Benching, ghosting, breadcrumbing sono parole che sentiamo spesso quando si parla di relazioni. Eppure non si sa moltissimo sul perché certe dinamiche tossiche si inneschino così spesso e da cosa derivino. In realtà, per molti uomini sono tecniche per aprirsi la strada verso la fuga, che può essere fulminea coma la scomparsa di un fantasma quando ci si sveglia da un incubo o intermittente come gli alti e bassi di un ottovolante. Anna Merolle, psicologa e psicoterapeuta, sul tema ha scritto Uomini in fuga (Castelvecchi), un libro in cui spiega perché alcuni uomini siano incapaci di investire nelle relazioni. Le tipologie sono 4 e le abbiamo analizzate, una per una, con l’autrice. Che alla fine ci spiega perché troppe donne, invece di fuggire dai meccanismi tossici, corrono dietro agli uomini in fuga.
Il fomo
Informatico di 33 anni, Valerio ha avuto genitori assenti e conflittuali tra loro, cosa che lo ha reso timoroso, con la sensazione di essere sempre fuori posto. Si rifugia online e proprio sui social diventa richiesto per le sue competenze professionali. Lo invitano a eventi, prende coscienza di sé, colleziona avventure, finché incontra Ginevra. Vanno a vivere insieme, ma lui non rinuncia al sexting online con altre donne. Ha bisogno di conferme, ha paura di essere tagliato fuori dal mondo. Quando lei lo scopre si infuria, ma poi gli chiede di continuare. Valerio vede che lei è disposta a tutto pur di non perderlo, si sente soffocare e le dice che è finita.
Il profilo psicologico
«Il fuggitivo Fomo (acronimo che sta per Fear Of Missing Out, ovvero paura di perdersi qualcosa, ndr) è un prodotto della nostra società iperconnessa, caratterizzata da relazioni fragili e scarsa presenza affettiva familiare» dice Anna Merolle. «I genitori di Valerio erano distratti, quindi ha bisogno di continue conferme. Questa necessità lo porta a illudersi che ci sia sempre una situazione o una donna migliore là fuori. Vive una forma di “claustrofobia relazionale”, in cui l’intimità è percepita come una minaccia all’autonomia e la fonte dell’ansia di perdere altre opportunità».
Il tradimento è la strategia di fuga del FOMO: cerca di farsi lasciare e, se lei non lo lascia, lo fa lui
Lo svalutativo
Ingegnere 38enne, Nico incontra Lory. Le cose vanno bene finché lei non manifesta il desiderio di vivere insieme. Da quel momento Nico diventa sfuggente: usa le trasferte di lavoro per stare lontano da lei, sparisce per giorni. Una sera lei indossa un abito scollato e lui le fa notare un difetto innocuo. Nelle settimane successive la svalutazione fisica diventa più pesante, facendo sentire Lory sempre più insicura. Lei si rifugia dai suoi e lui ne approfitta per sparire. Dopo giorni di attesa, Lory su WhatsApp gli chiede con rabbia le motivazioni del suo comportamento. Ma Nico, pur di non affrontare la situazione, le manda un messaggio: «Volo in Scozia, ho bisogno di staccare la spina da tutto. Non odiarmi».
Il profilo psicologico
«Nico ha avuto una madre soffocante e un padre assente. Ha quindi imparato che l’affidamento emotivo è insicuro» nota Anna Merolle. «Come strategia di evitamento si focalizza sui difetti della partner. Rifiuti, critiche, lunghi silenzi creano un clima di insicurezza crescente che fa sentire la compagna sempre più inadeguata. Non avendo la forza di affrontare la sua problematica o di parlarne con lei, adotta come strategia finale il “ghosting”, cioè la sparizione, nell’illusione di liberarsi dall’angoscia che lo assale all’idea di avere una relazione stabile».
