Terremoto: come rendere antisismica una casa?

Dopo il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale ci si interroga: ma la casa in cui abitiamo è antisismica? E quali sono gli interventi necessari per renderla tale?

Tutte le case nuove, oggi, sono antisismiche: lo chiede la legge. E gli uffici tecnici delle Regioni non possono approvare progetti che non rispecchiano gli indici contenuti nella “Mappa di pericolosità sismica nazionale”: significa che i materiali da usare e la struttura stessa devono essere sufficientemente resistenti a reggere i movimenti tellurici che possono accadere in una certa zona. Ogni comune italiano ha il suo indice di sismicità. «Oggi la normativa è assolutamente stringente su questo punto: il professionista deve tener conto della “Mappa”, altrimenti il progetto non passa» ci spiega il sismologo Dario Slejko, sismologo all’Istituto di oceanografia e di geofisica sperimentale. E’ stata una grande novità, questa della carta sismica, che sta per essere aggiornata; la versione oggi disponibile ha più di 10 anni.

E chi non ha una casa nuova?

Come fare se è necessario adeguare la propria abitazione e renderla antisismica? Ci sono diverse possibilità. L’architetto Roberto Pirzio-Biroli, che ha coordinato la ricostruzione in Friuli dopo il terremoto del 1976: «Per gli edifici storici, la soluzione più utilizzata è quella dei “tiranti”. Si tratta di tubi di metallo che collegano e fissano le pareti parallele di una casa, da una parte all’altra, rinforzando la struttura nel suo complesso, per cui i muri vengono bloccati e non c’è più la possibilità che uno si muova rispetto all’altro». Ma l’estetica ne esce compromessa? «I tiranti possono essere nascosti da alcuni ‘dischi’, che vengono solitamente ricoperti da intonaco. Volendo: non si notano».

E quanto costa?

Il costo varia in funzione della metrocubatura della casa: si va dai 50 ai 100 euro al metro cubo. Questa soluzione è una delle più utilizzate in edilizia soprattutto per certi edifici di valore storico, ma non è praticabile per grandi strutture come chiese o fabbriche. In taluni casi, sempre che la Sovrintendenza ai Beni Artistici dia il suo ok, vi si abbina anche il rifacimento del solaio, utilizzando materiali in legno proprio per alleggerire il peso sui muri portanti.

Quali altre tecniche vengono usate?

E’ possibile rafforzare le pareti della casa con reti elettrosaldate e sostituire gli intonaci con quelli più moderni e resistenti, a base di calce. A livello di solaio, si possono anche posizionare dei tiranti oppure ancora inserire dei rafforzanti nei laterizi. «Una qualsiasi struttura abitativa, ma anche un palazzo si può rendere benissimo antisismico, senza dover necessariamente demolire e ricostruire ex novo, solo perché leggermente danneggiato. Dopo il terremoto del 1976 in Friuli, ho coordinato la ristrutturazione di diversi interi borghi rurali mettendo d’accordo tutti gli abitanti e senza costruire nuove strutture. L’approccio, anche mentale, non è stato quello di ‘rifare da capo’ un nuovo paese, ma di trasformare quello che c’era già in ‘antisismico’. Poi visto che c’era passato il terremoto, abbiamo anche aggiustato dove c’erano stati danni» chiarisce l'architetto.

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