«Ho ancora la terra di Palma di Maiorca sotto le scarpe e non vedo l’ora di sostituirla con quella del Negev». Si apre con una battuta di Elisa, una delle nostre runner, la prima giornata della Dm Negev Adventure, l’ultratrail di Donna Moderna nel deserto scolpito di Israele. Manca meno di un’ora all’inizio della gara e le ragazze sono cariche. Federica ha aperto gli occhi dieci minuti prima della sveglia, Francesca ha un “baule di farfalle” nello stomaco, Arianna pensa solo a scendere dall’autobus e correre, Eleonora ha già mandato un selfie al figlio che l’aspetta in Sicilia. Tutte hanno un portafortuna: l’anello della nonna, una conchiglia regalata dal fidanzato, una spilletta con le bandiere italiana e israeliana. Più emozionato di loro, il coach Federico Bertone che, con Gianni Maccagni di Adv Time, ha tracciato il percorso e le ha seguite in questi mesi. «Hanno lo spirito giusto e sono curioso di vedere come andrà» dice. «Spero che per loro sia un’avventura e una vera esperienza di condivisione».

La gara

Ore 8.30, si parte! Le ragazze si posizionano sotto le vele bianche che indicano il punto di inizio gara, il coach Bertone fa il conto alla rovescia, e via. In meno di 5 minuti, un passo dopo l’altro sul terreno roccioso della pista che porta nel cuore del Negev, spariscono alla vista di noi che le seguiamo in jeep.

L’aria è ancora fresca e il deserto qui ha il colore ocra della sabbia. L’auto per ora corre veloce su una strada dritta e senza buche. Dopo qualche curva vediamo il gruppo fermo con le ragazze che parlano tra loro. Francesca ha qualche esitazione, non si sente al massimo, l’aria è secca e le rallenta il respiro accelerando i battiti del cuore. Ma bastano le parole di incoraggiamento delle compagne per convincerla a ripartire. Compatte riprendono la corsa mentre il paesaggio muta continuamente davanti ai loro occhi.

Chi pensa al deserto come a una tranquilla monotonia fatta di dune che si susseguono sempre uguali, qui deve cambiare idea. Se i primi chilometri sono una distesa di gesso, basta poco per veder affiorare le prime colline tagliate in orizzontale da strati di terra multicolore, segno dell’avvicendarsi di sedimentazioni millenarie.

La strada si fa difficile, il cruscotto della jeep sembra la schermata di un videogioco per fanatici dell’off road, le ruote affrontano pendenze che sembrano inimmaginabili. Le runner si adattano, rallentano il passo, un paio preferiscono camminare in alcuni tratti. Qualcuna cade, ma prima di controllare il ginocchio sbucciato ferma il tempo sul cronometro per non perdere traccia delle prestazioni e, con un sorriso e un pollice alzato verso di noi, riprende. Al secondo punto di ristoro il coach Bertone consiglia: «Capisco che vogliate stare insieme ma è anche importante che ognuna vada alla propria andatura».

Il gruppo si sgrana leggermente, ma le ragazze non si perdono di vista, vogliono farcela insieme. Sopra di loro due aquile nere spuntano dalle alte pareti di roccia planando verso terra in cerca di una preda. Anche il terreno intorno si fa nero, ricoperto di sassi color pece. Il panorama sembra nascere da un meraviglioso miscuglio di altri luoghi nel mondo: gli alberi di acacia ricordano l’Africa, le colline friabili e multicolore le Badlands americane, la vallata di terra e roccia del cratere grande forse la Luna. Alla fine dei 22 km e 300 metri della tappa della Dm Negev Adventure le ragazze arrivano insieme, mani nelle mani alzate, con cinque grandi sorrisi stampati in faccia. La prima impresa è compiuta!


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I rilievi del deserto del Negev


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Federica, Elisa ed Eleonora corrono insieme sul sentiero tracciato dal coach Federico Bertone


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Una collina di roccia friabile nel cuore del deserto del Negev


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Federica durante un momento della corsa


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Una veduta suggestiva del deserto del Negev


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Elisa fa il pieno di liquidi al primo punto di ristoro


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Una veduta spettacolare delle vallate del deserto del Negev


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Federica protegge la sua pelle delicata con una crema ad alta protezione


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I rilievi multicolore del deserto


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Francesca sorride a fine gara


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Il tracciato della DM Negev Adventure


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Il team della Dm Negev Adventure


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A fine corsa ci vuole un massaggio decontratturante


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La strada 40 che collega il Negev al resto del mondo


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Il team al completo della DM Negev Adventure 

Direzione Yeruham

Bastano pochi chilometri sulla statale 40, quella che collega il Negev al resto del mondo, e il paesaggio cambia. Arriviamo a Yeruham, antico avamposto dello Stato di Israele, una macchia verde che si alimenta con l’acqua di un lago artificiale e che mai immagineresti nel mezzo del deserto. Ad aspettarci c’è la tavola di Hadara, 54 anni, 4 figli e tante vite già vissute che l’hanno vista moglie, volontaria in un centro per ragazzi a rischio, proprietaria di una fabbrica di biscotti, imprenditrice che ha visto fallire il suo ristorante. Oggi è una delle Culinary Queens di Yeruham. Il progetto tutto al femminile dell’associazione Atid Bamidbar (che significa “futuro nel deserto”) prevede che le donne del posto accolgano in casa i turisti e preparino ricette che raccontano la loro storia e i Paesi da cui vengono. Il cous cous con verdure e brodo, la tahina e la torta soffice di Hadara sono la ricompensa perfetta per il primo giorno di gara.

Nel kibbutz di Sde Boker

Vedere fiorire il deserto. Era questo il grande sogno di David Ben Gurion, primo ministro israeliano che, con la moglie Paula, scelse il kibbutz Sde Boker come luogo dove vivere. L’ultima tappa è qui e a spiegarci tutto è la nostra guida, Nama, proprio di fronte alla tomba del grande statista e della moglie che si affacciano su un altro spicchio spettacolare di Negev. Il mausoleo e il panorama sono i due buoni motivi che spingono israeliani e turisti ad arrivare a Sde Boker. Il pomeriggio lo passiamo qui, il sole tramonta e le runner devono andare a letto presto. Domani è un altro giorno di gara e meraviglia (visitnegev.com).

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Foto di Umberto Coa