Cambio dell’armadio: a che punto siete?

Io sono in ritardo solo di un paio di mesi. Eppure mi ostino a non mettere ordine. Per un motivo ben preciso...

Sono in ritardo di un paio di mesi sul cambio dell’armadio: stando al mio guardaroba, dovrei vestirmi come Fred Flintstone, con la pelliccia sopra e le infradito ai piedi.

Ormai l’armadio è diventato un portale verso un’altra dimensione, una dimensione così stropicciata che anche il raso sembra carta crespa.

In basso ci sono i cardigan suicidi caduti dagli appendiabiti e lasciati agonizzare; al centro trova spazio una decina di spaventapasseri obesi che ho creato sovrapponendo strati e strati di abiti su pochissime grucce. In alto, infine, indumenti che non riesco a buttare perché forse un giorno torneranno di moda.

Per esempio, se gli Amish invadessero l’Italia io avrei una camicia alla coreana adattissima!

Eppure mi ostino a non mettere ordine: fino a prova contraria è l’armadio che dovrebbe cambiare me, non sono io a dover cambiare lui, nemmeno due volte l’anno.

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