Case vacanza: come evitare le truffe online

08 07 2016 di Oscar Puntel

In estate, fioccano i raggiri sulle case prenotate via web. Case che spariscono (dopo averci fatto pagare la caparra) o alloggi fatiscenti (che però ci erano stati presentati come favolosi). I nostri consigli su come tutelarci

Case per le vacanze estive, che si rilevano poi “Case fantasma”. Appartamenti che si presentano super chic o in pieno centro. Per poi scoprire che sono ben diverse da come erano state descritte: catapecchie o in quartieri degradati. Con l’estate e le vacanze, si ripropongono le truffe sulle case prese in affitto su internet. Il caso più frequente è quello di un alloggio prenotato con tanto di versamento di caparra. Peccato che, arrivati a destinazione, si ha l’amara sorpresa di non trovarlo, perché non esiste. Intanto il truffatore ha già intascato i soldi che avevamo inviato con la prenotazione ed è sparito. Addio soldi. E vacanza rovinata. Come tutelarci?

Il vademecum della Polizia

Sui social, la Polizia postale ha diffuso un vero e proprio vademecum per chi opta per una casa-vacanza scegliendola su un sito dove pubblicano i privati (ce ne sono diversi da Subito.it a kijji.it e seconda mano.it...) e non solo. Accortezze che si possono prendere proprio per non farsi abbindolare da offerte allettanti o da foto tarocche. Il primo consiglio per una casa vacanze sicura: «Ci sono tre componenti fondamentali da considerare, in un annuncio su internet: prezzo (paragonatelo ad altri annunci se vi sembra troppo conveniente, potrebbe essere un annuncio fasullo); foto (se vi appaiono troppo belle per essere vere, cercate l’immagine su Google Immagini e capirete se sono vere o sono state copiate/incollate da altri siti); descrizione (se è troppo breve e fornisce poche informazioni, non esitate a chiederne altre all’inserzionista)». Gli agenti invitano anche a prestare attenzione alla modalità di pagamento della caparra. Sarebbe meglio incontrare fisicamente chi dà in affitto l’appartamento e consegnare l’importo dovuto di persona. Ma in caso di pagamento elettronico, evitare le ricariche o i servizi di trasferimenti di denaro e scegliere sempre metodi tracciabili, per esempio i bonifici su conto corrente con un Iban o via Paypal.

E chi si affida a Airbnb?

Il noto portale di prenotazione alloggi a un prezzo molto vantaggioso rispetto ai tradizionali affittacamere o agli hotel è sicuro per le prenotazioni e la tutela di chi utilizza il servizio, purché pagamenti e trattative varie restino confinate dentro il sistema stesso di Airbnb. Ci spiega Stefano Zerbi, portavoce del Codacons: «Succede che la truffa più frequente è quella di un inserzionista (cioè colui che offre l’alloggio) che invita a concludere una trattativa fuori dal sito. Il malcapitato accetta, in cambio di un piccolo sconto. Ma finisce col non trovare una casa. Airbnb infatti si tiene una commissione sulle transazioni che avvengono dentro il suo portale: permettono al sito stesso di funzionare. E sono anche una forma di tutela: se c’è raggiro e il raggiro avviene dentro sito, Airbnb rimborsa l’utente. Ma se il pagamento avviene fuori da questo, Airbnb non rimborsa nulla: giustamente, non è tenuta a farlo».

«Come Codacons - aggiunge Zerbi - abbiamo più volte chiesto al portale di rafforzare la sua vigilanza sui proprietari truffaldini. Airbnb garantisce l’utente anche nel caso di un alloggio che non corrisponde alla descrizione presente sul sito (o per servizi annunciati e non presenti), purché la rinuncia avvenga entro le 24 ore e non si prenda alloggio».

E gli altri siti che offrono alloggi?

Il trucco è incrociare più informazioni possibili, prima della prenotazione online. «Per capire dove sta e dove si trova una casa, suggeriamo GoogleMaps: ci dà una idea del quartiere dove andremo a finire e dell’edificio che intendiamo prendere per qualche settimana», suggerisce angora il portavoce del Codacons. «Si può - continua l’esperto - contattare l’ufficio turistico locale per chiedere maggiori informazioni sulla zona oppure confrontare più siti internet, per verificare che non ci siano sostanziali differenze di prezzo su una stessa via o località. Una casa a un prezzo stracciato, al di sotto della media delle altre case in uno stesso quartiere, deve farci subito insospettire».

Occhio alle parole usate sui siti

Sembra strano ma anche la lingua italiana fa la differenza nella ricerca di un alloggio per le vacanze. Attenzione alle parole usate sui siti internet per descrivere la posizione di un appartamento. Avverte l’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori: «“Vista sul mare” non è “vista a mare”. Ed è anche diverso da “Direttamente sul mare” o da “Fronte mare”. Chiariamolo. Vista sul mare significa che la camera guarda direttamente sul mare. Vista a mare: significa che dalla camera è possibile la vista, anche limitata, del mare. Direttamente sul mare: indica che l’albergo si trova in prossimità del mare e della spiaggia, senza ostacoli strutturali come strade, parchi o altri edifici. Fronte mare: indica che l’albergo si trova immediatamente di fronte al mare, ma che per raggiungerlo occorre attraversare una strada o un cortile». Sfumature da Accademia della Crusca, per un italiano. Figuriamoci per un turista straniero.

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