Ogni settimana pubblichiamo le risposte di Chiara alle domande delle lettrici, sia online che sulla carta. Per scriverle, manda una mail a lapostadelcuore@mondadori.it

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Cara Chiara, ti scrivo questa lettera in un momento di tranquillità. Ho 48 anni, sono casalinga, mamma di una bambina di 12 e moglie di un uomo ansioso, ma davvero buono. Il mio problema è l’estate, io odio l’estate. Ho cresciuto mia figlia con attenzione, anche troppa. Figlia unica, vivace e socievole, a scuola è sempre andata benissimo. Durante l’anno scolastico tutto scorre, tra alti e bassi, con orari scanditi, ma quando arriva l’estate lei non vuole fare niente di niente. Trascorre le sue giornate tra cellulare e tv. Qualche volta, per fortuna, esce con le sue due amiche del cuore. Morale: io perdo la mia libertà, non posso più fare le passeggiate quotidiane che mi danno equilibrio e mi fanno stare bene, e finisce che, a volte, litighiamo. Quando lei era piccola, ho deciso di non lavorare perché, non avendo familiari che mi potessero aiutare, dovevo fare da sola. Non sono pentita, sono stanca. Ho bisogno di pensare a me e non so da dove iniziare. Ti mando un bacio e spero tu possa aiutarmi. Viva la vita.

Rosa

Rosa cara, Bruno Martino, nella sua canzone più bella, ripete «Odio l’estate», ma poi ci rassicura: tornerà un altro inverno, cadranno mille petali di rose, l’amore coprirà tutte le cose, e forse un po’ di pace tornerà. Non conosco nessuno, sai, che non si faccia un po’ spiazzare dai cambiamenti che l’estate comporta. Ci si deve riposare, ci si deve divertire, ci si deve abbronzare, tutto si ferma, tutto si svuota, e succede, così, di dover fare i conti con quello che non abbiamo, o che non possiamo. Tua figlia, però, ha già 12 anni: presto sarà grande, presto passerà le sue estati con gli amici, con gli amori, e forse un po’ ti mancherà il fatto di avercela sempre intorno. Presto, tua figlia saprà riempire il suo tempo, sceglierselo. E tu potrai riprenderti il tuo: le passeggiate e la libertà che hai sacrificato per lei.

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