L’accondiscendente
Marco, grafico 27enne, incontra Silvia. Le racconta il suo passato: un padre che abbandona la famiglia, la madre in depressione, lui costretto a crescere due fratelli. All’inizio è entusiasta, finalmente ha trovato una donna che lo capisce. Chiede a Silvia di sposarlo, ma durante i preparativi comincia ad accusarla di pensare ancora al suo ex. Lei lo rassicura, lui sembra tranquillizzarsi, però una mattina sparisce. E quando Silvia sta per rassegnarsi alla fine brutale della storia, si fa vivo, chiedendole una seconda chance. Ma l’armonia dura poco. La gelosia divora Marco, al punto da dirle: «Temo che non sarai mai mia. Non ce la faccio, non cercarmi più».
Il profilo psicologico
«Non avendo potuto contare sull’appoggio paterno e avendo vissuto la depressione della madre come un secondo abbandono emotivo, Marco è un evitante timoroso: crede di non poter fare affidamento sugli altri» riflette Anna Merolle. «Queste convinzioni derivano da un bambino interiore che si è sentito tradito da chi avrebbe dovuto amarlo. Alterna il “lovebombing”, cioè riempie di attenzioni la partner, al cosiddetto “benching”, lasciandola alcuni periodi in panchina, in attesa di chiarire quanto sia reale il suo desiderio di impegno».
Questa tipologia, quando avverte che la relazione si fa seria, trova una strategia per sottrarsi
Il Peter Pan
Alessio, 49 anni, fa lo spedizioniere, ma la sua passione è il body building. Il padre beveva e la madre aveva un amante, non sono mai stati guide presenti o esempi da seguire per il figlio. Quando Alessio incontra Vanessa sta vivendo una relazione stanca, come lei, e così decidono di lasciare i loro partner. Alessio, sempre più insoddisfatto del lavoro, chiede a Vanessa di investire i loro risparmi in una palestra. Lei lo accontenta, per non vederlo depresso, ma si rende conto che lui non è affidabile: è spesso irascibile, non sa prendersi responsabilità. E, quando le cose peggiorano, diventa assente, finché Vanessa scopre che la tradisce. «Sono fatto così. Del resto anche la nostra storia è nata da un tradimento» le dice lui con superficialità, il giorno in cui la lascia.
Il profilo psicologico
«Il fuggitivo Peter Pan attiva la fuga perché è rimasto bambino dentro ed è incapace di affrontare le responsabilità, osserva Anna Merolle. «Questi individui possiedono un fascino che cattura, ma la loro instabilità è una costante. Sono spinti dal bisogno di emozioni forti, tradiscono per colmare il vuoto affettivo. Praticano il “breadcrumbing”: somministrano alla partner briciole di affetto per il bisogno narcisistico di essere desiderati».
Rifiutano di crescere e considerano l’amore una gabbia, anziché uno spazio di evoluzione
Come smettere di inseguirli?
Cosa rende questi uomini irresistibili, nonostante la frustrazione e l’infelicità che causano? «L’attrazione è alimentata da un’aura di mistero che risveglia dinamiche di desiderio» spiega la psicoterapeuta Anna Merolle. «Sembrano inafferrabili e questo spinge molte a voler esplorare l’ignoto e alimenta la speranza di cambiarli o salvarli. Le esperienze passate, specie legate alla figura paterna, nelle donne giocano un ruolo cruciale, portandole a rimanere invischiate nella ricerca di approvazione. Le donne devono uscire dalla trappola di sentirsi sbagliate e cercare conferme, perché questo porta a un circolo vizioso: per mantenere la relazione diventano sempre più accomodanti, si adattano a partner intermittenti o assenti. L’illusione di salvare l’uomo in fuga è poi un potente collante, che intensifica attaccamento e senso di inadeguatezza».
Abbandonare queste illusioni è fondamentale per riconoscere il proprio valore e smettere di inseguire chi è già, o è sempre stato, altrove
Il libro da leggere
In Uomini in fuga. Perché scappano, perché li inseguiamo (Castelvecchi) Anna Merolle, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell’associazione Ancis-Psiche, indaga le dinamiche affettive in cui gli uomini si tirano indietro e le donne li rincorrono. Un viaggio nella psiche e nelle relazioni per capire come spezzare certi schemi disfunzionali.