Cani e bambini: quali precauzioni adottare?

Ce lo chiediamo dopo la morte del piccolo siciliano di 1 anno e mezzo, sbranato da due dogo argentini. Ecco le risposte degli esperti

E' bastato un attimo perché lo attaccassero. Così in provincia di Catania un bambino di appena 18 mesi è morto, sbranato dai 2 cani di famiglia, entrambi di razza dogo argentino. Non è la prima volta che accade. Ma come si possono evitare questi incidenti?

Mai lasciare i bambini soli con i cani

«Non va mai lascito un bambino da solo con un cane, nemmeno di piccola taglia, proprio come non si lasciano i bambini giocare con i coltelli o maneggiare i fornelli» suggerisce Rosita Celentano, animalista e conduttrice della trasmissione Chiedimi se sono felice su Radio24. «Il bambino non sa leggere i segnali che manda un animale quando è stressato o spaventato. Si chiamano “segnali calmanti”: il cane gira la testa, oppure cerca di andarsene, oppure ringhia piano. Il bambino pensa di giocare, tira la coda e le zampe, persiste a innervosirlo invece di lasciarlo in pace, finché scatta la reazione dell’animale».

Se si hanno figli piccoli, scegliere razze pacifiche

«Quando si hanno figli, non è opportuno prendere in casa cani aggressivi come pitbull o dogo argentini. E’ meglio scegliere razze più pacifiche e tranquille. Ogni razza ha la sua indole. E’ opportuno tenerne conto, se si hanno figli piccoli in casa che potrebbero infastidirli senza volerlo» dice Celentano.

Consultare il veterinario prima di prendere un cane

Prima di acquistare o adottare un cane, è sempre meglio consultare un veterinario. «Bisogna essere sicuri che l’animale venga accolto in un contesto ambientale ottimale, ci sono cani che hanno bisogno di spazio e non possono vivere su un terrazzo cittadino, altri di più attenzioni che vanno ben tenuti. Per questo un professionista può dare un consiglio. Non tutti gli animali sono adatti ai contesti in cui viviamo» ci spiega l’etologo Enrico Alleva.

Fare attenzione alle dinamiche in famiglia

«I cani grandi sono animali che bisogna tener d’occhio: sono facilmente suscettibili alle dinamiche dentro una famiglia e risentono di “cali di attenzioni” o di “spostamenti di affetto”. La nascita di un bambino, quindi un contesto che cambia, li destabilizza. Bisogna farli abituare gradualmente e senza mai fargli mancare l’affetto che prima gli si dimostrava e le azioni cui prima erano abituati, come il momento del gioco o la passeggiate al parco» aggiunge l’etologo.

Istruirli: ma con specialisti

Per chi ha cani potenzialmente aggressivi è importante rivolersi a veterinari esperti di comportamento. «Nel momento in cui si adotta un cane e questo è ancora un cucciolo, è possibile addestrarlo allo stare con tutti, rivolgendosi a dei professionisti seri, non basta definirsi istruttori cinofili» precisa Paolo Mongillo, veterinario e ricercatore presso l’Università di Padova. «Però va ricordato che con i cani aggressivi non si può mai dar nulla per scontato. L’istinto predatore è qualcosa di così forte, che in specifiche situazioni può sopraffare l’animale, anche se il bambino in quel frangente sta giocando: il cane non lo capisce e lo vede come una minaccia».

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