La morte del 19enne Pietro Silva Orrego nel gravissimo incidente avvenuto in viale Fulvio Testi, a Milano, ha riportato l’attenzione sulla sicurezza stradale e sugli episodi di guida senza regole che spesso coinvolgono giovanissimi, con leggi come quella sull’omicidio stradale che non si sono dimostrate sufficienti per arginare questa inarrestabile scia di tragedie, in particolare nei weekend.

I dati Aci-Istat relativi al 2024 confermano un aumento degli incidenti e dei feriti sulle strade italiane rispetto all’anno precedente, anche se le vittime registrano un lieve calo. Numeri che richiedono uno sguardo attento, anche rispetto al 2019, anno scelto come base per valutare i progressi verso l’obiettivo europeo di dimezzare le vittime entro il 2030.

Incidenti stradali in Italia nel 2024: il quadro generale

Secondo i dati Aci-Istat, nel 2024 sulle strade italiane si è circolato di più, con un maggior numero di incidenti. I sinistri con lesioni e i feriti aumentano rispetto al 2023, mentre il numero delle vittime scende lievemente, sia nel confronto con l’anno precedente sia con il 2019.

Nel dettaglio, nel 2024 si sono registrati:

  • 173.364 incidenti con lesioni:
    • +4,1% rispetto ai 166.525 del 2023
    • +0,7% rispetto ai 172.183 del 2019
  • 233.853 feriti, in aumento del 4,1% rispetto ai 224.634 del 2023; il dato è però in calo del 3,1% rispetto al 2019
  • 3.030 vittime, con:
    • –0,3% rispetto ai 3.039 morti del 2023
    • –4,5% rispetto ai 3.173 del 2019

In media, ogni giorno del 2024 sulle strade italiane ci sono stati:

  • 475 incidenti
  • 8,3 morti
  • 641 feriti

Province e regioni: dove i numeri migliorano e dove peggiorano

Il quadro cambia molto da zona a zona. Alcune province e regioni mostrano progressi importanti sul fronte delle vittime, altre invece registrano un aumento dei morti rispetto al 2023. Anche sul medio periodo, dal 2019 al 2024, l’andamento non è uniforme.

– Province con la diminuzione più significativa delle vittime (2024 vs 2023)

Nel confronto tra 2024 e 2023, le province che segnano il calo più netto di decessi in valori assoluti sono:

  • Milano: –30 morti
  • Venezia: –29
  • Bologna: –29
  • Roma: –27

– Province con il maggior incremento di vittime (2024 vs 2023)

Le province in cui, al contrario, il numero dei morti cresce di più sono:

  • Napoli: +23
  • Cremona: +16
  • Udine: +14

– Andamento regionale (2024 vs 2023)

Anche le regioni mostrano differenze marcate:

  • Regioni con i cali maggiori:
    • Veneto: –40 decessi
    • Lazio: –27
    • Marche: –17
  • Regioni con gli aumenti più evidenti:
    • Campania: +41
    • Umbria: +17
    • Friuli Venezia Giulia: +17

– Bilancio 2019–2024 e target europeo

Guardando agli ultimi cinque anni, l’Italia presenta un bilancio “a macchia di leopardo”:

  • 44 province registrano un aumento del numero di morti sulle strade
  • 55 province mostrano una diminuzione
  • in 8 province il numero delle vittime è stabile

Nel complesso, la riduzione delle vittime a livello nazionale rispetto al 2019 è pari al 4,5%, ancora lontana dall’obiettivo del –50% entro il 2030.

Le tre province che hanno già raggiunto il dimezzamento delle vittime rispetto al 2019 sono:

  • Verbano-Cusio-Ossola
  • Campobasso
  • Gorizia

Le province dove le vittime risultano invece in aumento rispetto al 2019, e che quindi si allontanano dal target europeo, sono:

  • Avellino
  • Sassari
  • Barletta-Andria-Trani
  • Oristano

Indice di mortalità: le aree più critiche e quelle più virtuose

Oltre al numero assoluto di incidenti e vittime, Aci-Istat considera anche l’indice di mortalità, cioè i morti ogni 1.000 incidenti. Nel 2024 il valore medio nazionale è pari a 17,5, ma in alcune realtà locali questo indicatore risulta molto più alto.

