Dopo i ripetuti allarmi sulla dipendenza da social e dibattiti su quanto tempo gli adolescenti dovrebbero passare sui social, negli Stati Uniti qualcosa sta cambiando. Non saranno più soltanto ragazzi e genitori a dover stabilire dei limiti: Instagram e Facebook dovranno incorporarli direttamente nel funzionamento delle piattaforme.

È uno degli effetti dell’accordo raggiunto da Meta con gran parte degli Stati americani che l’avevano portata in tribunale. Al centro delle cause c’erano i possibili danni dei social sui più giovani e alcune caratteristiche considerate capaci di favorire un uso compulsivo. Il risarcimento patteggiato da Meta per chiudere il procedimento ammonta a circa 18 miliardi di dollari.

Social under 18, cosa prevede l’accordo con Meta

La vicenda giudiziaria nasce da un vasto contenzioso avviato negli Stati Uniti contro Meta. Nell’agosto 2026 l’azienda ha raggiunto un accordo con 48 Stati e territori statunitensi per chiudere le cause e pagare fino a 18 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni.

Meta era accusata di aver progettato Facebook e Instagram con meccanismi capaci di favorire un uso compulsivo tra bambini e adolescenti e di non averli protetti adeguatamente.

Non tutti gli Stati hanno seguito la stessa strada. Il New Mexico, per esempio, ha portato avanti separatamente la propria causa. La Florida non ha aderito all’accordo. Il quadro giudiziario americano resta quindi articolato.

Per dieci anni Meta dovrà applicare negli Stati Uniti una serie di protezioni specifiche agli account degli adolescenti. Le misure intervengono sul tempo trascorso online, sulle ore notturne e sulle impostazioni degli account.

È un cambio di impostazione significativo. Finora molti strumenti di benessere digitale richiedevano una scelta dell’utente o della famiglia. Con l’accordo, invece, diverse protezioni diventano impostazioni predefinite.

Due ore al giorno e stop di notte: cosa cambia per gli adolescenti

La misura destinata a farsi sentire di più nella vita quotidiana riguarda il tempo. Per gli utenti sotto i 18 anni Instagram e Facebook prevedono un limite complessivo di due ore al giorno. Il conteggio è cumulativo tra le due piattaforme.

ragazzina stesa a letto guarda lo smartphone

Se Meta riesce a individuare più profili appartenenti allo stesso adolescente, può considerarli insieme nel calcolo. Raggiunte le due ore, l’accesso alle normali funzioni viene bloccato. Per continuare a utilizzarle serve l’intervento di un genitore. I messaggi diretti rimangono invece disponibili.

Non si arriva al limite senza preavviso. Sono previsti promemoria durante la giornata. Un primo avviso compare dopo 15 minuti di utilizzo continuativo. Altri arrivano quando il tempo giornaliero raggiunge 60 e 90 minuti.

Cambia anche la notte. Tra mezzanotte e le sei del mattino, gli adolescenti non possono utilizzare gran parte delle funzioni di Instagram e Facebook. Anche durante questa pausa rimangono disponibili i messaggi diretti. Il principio è permettere ai ragazzi di mantenere un canale di comunicazione con amici e familiari.

La giornata scolastica avrà un’altra barriera. Nei giorni feriali, dalle otto alle 15, le notifiche vengono silenziate per impostazione predefinita. Restano alcune eccezioni, tra cui messaggi e comunicazioni legate alla sicurezza.

L’obiettivo è intervenire non soltanto sulla quantità di tempo trascorso online. Le misure cercano anche di ridurre quelle continue interruzioni che riportano l’attenzione sul telefono durante una lezione, lo studio o il sonno.

Like nascosti, meno algoritmo e limiti ai filtri

Le ore trascorse davanti allo schermo sono soltanto una parte del problema affrontato dall’accordo. Le nuove regole intervengono anche su alcuni meccanismi che rendono Instagram e Facebook particolarmente coinvolgenti.

Per gli adolescenti i conteggi dei like e delle reazioni saranno nascosti per impostazione predefinita. Una modifica importante nell’esperienza quotidiana. Toglie infatti visibilità immediata a uno dei principali indicatori di approvazione sociale presenti sulle piattaforme.

Un altro intervento riguarda ciò che compare nel feed. I ragazzi avranno la possibilità di utilizzare come impostazione predefinita un flusso di contenuti non personalizzato dagli algoritmi di raccomandazione di Meta.

Ci sono poi i filtri. Ai minorenni verrà impedito l’accesso a quelli legati alla chirurgia estetica e ad alcuni effetti di trucco considerati estremi.

L’insieme delle misure prova quindi a intervenire su più fronti: tempo, notifiche, raccomandazioni e ricerca di approvazione. È una strada diversa dal divieto assoluto di accesso ai social.

Cosa cambia per i genitori

La stretta americana assegna un ruolo più forte anche alle famiglie. Quando viene attivata la supervisione dell’account, i genitori possono ottenere maggiori informazioni sull’utilizzo delle piattaforme da parte dei figli.

Possono conoscere il tempo trascorso sui social e avere informazioni sui contatti e sui profili con cui il ragazzo interagisce. Sono previste inoltre segnalazioni in alcune circostanze considerate particolarmente delicate.

Il genitore può essere avvisato, per esempio, quando l’adolescente contatta per la prima volta un adulto. L’accordo prevede inoltre notifiche collegate a determinate ricerche su suicidio, autolesionismo e disturbi alimentari.

Tutto questo apre però un’altra questione: come fa una piattaforma a sapere con sufficiente certezza quanti anni ha chi la utilizza? Meta dovrà rafforzare i propri sistemi di verifica dell’età, utilizzando strumenti interni e di terze parti.

Dagli Stati Uniti all’Europa: arriveranno limiti anche da noi?

Per ora, le nuove regole di Meta non si trasferiscono automaticamente in Italia o nel resto d’Europa. L’accordo nasce all’interno di procedimenti giudiziari americani e riguarda gli Stati Uniti. Il suo peso, però, potrebbe andare oltre i confini nazionali.

Il confronto è già aperto in diversi Paesi. E le soluzioni scelte sono molto diverse.

L’esempio più netto arriva dall’Australia. Dal 10 dicembre 2025 le piattaforme interessate devono impedire agli under 16 di creare o mantenere un account. Tra queste ci sono Facebook, Instagram, TikTok e YouTube.

L’obbligo ricade sulle piattaforme, che devono adottare misure ragionevoli per verificare l’età. I minori possono inoltre continuare a vedere alcuni contenuti pubblici senza effettuare l’accesso.

In Francia il percorso ha incontrato invece un ostacolo costituzionale. Il Consiglio costituzionale ha bocciato il divieto dei social per gli under 15 sostenuto da Emmanuel Macron, giudicandolo sproporzionato rispetto alla libertà d’espressione.

In Italia non esiste oggi un divieto generale paragonabile a quello australiano. A scuola, però, il ministro Giuseppe Valditara ha esteso lo stop agli smartphone anche alle superiori durante l’orario scolastico.

Il dibattito sull’età minima e sulle protezioni per i minori coinvolge intanto diversi Paesi europei. Il problema pratico rimane sempre lo stesso: stabilire l’età di una persona online senza trasformare ogni accesso in una raccolta di dati personali.

Proprio su questo punto sta lavorando la Commissione europea. L’UE ha sviluppato una soluzione per la verifica dell’età che permette di dimostrare di aver raggiunto l’età richiesta senza condividere informazioni personali superflue. La Commissione punta a renderla disponibile ai cittadini entro la fine del 2026.