Francesco Dolci torna in tv per parlare di Pamela Genini e del secondo, inquietante capitolo di una storia già drammatica. L’imprenditore, 41 anni, è stato legato sentimentalmente alla giovane uccisa il 14 ottobre 2025 a Milano. Quella sera era al telefono con lei e allertò le forze dell’ordine.
Oggi, però, il suo nome compare in un’altra indagine. Dolci è l’unico indagato per la profanazione della sepoltura di Pamela nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Lui respinge le accuse e continua a dichiararsi innocente. Venerdì 11 settembre è ospite in studio a Quarto Grado, il programma di Rete 4 condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
Chi è Francesco Dolci e che rapporto aveva con Pamela Genini
Francesco Dolci ha 41 anni ed è un imprenditore edile. Vive a Sant’Omobono Terme, nella Bergamasca. Secondo quanto ricostruito, aveva conosciuto Pamela Genini nel 2019. I due avevano avuto una relazione e sarebbero rimasti in contatto anche dopo la sua conclusione.
È proprio questo rapporto a portare Dolci dentro la storia del femminicidio di Pamela. La sera del 14 ottobre 2025, quando Gianluca Soncin entrò nell’appartamento della giovane a Milano, Pamela era in contatto con Dolci. Gli aveva manifestato la propria paura e Dolci chiamò la polizia.
Il suo nome, quindi, inizialmente emerge come quello di una delle persone che avevano raccolto le paure di Pamela nelle ore della tragedia. Successivamente Dolci ha parlato più volte pubblicamente del rapporto con la giovane e di quanto, secondo il suo racconto, lei gli avrebbe confidato.
A distanza di mesi, però, la sua posizione nella vicenda è cambiata. Il 6 maggio 2026 è stato interrogato a lungo dai carabinieri di Bergamo. Al termine dell’interrogatorio è risultato indagato nell’inchiesta sulla profanazione della sepoltura di Pamela. Le abitazioni sua e dei genitori sono state perquisite, senza esito.
Dolci ha sempre negato di avere avuto qualsiasi ruolo nella profanazione. Anche nelle successive apparizioni televisive ha continuato a sostenere la propria innocenza.
Pamela Genini, chi era e cosa è successo il 14 ottobre 2025
Pamela Genini aveva 29 anni, viveva a Milano e lavorava come modella e imprenditrice. La sua vita si interrompe la sera del 14 ottobre 2025, nel suo appartamento nel quartiere Gorla.
Per il suo femminicidio è imputato Gianluca Soncin, 53 anni, con il quale Pamela aveva avuto una relazione. Secondo l’accusa, l’uomo non avrebbe accettato la fine del rapporto. Soncin sarebbe riuscito a entrare nell’abitazione usando una copia delle chiavi che si era procurato in precedenza.
La storia di Pamela ha riaperto anche una riflessione che riguarda molte donne: riconoscersi nei segnali di una relazione violenta e pensare «Potevo essere io».
Pamela viene uccisa mentre le forze dell’ordine stanno cercando di raggiungerla. Il processo a carico di Soncin è iniziato il 4 giugno 2026 davanti alla Corte d’Assise di Milano. L’uomo deve rispondere di omicidio volontario aggravato, tra l’altro, dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla crudeltà.
La storia di Pamela, tuttavia, non finisce con l’indagine sul femminicidio. Mesi dopo la sua morte, la famiglia si trova davanti a un altro fatto doloroso.
Il corpo della giovane era stato tumulato in un loculo provvisorio nel cimitero di Strozza. Il 23 marzo 2026, durante le operazioni previste per trasferire il feretro nella tomba di famiglia, viene scoperta la manomissione della sepoltura. Dal corpo era stata asportata la testa.
Da quel momento si apre una seconda indagine, distinta da quella sull’omicidio. Ed è proprio in questa inchiesta che compare nuovamente il nome di Francesco Dolci.
Francesco Dolci e l’indagine sulla profanazione della tomba
La scoperta risale dunque al 23 marzo, ma gli accertamenti effettuati sul feretro hanno portato gli investigatori a ipotizzare che la profanazione possa essere avvenuta molto prima.
Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze e analizzato le immagini delle telecamere del cimitero. Tra gli elementi esaminati ci sono anche i movimenti di Dolci nei pressi della sepoltura nei giorni precedenti alla scoperta. Le telecamere mostrerebbero Dolci al cimitero nella notte del 18 marzo. Nei giorni successivi l’uomo sarebbe tornato sul posto, osservando alcuni punti della tomba. Aveva, inoltre, scattato fotografie della sepoltura, poi consegnate agli stessi investigatori.
Il 6 maggio Dolci è stato interrogato dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi e dai carabinieri del Reparto investigativo di Bergamo. Successivamente sono state perquisite la sua abitazione e quella dei genitori. Le ricerche non hanno dato esito.
Dolci resta l’unico indagato indicato nelle più recenti comunicazioni di Quarto Grado. Essere indagato, naturalmente, non equivale a essere colpevole. L’inchiesta deve stabilire chi abbia materialmente profanato la sepoltura e quale fosse il movente.
La foto satellitare e la linea della difesa di Francesco Dolci
Nelle ultime settimane l’attenzione si è concentrata anche su un’immagine satellitare del cimitero di Strozza. La foto è stata discussa a Quarto Grado e viene indicata dalla difesa come un elemento potenzialmente favorevole a Dolci.
Secondo quanto illustrato durante la trasmissione, l’immagine risalirebbe al 25 ottobre 2025, il giorno successivo ai funerali di Pamela. La difesa ritiene che alcuni particolari visibili possano essere compatibili con una manomissione già avvenuta a quella data.
Si tratta, tuttavia, di un elemento sul quale le posizioni sono diverse. Nicodemo Gentile, legale della madre di Pamela, ha contestato la possibilità di ricavare dall’immagine conclusioni definitive. Anche la collocazione temporale della profanazione resta quindi uno dei punti da chiarire.
Dolci ha inoltre richiamato l’attenzione sulle dichiarazioni degli addetti al cimitero e su quelle che considera anomalie nella gestione della sepoltura. Sono elementi che la sua difesa chiede di approfondire.
La fotografia satellitare, dunque, non rappresenta allo stato una prova giudiziaria che abbia scagionato Dolci. È un elemento portato nel dibattito sulla ricostruzione dei fatti e dovrà essere valutato insieme agli altri riscontri dell’indagine.
Cosa ha detto Francesco Dolci e perché il caso resta aperto
Francesco Dolci continua a dichiararsi estraneo alla profanazione. Lo ha fatto davanti agli investigatori e lo ha ripetuto nelle sue apparizioni televisive.
L’8 settembre, ospite di Dentro la notizia, ha assistito alla trasmissione delle immagini relative alla mattina del 23 marzo. Si tratta dei momenti nei quali gli addetti al cimitero si accorgono della manomissione della sepoltura.
Dolci ha anche avanzato pubblicamente una propria ipotesi sul possibile movente, parlando di una pista economica. Ha fatto riferimento a somme di denaro e a conversazioni telefoniche che sostiene di avere registrato. Sono affermazioni che, al momento, non permettono di trarre conclusioni sull’autore o sul movente della profanazione.
La sera dell’11 settembre Dolci torna a parlare del caso come ospite di Quarto Grado.