In 11 province l’indice di mortalità è almeno doppio rispetto alla media italiana. Le situazioni più critiche sono:

  • Sud Sardegna: 59,6 morti ogni 1.000 incidenti
  • Nuoro: 51,4 morti ogni 1.000 incidenti

All’estremo opposto, ci sono province in cui gli incidenti, pur verificandosi, risultano meno gravi in media. Qui l’indice di mortalità scende sotto quota 10:

  • Verbano Cusio Ossola
  • Genova
  • Milano
  • Monza Brianza
  • Gorizia

Pedoni, ciclisti e monopattini: come cambiano le vittime sulle strade

Un altro aspetto importante riguarda le categorie più esposte: pedoni, ciclisti e conducenti di monopattini. Nel 2024, i dati Aci-Istat mostrano un calo complessivo di pedoni e ciclisti deceduti, ma un aumento dei decessi tra chi utilizza bici elettriche e monopattini.

Nel corso del 2024 sono morti:

  • 470 pedoni: –3,1% rispetto al 2023
  • 185 ciclisti: –12,7% rispetto al 2023
    • di cui 20 su bici elettrica, contro i 12 del 2023 (+66,7%)
  • 23 conducenti di monopattino: erano 21 nel 2023 (+9,5%)

Dove si registrano più vittime tra i pedoni

Tra le province con il numero più alto di pedoni deceduti nel 2024 troviamo:

  • Roma: 65 morti, in calo dell’8,5% rispetto al 2023
  • Napoli: 24 morti, in aumento del 9,1%
  • Milano: 23 morti, in diminuzione dell’11,5%

Le province con più ciclisti morti

Per quanto riguarda i ciclisti, la provincia con il dato più alto è:

  • Milano: 15 morti, con un aumento del 36,4%

Seguono:

  • Treviso: 7 morti (dato stabile)
  • Caserta: 7 morti, con un incremento del 16,7%

I morti su monopattino

Dei 23 morti su monopattino registrati nel 2024:

  • 3 si contano nella provincia di Torino
  • 2 nelle province di Roma, Milano, Bari, Catania e Ragusa

Il caso di Milano: cosa sappiamo sull’incidente costato la vita a un 19enne

Nel contesto di questi numeri si inserisce l’incidente di viale Fulvio Testi, a Milano, in cui è morto il 19enne Pietro Silva Orrego. Secondo le ricostruzioni finora disponibili, una Mercedes classe G Brabus a noleggio si è scontrata con una Opel Corsa. Nell’impatto i veicoli si sono gravemente danneggiati, la Mercedes si è spezzata in due e ha preso fuoco. A bordo del SUV, oltre a Pietro Silva Orrego, c’erano una 30enne, rimasta gravemente ferita ma ora fuori pericolo, e un 23enne, che avrebbe noleggiato la Mercedes e – come riportato dal Corriere – avrebbe dichiarato agli agenti di essere stato alla guida dell’auto di grossa cilindrata.

Alla guida della Opel Corsa c’era un 32enne, che è risultato positivo al pre-test per le droghe ed è rimasto ferito. Un 20enne, amico delle persone coinvolte, era stato inizialmente indicato come possibile conducente del SUV. I video circolati sui social e citati da Corriere della Sera e lo mostrano però mentre accorre verso l’auto dopo lo schianto e prende a calci il finestrino per cercare di aprirlo, perdendo probabilmente così una scarpa.

Secondo queste ricostruzioni, il giovane sarebbe quindi intervenuto come soccorritore e non si trovava a bordo del mezzo al momento dell’incidente. La dinamica resta in fase di approfondimento: tra le ipotesi ci sono una mancata precedenza, un semaforo bruciato o una manovra azzardata. Le immagini disponibili, raccolte da una telecamera di zona, potrebbero non aver ripreso il momento esatto dell’impatto. Altri elementi utili potrebbero arrivare dall’analisi della velocità dei veicoli e dal Gps installato sul SUV, che è oggetto di ulteriori verifiche.