Elettrodomestici frigorifero consumi

Quanto consumano gli elettrodomestici in stand by

D’estate è possibile, con piccoli gesti, evitare gli sprechi di energia elettrica e di soldi. Un esempio? Non lasciare gli elettrodomestici di casa in stand by, quando si parte per le vacanze

Basta poco, soprattutto d’estate, per ridurre gli sprechi di energia e non ritrovarsi a settembre con una bolletta bollente. Sarebbe sufficiente staccare le spine degli elettrodomestici, prima di chiudersi la porta alle spalle e caricare le valigie in macchina. E se si opta per una casa di villeggiatura, oppure si resta in città e al lavoro, meglio usare i condizionatori con qualche accortezza.

No agli elettrodomestici in stand by

Gli elettrodomestici di casa e gli apparecchi elettronici  lasciati in modalità stand by, cioè non spenti completamente o non scollegati dalla rete, nel solo mese di agosto possono arrivare a succhiare 15 euro di energia elettrica. In un anno, se non si spengono anche le lucette rosse, in consumi superflui e inutili se ne vanno mediamente 72 euro. Il “vampiro” di casa, quello che succhia più corrente, è il frigorifero (490 wattora al giorno).

Tutti i “vampiri” di energia

A dare dati e consigli questa volta è Selectra Italia, società che gestisce il sito Luce-Gas.it. “Durante le ferie  – ripetono gli esperti - si dovrebbe staccare la spina non solo mentalmente e fisicamente, ma anche letteralmente. Fa bene al portafoglio e all'ambiente”. Altrimenti, mentre ci si rilassa in spiaggia o in montagna, il contatore continua a girare e la bolletta lievita.

I più energivori, dopo i frigo, sono stereo (198 wattora al giorno), computer e stampanti (91 più 84), router per connettersi a internet (108), tv (85) e decoder (61). Ma anche i caricabatteria non sfilati dalle prese, per pigrizia o distrazione o cattiva abitudine, non scherzano (46 wattora sprecati ogni giorno).

Il vademecum per i condizionatori

I tecnici dell’Enea, l’Agenzia per l’efficienza energetica, hanno invece messo a punto un decalogo di suggerimenti pratici “l’uso sostenibile dei climatizzatori”, per rinfrescare case e uffici in modo corretto e senza eccessivi costi extra.

Attenzione alla posizione. È importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete. L’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di mettere il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
Non raffreddare troppo i locali. Due o tre gradi in meno della temperatura esterna sono sufficienti. Spesso basta attivare solo la funzione “deumidificazione”, per avere sollievo, perché è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale.

Chiudere porte e finestre

Un climatizzatore per ogni stanza. Non è corretto installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi tutta casa: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si passa per il corridoio andando da una stanza all’altra, perché sarà l’unico locale ad essere rinfrescato.
Chiudere porte e finestre. Sembra banale, e controproducente, ma non lo è affatto: si evita di riscaldare l’aria all’interno. Lo dicevano anche i nostri nonni e funziona sempre.
Occhio al sole diretto. I tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione vanno coibentati. Se esposti direttamente al sole possono danneggiarsi. Idem la parte esterna del climatizzatore, da proteggere anche dalle intemperie.

Usare la funzione “notte”

Usare il timer e la funzione “notte”. In questo modo, sottolineano sempre i tecnici dell’Enea, si riesce a ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio.
Pulizia e corretta manutenzione. I filtri dell’aria e le ventole devono essere puliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane perché lì si annidano facilmente muffe e batteri dannosi per la salute. Se sono deteriorati vanno sostituiti. È importante anche controllare la tenuta del circuito del gas.

Consigli validi per tutto l’anno

Occhio alla classe energetica.  Per tutto l’anno, vale lo stesso suggerimento di base: preferire i modelli in classe energetica A o superiore.
Meglio gli inverter. Gli apparecchi dotati di tecnologia inverter, i più consigliati dagli specialisti, adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione.
Approfittare degli incentivi. Chi acquista una pompa di calore, per sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, usufruire dell’Ecobonus, la detrazione dall’Irpef che fino al 31 dicembre 2016 sarà del 65 per cento, oppure del Conto termico, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto.

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