Quando pensiamo a un giallo in tv, immaginiamo omicidi da prima pagina, inseguimenti serrati, indagini sotto copertura… L’altro ispettore ci porta in tutt’altra direzione: fabbriche, cantieri e, al centro, un uomo qualunque: Mimmo Dodaro, ispettore del lavoro prima che detective.

La serie, in onda su Rai 1 dal 2 dicembre, è ispirata al romanzo L’altro ispettore. Vietato pensare di Pasquale Sgrò e affronta un tema, la sicurezza sul lavoro, troppo spesso relegato a fugaci apparizioni sulla cronaca, come per il caso degli incidenti stradali.

Mimmo Dodaro, protagonista del romanzo «L’altro ispettore. Vietato pensare»

Il romanzo di Sgrò, pubblicato da Corbaccio, ha come protagonista Mimmo Dodaro, un personaggio intimo e complesso. L’ispettore ha 38 anni, è rimasto vedovo e torna a Lucca con la figlia Mimì per ricostruire una vita in equilibrio tra dolore e senso del dovere.

Il caso attorno a cui ruota il libro è la morte di una giovane operaia tessile uccisa da un orditoio.

Tutti parlano di errore umano, di “fatalità”, ma Dodaro — che per mestiere conosce le omissioni e le scorciatoie — non si accontenta e inizia a scavare. Ne viene fuori un quadro duro, in cui il lavoro è un luogo fragile, spesso invisibile, dove i più deboli pagano un prezzo altissimo.

Pasquale Sgrò ha dedicato il libro alla memoria di Luana D’Orazio, la 22enne morta il 3 maggio 2021 a Oste di Montemurlo (Prato) e mamma di un bambino di cinque anni.

Chi è Pasquale Sgrò, l’autore del romanzo

Pasquale Sgrò è un ex ispettore del lavoro, con una vita professionale dedicata a sicurezza, prevenzione, controlli. Originario della Calabria ma da anni residente a Lucca, ha scritto saggi e racconti sulle morti bianche ed è molto attivo nella divulgazione.

Con questo romanzo ha trasformato la sua esperienza in una storia capace di unire giallo, denuncia sociale e umanità, dando voce a un protagonista che non è un investigatore tradizionale, ma un funzionario chiamato (spesso da solo) a difendere chi non ha strumenti per farlo.

L’ispettore Dodaro nel romanzo e nella serie tv

Le due versioni del personaggio di Dodaro, quello del romanzo e quello della serie tv, si muovono dentro lo stesso universo, ma con ritmi e obiettivi narrativi diversi.

Nel romanzo, Dodaro vive un’unica indagine che ha il tempo di scavare nella sua vita personale e nelle crepe di un sistema del lavoro che troppo spesso trascura chi ha meno voce. È un uomo che osserva molto, che ascolta, che si interroga. Il lutto, il ritorno nella sua città, la responsabilità verso la figlia Mimì: tutto questo emerge pagina dopo pagina, con una lente più intima e riflessiva.

Nella serie tv, invece, il suo mondo si allarga. Dodaro resta lo stesso uomo ferito e determinato, ma lo seguiamo attraverso più casi, nuovi luoghi, nuove persone da incontrare. Ogni episodio gli permette di mettere a fuoco un volto diverso delle morti bianche, rendendolo un personaggio più dinamico.

Sia nel libro sia nella fiction, però, Dodaro conserva la sua essenza: un ispettore che non porta un’arma, ma la capacità — e il coraggio — di vedere ciò che altri preferiscono ignorare.

L’altro ispettore: la serie tv

La fiction è ambientata a Lucca, diretta da Paola Randi e prodotta da Rai Fiction e Anele. Il protagonista è Domenico Dodaro, interpretato da Alessio Vassallo; nel cast ci sono anche Cesare Bocci e Francesca Inaudi.

La serie è articolata in tre serate da due episodi ciascuna, per un totale di sei puntate, ed è partita il 2 dicembre 2025 in prima serata su Rai 1. È disponibile anche su RaiPlay.

La seconda puntata del 3 dicembre

Stasera — mercoledì 3 dicembre — arrivano Il carro del vincitore e Gli uomini di pietra.

  • Nel primo episodio, la morte di un imprenditore del Carnevale di Viareggio sembra un incidente, ma l’ispettore Dodaro fiuta subito che le cose non tornano.
  • Nel secondo, una tragedia in una cava di marmo a Carrara porta Dodaro a confrontarsi con dinamiche e silenzi che conosce fin troppo bene.

Ogni episodio della serie racconta un caso diverso, spesso ispirato a storie vere, dando alla fiction un ritmo da “indagini civili” più che da giallo classico.

Perché raccontare il tema della sicurezza sul lavoro

La forza de L’altro ispettore sta nella scelta — rara e coraggiosa — di portare al centro della narrazione un tema che riguarda tutti, ma che spesso resta ai margini: la sicurezza sul lavoro.

Ci porta dentro cantieri, cave, fabbriche, e ci ricorda senza retorica che dietro ogni incidente c’è una storia, una vita spezzata al lavoro, una storia di dolore e di ingiustizia, ma anche di responsabilità collettiva.