Violenza di genere: perché un “no” sembra incredibile

01 12 2017 di Michela Murgia
Credits: Shutterstock

Il caso Weinstein, dal punto di vista della consapevolezza della violenza di genere, rappresenta uno spartiacque: c’è un prima e c’è un dopo. Leggi l'opinione di Michela Murgia

In pochi sembrano averlo capito, ma il caso Weinstein dal punto di vista della consapevolezza della violenza di genere rappresenta uno spartiacque: c’è un prima e c’è un dopo. Il prima è che tutti sapevano e fingevano di no, il dopo è che sperabilmente da adesso in poi occorrerà pensarci almeno 2 volte prima di agire da padroni sul corpo di qualcun altro.

È una lezione che sta arrivando anche in Italia, ma evidentemente non così in fretta come servirebbe. Ne è la prova l’interrogatorio di 12 ore che hanno dovuto subire le 2 studentesse americane che hanno accusato di stupro 2 carabinieri, con domande irricevibili persino per il giudice: «Mi rifiuto di tornare indietro di 50 anni».

Non chiediamoci più perché le donne non denunciano; chiediamoci invece perché il fatto che una donna dica no sembra ancora così incredibile da non poterci credere se non a colpi di referto medico.

Leggi anche - Le buone notizie per le donne nel 2017

Riproduzione riservata