Ci sono film che sembrano attraversare il tempo senza perdere fascino. …Continuavano a chiamarlo Trinità, sequel del celebre western comico con Bud Spencer e Terence Hill, è uno di questi. Uscito nel 1971 e diretto da E.B. Clucher, pseudonimo di Enzo Barboni, il film è diventato negli anni un appuntamento fisso della tv italiana, grazie a un mix perfetto di comicità slapstick, inseguimenti, scazzottate e battute memorabili.

Ancora oggi il pubblico continua a seguirlo con affetto, generazione dopo generazione. Dietro le scene più iconiche, però, si nascondono tanti retroscena poco conosciuti. Dalle riprese girate tra Abruzzo e Molise fino ai trucchi utilizzati nella famosa partita a poker, ecco le curiosità più interessanti sul film in onda sabato 30 maggio su Rete 4.

Dove è stato girato “Continuavano a chiamarlo Trinità”

Anche se la storia è ambientata nel vecchio West americano, gran parte del film è stata girata in Italia. Le vaste pianure che nel film rappresentano la California si trovano infatti tra l’Abruzzo e il Lazio.

Molte scene furono realizzate a Campo Imperatore, sull’altopiano del Gran Sasso, uno dei luoghi simbolo degli spaghetti western italiani. Alcune sequenze vennero invece girate nella piana di Camposecco, vicino Camerata Nuova, già utilizzata nel primo Lo chiamavano Trinità.

La missione dei frati, uno dei luoghi più importanti del film, non esiste più. Era stata ricostruita negli stabilimenti De Laurentiis sulla via Pontina, alla periferia di Roma. Anche il Molise compare nel film: alcune scene lungo il fiume furono girate sulle rive del Volturno, nei dintorni di Venafro.

Questi paesaggi contribuirono a creare quell’atmosfera polverosa e ironica che rese unico il western firmato da Enzo Barboni.

Il poker di Trinità? Le mani non erano quelle di Terence Hill

Una delle scene più celebri del film è senza dubbio quella della partita a poker tra Trinità e Wild Cat Hendriks. Le evoluzioni spettacolari con le carte lasciarono il pubblico senza parole, ma c’è un dettaglio che molti non conoscono.

Le mani che si vedono durante i virtuosismi non erano quelle di Terence Hill. A eseguire i movimenti era infatti Tony Binarelli, illusionista e prestigiatore molto famoso negli anni Settanta.

Continuavano a chiamarlo Trinità

Fu lui a realizzare i giochi di carte più complessi, compresi i rapidissimi mescolamenti e le aperture a ventaglio. In alcune interviste, Binarelli raccontò che per differenziare le mani dei vari personaggi la troupe arrivò perfino a truccargli le dita.

Girare quella scena richiese tre giorni di lavoro. Secondo il prestigiatore, il set venne interrotto più volte perché gli attori scoppiavano a ridere durante le riprese.

Un successo clamoroso al botteghino

Quando uscì nelle sale italiane nel 1971, …Continuavano a chiamarlo Trinità fu un vero fenomeno. Il film diventò il maggiore incasso della stagione cinematografica 1971-72 e conquistò milioni di spettatori.

Con oltre 14 milioni di biglietti venduti in Italia, il film è ancora oggi tra i più visti della storia del cinema italiano. Un risultato enorme, soprattutto considerando che il western all’epoca stava vivendo una fase di cambiamento.

Il successo contribuì anche a consacrare definitivamente Bud Spencer e Terence Hill come coppia simbolo della commedia d’azione italiana. Dopo il film, i due attori continuarono a lavorare insieme in pellicole diventate cult, mantenendo sempre quella dinamica fatta di risse, ironia e affetto fraterno.

Come Bud Spencer e Terence Hill hanno cambiato il western italiano

Prima dell’arrivo di Trinità, gli spaghetti western avevano toni molto più duri e drammatici. I protagonisti erano spesso pistoleri solitari, segnati dalla vendetta o dalla violenza.

Enzo Barboni cambiò completamente registro. Con Lo chiamavano Trinità… prima e …Continuavano a chiamarlo Trinità poi, trasformò il western in una commedia popolare piena di humor fisico, personaggi stralunati e scene surreali.

Bambino e Trinità non erano eroi classici. Erano disordinati, pigri, improvvisati e spesso incapaci di comportarsi da veri banditi. Proprio questa loro umanità conquistò il pubblico.

Il film contribuì anche a definire l’immagine cinematografica di Bud Spencer e Terence Hill che gli spettatori avrebbero ritrovato negli anni successivi: uno grosso e burbero, l’altro furbo e sorridente, ma entrambi sempre dalla parte dei più deboli.

La versione integrale restaurata arrivata in blu-ray

Negli anni il film è stato trasmesso spesso in televisione in versioni accorciate. Alcune scene, infatti, erano state eliminate nelle edizioni home video e nei passaggi tv.

Nel 2016 uscì una nuova edizione DVD che recuperava le sequenze tagliate. Più recentemente, nel febbraio 2026, il film è arrivato per la prima volta in blu-ray restaurato e integrale, con una durata completa di 126 minuti.

Un’operazione che ha permesso agli appassionati di riscoprire il film nella sua versione più fedele all’uscita cinematografica originale.

…Continuavano a chiamarlo Trinità continua a essere un cult

Il segreto del successo di …Continuavano a chiamarlo Trinità forse sta proprio nella sua semplicità. Il film non punta sugli effetti speciali o sui grandi colpi di scena, ma su personaggi capaci ancora oggi di far sorridere.

Bud Spencer e Terence Hill hanno creato una coppia irripetibile, entrata nella memoria collettiva italiana. E ogni replica tv continua a riportare davanti allo schermo spettatori di età diverse, uniti dalla stessa voglia di ridere.