in condizioni di difficoltà economica.

Il sostegno viene riconosciuto in modo automatico, senza bisogno di presentare domanda, ed è inserito in un fondo da 315 milioni di euro per il 2026. I criteri restano legati all’Isee: la soglia è sotto i 9.796 euro per i nuclei più piccoli e arriva fino a 20mila euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli.

Le altre novità: teleriscaldamento e proroga del carbone

Il decreto interviene anche su altri aspetti meno visibili ma rilevanti. Per la prima volta vengono estese alcune agevolazioni alle famiglie che utilizzano il teleriscaldamento, un sistema che in Italia riguarda oltre un milione di abitazioni. Finora era rimasto fuori dalle principali tutele previste per luce e gas.

Più discussa è invece la decisione di rinviare al 2038 la chiusura delle centrali a carbone, inizialmente prevista per il 2025. La scelta viene motivata con la necessità di garantire sicurezza energetica in un contesto internazionale instabile. Allo stesso tempo, ha sollevato critiche da parte di associazioni ambientaliste, preoccupate per il prolungamento dell’uso di una fonte altamente inquinante.

Quando entra in vigore il decreto e cosa succede ora

Dopo l’approvazione alla Camera, il decreto deve essere convertito in legge dal Senato entro il 21 aprile. Solo a quel punto le misure diventeranno operative.

Nel frattempo, alcune associazioni dei consumatori hanno espresso dubbi sull’efficacia complessiva del provvedimento. In particolare, sottolineano che gli aiuti previsti potrebbero non essere sufficienti a compensare gli aumenti recenti delle bollette.