Dal 2015 la scrittrice ha una rubrica su Donna Moderna dove si confronta con le lettrici sui problemi di coppia, sesso, relazioni affettive. Ogni settimana pubblichiamo le sue risposte, online e sulla carta: se anche tu vuoi scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, spiegami un po’ tu questo mistero: com’è possibile che dei genitori orribili facciano un figlio delizioso? E com’è possibile che questo figlio delizioso non si accorga di quanto orribili siano sua mamma e papà? In questo mistero io mi ci ritrovo con tutte le scarpe. Ho un fidanzato adorabile che come unico difetto ha i suoi genitori. Acidi, maleducati. Di più: cafoni. Due persone che non perdono occasione di criticarmi, di mettermi in ridicolo, di punzecchiarmi. E con pretese insopportabili. Eppure è legatissimo a loro, e questo significa che mi toccano pranzi della domenica, visite continue… Io non voglio rinunciare al mio compagno per colpa della sua famiglia, ma lui sembra quasi non vedere quello che vedo io: le provocazioni le considera battute, le invadenze gli sembrano attenzioni, in generale non è disposto a rinunciare al rapporto con loro. Dimmi, tu una soluzione ce l’hai?

(B.B.)

Cara B.B., è un classico che credo tormentasse già le coppie di Neanderthal. E questo per un motivo semplice: ogni famiglia è una grammatica a sé. Ha un suo lessico (famigliare), ha un suo dizionario completamente incomprensibile agli altri. Lui è la tua “Stele di Rosetta”, è la tua unica speranza di tradurre. E quando ti dice che quel che a te sembra impertinenza è un tentativo di attenzione, be’, è molto probabile che sia proprio così. Naturalmente punta i piedi, pretendi rispetto e protezione. Ma sforzati anche di impararne la lingua perché, per quanto ti sembri incredibile, è da quel lessico, da quel vocabolario, che è nato l’uomo che tu adori. Potresti avere una sorpresa. Potresti finire per capirli. O, mal che vada, imparerai le parole per rispondere a tono, quando proprio ci vuole.

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