Un tornio, le mani sporche d’argilla e Sam che abbraccia Molly: è la scena memorabile di Ghost – Fantasma, cult movie degli Anni ’90, con Patrick Swayze e Demi Moore giovani e innamorati.

Questa sera, giovedì 20 agosto 2026, il film diretto da Jerry Zucker torna in tv: una storia che mescola amore, thriller e soprannaturale.

“Ghost – Fantasma” stasera su Canale 5: dove e quando vederlo

L’appuntamento con Ghost – Fantasma è per questa sera, giovedì 20 agosto 2026, alle 21.20 su Canale 5. Il film uscì nel 1990 con la regia di Jerry Zucker. Al centro della storia ci sono Sam Wheat e Molly Jensen, interpretati da Patrick Swayze e Demi Moore.

I due vivono a New York e hanno appena iniziato una nuova vita insieme. Sam lavora in banca, mentre Molly è una giovane artista e ceramista. Sono innamorati, complici e sembrano avere davanti tutto il tempo del mondo. Poi, in una sera qualunque, quel futuro si interrompe.

Durante un’aggressione, Sam viene ucciso. La sua storia, però, non finisce lì. Il giovane rimane sulla Terra sotto forma di spirito, invisibile a Molly e incapace di comunicare con lei.

Ben presto Sam scopre anche qualcosa di ancora più inquietante. La sua morte non è stata una rapina finita male. Dietro l’omicidio c’è un piano che coinvolge Carl Bruner, suo collega e migliore amico, interpretato da Tony Goldwyn.

Ghost è una storia romantica, ma anche un thriller. Parla di fantasmi, senza diventare un vero horror. E sa perfino far ridere, soprattutto quando entra in scena una donna destinata a cambiare il destino di Sam…

“Ghost”, Patrick Swayze e Demi Moore: trama, personaggi e attori

Quella donna è Oda Mae Brown, interpretata da Whoopi Goldberg. Si presenta come una sensitiva, ma inizialmente vive soprattutto di espedienti. L’incontro con Sam cambia tutto. Con enorme sorpresa, Oda Mae scopre infatti di poter sentire davvero la sua voce.

Sam ha finalmente trovato un ponte verso Molly. Il problema è convincere la donna che dall’altra parte ci sia davvero l’uomo che amava. Tra Sam e Oda Mae nasce così una delle coppie più riuscite del film. Lui è disperato e determinato. Lei è travolgente, diffidente e spesso esasperata da quel fantasma che non vuole lasciarla in pace.

Whoopi Goldberg trasformò Oda Mae in un personaggio impossibile da dimenticare. Quell’interpretazione le valse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Il film ottenne anche la candidatura all’Oscar come miglior film.

Nel cast ci sono inoltre Rick Aviles, nel ruolo di Willie Lopez, e Vincent Schiavelli. Quest’ultimo interpreta lo spirito incontrato da Sam nella metropolitana. È proprio lui a mostrargli che un fantasma può imparare a esercitare una forza sugli oggetti.

Al cuore del racconto, però, rimangono Sam e Molly. Patrick Swayze dà al suo personaggio una fisicità che contrasta con la sua nuova condizione incorporea. Demi Moore costruisce invece una Molly ferita, incredula e ancora profondamente legata all’uomo che ha perso.

Perché “Ghost” ha fatto piangere e innamorare una generazione

A distanza di 36 anni, Ghost è diventato parte della cultura pop. Su tutte c’è la scena della ceramica. Molly lavora l’argilla al tornio, Sam si siede dietro di lei e le loro mani si incontrano.

È una sequenza sensuale senza avere bisogno di mostrare quasi nulla. Ed è anche una scena che, vista conoscendo ciò che accadrà, porta già con sé il senso della perdita. Quel momento quotidiano diventa prezioso proprio perché destinato a non tornare.

Il film intercettò l’eterna domanda se la vita esista anche dopo la morte e, dal punto di vista sentimentale, raccontò con delicatezza rara che cosa resta dell’amore quando la persona a noi più cara non c’è più.

Sam non riesce ad andarsene perché deve proteggere Molly. Ma deve anche imparare a lasciarla andare. È probabilmente questa tensione a rendere ancora efficace il film.

Per molte spettatrici e molti spettatori che lo videro allora, Ghost diventò così uno dei film sentimentali di riferimento degli anni Novanta.

Patrick Swayze, da “Dirty Dancing” a “Ghost” e “Point Break”

Quando arrivò Ghost, Patrick Swayze era già una star. Tre anni prima, nel 1987, l’attore aveva trionfato con Dirty Dancing in cui, nei panni dell’istruttore di ballo Johnny Castle, aveva conquistato il pubblico accanto a Jennifer Grey.

Con Ghost, Swayze mostrò un’altra sfumatura del suo carisma. Sam Wheat non era Johnny Castle. Non aveva una pista da ballo sulla quale imporsi. Per gran parte della storia non poteva nemmeno toccare la donna che amava.

Eppure funzionò. Anzi, proprio quella vulnerabilità contribuì a rendere Sam uno dei suoi personaggi più ricordati.

Ghost e Dirty Dancing, con alcune delle citazioni cult rimaste nella storia del genere romantico, resero Swayze uno dei volti più riconoscibili del cinema americano.

Poco dopo sarebbe arrivato Point Break, altro titolo fondamentale della sua carriera.

Anche Demi Moore avrebbe attraversato decenni di cinema e vita pubblica dopo Ghost. Anche Demi Moore avrebbe attraversato decenni di cinema e vita pubblica dopo Ghost. Tra i suoi film più famosi ci sono Proposta indecente, Rivelazioni, Codice d’onore, Soldato Jane e Striptease.

Dal 1987 al 2000, l’attrice fu sposata con Bruce Willis, dal quale ebbe tre figlie: dopo il divorzio, Demi Moore è rimasta molto vicina a Willis, anche durante la sua malattia.

Patrick Swayze: la malattia e la morte dell’attore a 57 anni

Nel gennaio 2008 a Patrick Swayze fu diagnosticato un tumore al pancreas. La malattia era già in uno stadio avanzato.

Swayze decise comunque di continuare a lavorare. Durante la malattia girò la serie televisiva The Beast, una scelta che mostrò quanto l’attore fosse determinato a non lasciare che la diagnosi cancellasse il suo lavoro.

Patrick Swayze morì il 14 settembre 2009, a 57 anni. Secondo quanto comunicò allora la sua agente Annett Wolf, morì serenamente con la famiglia accanto dopo circa 20 mesi di malattia.

La notizia colpì un pubblico che lo aveva visto ballare in Dirty Dancing, amare oltre la morte in Ghost e affrontare onde e adrenalina in Point Break. Personaggi diversi, accomunati da una presenza fisica e da una vulnerabilità che Swayze riusciva a far convivere.