«Non ce la fa», «un altro caso umano», «ma li trovo tutti io?», ripetono sempre più spesso le donne dopo l’ennesimo appuntamento disastroso. Se non ci fossero di mezzo gli uomini, le relazioni di coppia andrebbero molto meglio. Le donne si lamentano sempre con più frequenza dei partner papabili che non chiamano, non rispondono, si negano, spariscono, si fanno vedere col contagocce, dicono addio e poi tornano come zombie. Nasce così il sentimento definito come eteropessimismo, la totale sfiducia delle donne nei confronti del genere maschile.

Cos’è l’eteropessimismo

L’eteropessimismo è un sentimento prevalentemente femminile, un mix di insoddisfazione, rimpianto o disperazione che si prova per l’esperienza dell’eterosessualità. Una sorta di crisi o delusione riguardo al proprio orientamento sessuale, il rimpianto di essere attratti inevitabilmente dall’altro sesso, che si giudica però inadeguato. Un sentimento che viene definito più che altro come performativo, nel senso che non è davvero radicato ma solo esternato a parole. Insomma, dici che degli uomini non ne vuoi più sapere ma non lo pensi davvero.

Come nasce il termine e che significa

Il termine eteropessimismo è stato coniato nel 2019 Ana Seresin in un articolo per The New Inquiry. «Consiste in una disaffezione performativa nei confronti dell’eterosessualità, solitamente espressa sotto forma di rimpianto, imbarazzo o mancanza di speranza nei confronti dell’esperienza etero», si legge. Un sentimento di negatività che può avere diverse forme e sfumature, dal disagio nei confronti del partner, al sarcasmo verso le altre coppie, fino al considerare gli uomini come spazzatura.

L’articolo del New York Times

Recentemente l’eteropessimismo è stato riportato in auge da un articolo del New York Times dal titolo The Trouble with Wanting Men. Cosa ce ne facciamo del nostro desiderio, se gli uomini non sono adatti a riceverlo? Si chiede la giornalista Jean Garnett. La tesi è che da quando non è stato più accettabile che i maschi fossero dei predatori sessuali, questi abbiano perso la bussola delle relazioni. Non possono più esercitare il loro potere attraverso il sesso e trovandosi in un mondo nuovo in cui è necessario ascoltarsi e negoziare si trovano a disagio. Non avendo gli strumenti emotivi per gestire la situazione, si danno alla fuga.

Perché è dannoso

Anche con l’eteropessimismo bisogna andare cauti, perché non è un sentimento esente da rischi. A forza di dire che degli uomini non ne puoi più e che tanto sono tutti casi umani, potresti finire col crederci davvero. Secondo Casey Tanner, terapista sessuale certificata e consulente di Lelo, l’eteropessimismo «alimenta la mancanza di speranza». Insomma, ci abituiamo a non credere più nelle relazioni, invece che impegnarci al miglioramento. Porta a credere che l’eterosessualità sia una condanna, quando invece bisognerebbe impegnarsi a cercare di costruire esperienze eterosessuali più soddisfacenti.