Da oggi si cambia: niente più chiamate moleste e illegali a ogni ora del giorno da parte di call center. La svolta arriva con l’entrata in vigore del cosiddetto blocco anti-spoofing alle chiamate commerciali provenienti dai finti numeri mobili italiani. Si tratta della fase 2, che segue il primo divieto, scattato lo scorso agosto e relativo alle telefonate da numeri fissi con falso prefisso italiano. Gli utenti, però, devono prestare attenzione alle truffe e all’autorizzazione al trattamento dei dati personali a compagnie telefoniche, fornitori energia, assicurazioni, ecc.

Stop alle chiamate moleste da cellulari

Dal 19 novembre, dunque, si cambia. Come disposto dall’Agcom, infatti, il sistema accerterà a quale operatore appartiene il numero chiamante, attraverso il database nazionale della portabilità. Si potrà verificare anche la posizione effettiva relativa a quella numerazione, controllando quindi se la chiamata proviene legittimamente in roaming all’estero oppure se il numero è stato falsificato. Le telefonate che non supereranno tali controlli d’ora in poi saranno automaticamente bloccate. Con la delibera dell’Autorità, infatti, (n. 106/25/CONS) si può ora verificare se il numero chiamante corrisponde a un utente effettivamente in roaming internazionale.

Basta illeciti

Con le disposizioni dell’AgCom si dovrebbe porre un freno a un fenomeno che, oltre a risultare molesto per i cittadini, ha un ritorno economico enorme: si calcola, infatti, che gli stimati 15 miliardi di telefonate dei call center in un anno generino un giro d’affari da almeno tre miliardi di euro. Denaro che è legato al telemarketing, spesso definito “selvaggio”, ma che altrettanto di frequente è anche illecito. Perché le telefonate che camuffano l’origine e arrivano con numerazione mobile italiana spesso provengono invece da centri all’estero e, soprattutto, possono nascondere insidie.

Il rischio di truffe

Le telefonate con le quali sono offerti contratti commerciali, infatti, non svaniranno e spesso, come osservano gli esperti, possono portare a truffe vere e proprie. Nella migliore delle ipotesi possono convincere gli utenti in buona fede, specie se anziani, a sottoscrivere contratti che non sono convenienti per l’utente. Basti pensare che solo nel settore energetico si stima che le telefonate possano portare a spendere mediamente tra il 10% e il 20% in più sulle bollette di luce e gas rispetto alle normali tariffe di mercato, portando a un danno economico complessivo stimato in circa 2 miliardi di euro annui.

Consumatori soddisfatti (a metà)

Le nuove misure, dunque, rappresentano un passo avanti nell’arginare un fenomeno odioso, che però non scomparirà del tutto, come avvertono le associazioni dei consumatori. Come specifica il Codacons, infatti, «le chiamate indesiderate diminuiranno, ma non scompariranno totalmente. Continueranno ad arrivare a destinazione le chiamate provenienti da call center legali che operano dall’Italia, quelle provenienti dall’estero con numerazione non italiana, quelle che utilizzano finte numerazioni italiane, ma che partono effettivamente dal territorio nazionale, e le telefonate da numeri fissi stranieri realmente esistenti».

Come evitare chiamate moleste

Secondo il Codacons, inoltre, «vanno considerate le contromisure che saranno adottate dai call center illegali, i quali utilizzano tecnologie sempre più sofisticate per aggirare blocchi e divieti e colpire gli utenti». Restano ad oggi, è bene però ricordare che ridurre le chiamate moleste e dunque anche i rischi di frodi è già possibile. La prima strada è l’iscrizione al Registro degli Oppositori. La seconda passa dal prestare maggiore attenzione nel cedere i propri dati, acconsentendo al trasferimento a terzi a scopi commerciali.

Come iscriversi al Registro degli Oppositori

L’iscrizione al Registro pubblico degli Oppositori (https://registrodelleopposizioni.it/) è un’operazione semplice che si fa online: una volta effettuato l’accesso, si scegli l’opzione Per il cittadino. È poi possibile selezionare la funzione Iscriviti (oppure, se già iscritti, Gestisci iscrizione per rivedere le proprie scelte): viene richiesto lo SPID, la CIE, ma l’operazione può essere eseguita anche senza autenticazione. A questo punto sono richiesti i propri dati e quelli relativi alla propria utenza (se ne possono inserire più di una). Poi viene chiesto di chiamare un numero di verifica e infine di scegliere tra l’iscrizione al registro tramite utenza telefonica o postale. Si tratta, quindi, di una procedura molto semplice e veloce.

Cosa cambia da oppositori

Come spiega il portale, «L’iscrizione al servizio annulla i consensi alla pubblicità rilasciati in precedenza, tranne quelli che autorizzerai dopo l’iscrizione al Registro e i soggetti con cui hai un contratto di carattere continuativo (come per esempio i gestori delle tue utenze del settore telefonico ed energetico). Il servizio si riferisce sia alle chiamate con operatore umano sia a quelle automatizzate (“robocall”). L’iscrizione è gratuita e a tempo indeterminato, ma può essere rinnovata se si intende annullare nuovamente i consensi al telemarketing rilasciati dopo l’iscrizione al RPO». Per maggiori informazioni è anche possibile telefonare al numero verde 800265265 per le utenze fisse o il numero 0642986411 per le utenze mobili.

Attenzione con tessere fedeltà e contratti

Come ricordano ancora le associazioni dei consumatori, va comunque prestata attenzione alla gestione dei propri dati, specie quando si sottoscrivono iscrizioni a centri commerciali, palestre, quando si richiedono tessere fedeltà e punti o quando si firmano contratti, viene sempre richiesto il consenso al trattamento dei dati. Ma mentre in genere il consenso stretto è necessario perché le pratiche vadano a buon fine, vengono sempre richiesti i via libera anche al trattamento dei dati a fini commerciali o di marketing. Autorizzandolo di fatto si consente alle compagnie, esercenti, ecc. di “cedere” i dati dell’utente a terzi, ossia società di profilazione che poi possono essere legittimamente autorizzate a contattare il consumatore tramite call commerciali. In quel caso, avendo dato il proprio benestare, non ci si può lamentare se poi si ricevono chiamate di natura commerciale.

Le sanzioni per i trasgressori

Come spiega il Movimento Consumatori, «In ogni caso, se si ricevono chiamate indesiderate, si può fare una segnalazione al Garante della Privacy. La violazione del diritto di opposizione degli utenti prevede l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 milioni di euro per le imprese, fino al 4% del fatturato totale annuo dell’esercizio precedente». Infine un avvertimento: «L’iscrizione al RPO non modificherà l’attuale sistema per il rilascio del consenso alle chiamate per vendite dirette, pubblicità o promozione di beni o servizi, ricerche di mercato o comunicazioni»: per le chiamate generate da un software, infatti, c’è bisogno del consenso espresso da parte dell’utente secondo la regola dell’opt-in («mi puoi chiamare solo se prima hai acquisito una mia autorizzazione esplicita» ), mentre quelle con operatore ‘umano’ sono soggette all’opposta dall’opt-out («solo una volta chiamato, l’utente può dire di non voler essere disturbato»).