Per secoli il suo nome è stato associato a intrighi, veleni e scandali di corte. Eppure Lucrezia Borgia continua ad affascinare proprio perché sospesa tra mito e realtà. Nella nuova puntata di Ulisse – Il piacere della scoperta, in onda questa sera su Rai 1, Alberto Angela ripercorre la vita della figlia di papa Alessandro VI cercando di andare oltre la leggenda nera che l’ha accompagnata nei secoli.

Dal Lazio alla corte estense di Ferrara, il programma segue le tracce di una donna spesso raccontata come manipolatrice e crudele, ma che le ricerche storiche più recenti descrivono anche come colta, politica e capace di costruirsi uno spazio di autonomia in un mondo dominato dal potere maschile. Un viaggio tra castelli, palazzi e luoghi simbolo del Rinascimento italiano che diventa anche una riflessione sul modo in cui la storia ha raccontato le figure femminili più potenti.

Chi era davvero Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia nacque nel 1480 a Subiaco. Era figlia del cardinale Rodrigo Borgia, diventato poi papa Alessandro VI, e sorella di Cesare Borgia, una delle figure più temute del Rinascimento italiano. Cresciuta all’interno di una delle famiglie più influenti dell’epoca, fin da giovane si trovò al centro di alleanze politiche, matrimoni strategici e lotte di potere.

La sua fama è stata per secoli legata ad accuse di avvelenamenti, relazioni incestuose e intrighi di corte. Una reputazione alimentata non solo dalle rivalità tra le grandi famiglie nobiliari del tempo, ma anche dalla letteratura e dal teatro dell’Ottocento. Opere di Victor Hugo, Alexandre Dumas e Gaetano Donizetti contribuirono infatti a consolidare l’immagine di una donna oscura e manipolatrice.

Le ricerche storiche più recenti, però, hanno iniziato a restituire un ritratto molto diverso. Molti studiosi ritengono che Lucrezia sia stata soprattutto una pedina politica nelle mani della sua famiglia, utilizzata per consolidare alleanze e rapporti di potere. Nel tempo sarebbe poi riuscita a conquistare un ruolo autonomo, mostrando capacità amministrative e una forte influenza culturale.

Cosa racconta Alberto Angela nella nuova puntata di Ulisse

Nella puntata di Ulisse – Il piacere della scoperta, Alberto Angela prova a separare il mito dalla realtà. Il racconto non si concentra soltanto sugli scandali che hanno reso celebre il nome dei Borgia, ma cerca di capire cosa ci fosse davvero dietro quelle accuse che hanno attraversato i secoli.

Il programma segue un percorso tra alcuni dei luoghi più importanti della vita di Lucrezia. Si parte da Subiaco, dove nacque, per arrivare poi al castello di Nepi, alla rocca di Gradara, a Palazzo Farnese di Caprarola e a Castel Sant’Angelo. Il viaggio si conclude a Ferrara, città che segnò la trasformazione più importante della sua vita.

Angela racconta anche il contesto politico del Rinascimento italiano, dominato da alleanze fragili, guerre e rivalità tra famiglie potenti. In questo scenario Lucrezia appare inizialmente come una giovane donna costretta a seguire decisioni prese da altri. Con il passare degli anni, però, la sua figura cambia profondamente e acquisisce un ruolo sempre più centrale.

Da Roma a Ferrara: i luoghi della vita di Lucrezia Borgia

Uno degli elementi più affascinanti della puntata è il viaggio nei luoghi che hanno segnato la vita della protagonista. Ogni tappa diventa un frammento della sua storia personale e politica.

Il castello di Nepi viene raccontato come uno dei suoi rifugi nei momenti più difficili, mentre la rocca di Gradara e Castel Sant’Angelo riportano alle tensioni e alle strategie della famiglia Borgia. Palazzo Farnese di Caprarola mostra invece lo splendore e la complessità delle corti rinascimentali italiane.

Il momento decisivo arriva però con il trasferimento a Ferrara, dopo il matrimonio con Alfonso d’Este. È qui che Lucrezia sembra emanciparsi dall’ombra della sua famiglia. Alla corte estense si distingue per capacità politiche e amministrative, proteggendo artisti e letterati come Ludovico Ariosto e Pietro Bembo. Ferrara diventa così il luogo della sua trasformazione, lontano dalla Roma degli intrighi che aveva segnato la sua giovinezza.

Perché la figura di Lucrezia Borgia divide ancora oggi

Lucrezia Borgia continua a suscitare interesse perché rappresenta una figura storica difficile da definire in modo netto. Per alcuni resta il simbolo della corruzione e delle ambizioni dei Borgia. Per altri è invece una donna vittima della propaganda politica del suo tempo.

Il fascino del personaggio nasce proprio da questa ambiguità. La sua storia attraversa temi ancora attuali, come il rapporto tra potere e immagine pubblica, il modo in cui vengono raccontate le donne influenti e il peso delle narrazioni costruite attorno a loro.

Anche per questo la figura di Lucrezia continua a tornare in libri, serie tv, opere teatrali e documentari. La puntata di Ulisse sceglie però una strada diversa da quella più scandalistica. Alberto Angela prova infatti a raccontare una donna complessa, inserita in un’epoca violenta e dominata dagli interessi politici.

La nuova rilettura storica della donna più discussa del Rinascimento

Negli ultimi anni molti studi hanno cercato di ridimensionare l’immagine più oscura di Lucrezia Borgia. Senza negare il clima di violenza e lotte di potere in cui visse, diverse ricerche sottolineano come molte accuse non siano mai state dimostrate in modo concreto.

La Lucrezia che emerge oggi appare più vicina a una donna colta e consapevole, capace di amministrare territori, mantenere relazioni diplomatiche e sostenere la cultura rinascimentale. Una figura molto diversa dalla caricatura costruita nei secoli attorno al nome dei Borgia.

È proprio questa rilettura che Alberto Angela porta al centro della nuova puntata di Ulisse. Non per cancellare il mito, ma per aggiungere sfumature a una storia che continua ancora oggi a incuriosire e dividere.