C’è lei, un’aspirante scrittrice. Ci sono loro, due studenti modello che vivono fuori dal campus, nella casa di un professore in congedo per un anno sabbatico. Soprattutto, c’è un’atmosfera da ultimo anno di college, fatta di cene improvvisate, lezioni, citazioni letterarie e tanta, tanta passione. Quando però i tre crescono, per un errore del destino, si perdono. Li unirà un segreto e i nomi che si erano dati durante un gioco di carte fatto da giovani. Cuore l’innamorato – titolo dell’ultimo romanzo di Lily King – è quello con cui Sam, uno dei due ragazzi, aveva firmato una lettera per lei, la ragazza soprannominata Jordan. Peccato che a suggerirlo fosse stato stato Yash, l’altro amico. Nasce così il triangolo amoroso che anima un romanzo di formazione che ha come epilogo un colpo di scena.
Lily King ha scritto uno dei migliori romanzi del 2025
Il libro dell’americana Lily King, pubblicato in Italia da Fazi, è la conferma del suo grande talento da cronista dell’animo umano, abile nel muoversi tra i temi dell’amore, dell’amicizia e del perdono. Ma è anche una meravigliosa occasione per piangere senza pudore e per benedire ciò che gli anni della gioventù sono: un inconsapevole abbrivio di tutta l’esistenza, una resa alle complicazioni della vita, un inno all’amore. E la critica non poteva non premiarlo: Time e New York Times lo hanno inserito tra i libri migliori del 2025 e persino il Financial Times ne ha tessuto le lodi.
Perché lo ha scritto?
«Tutto è nato mentre stavo lavorando a un romanzo completamente diverso da questo, un giallo politico. Alla 90esima pagina mi sono sentita completamente bloccata. Poi una mia amica, la scrittrice Ann Patchett, mi manda una copia delle bozze del suo romanzo Tom Lake e già alla sesta pagina mi rendo conto che lei si era divertita un mondo a scriverlo. Io, invece, no. Così apro il retro di un quaderno e inizio a scrivere questa storia, lasciando il giallo lì dov’era».
Quanta autobiografia c’è?
«Ho vissuto anni in cui ho perso diverse persone a cui volevo bene. Ho attinto a quelle emozioni per scrivere ciò che ha vissuto Jordan».
L’amore è ciò che ci fa alzare la mattina
Cos’è l’amore per lei?
«Ciò che, in tutte le sue forme, ci connette e ci fa alzare la mattina. È il fattore determinante per molte delle nostre scelte. In questo senso credo che siamo a un vero punto di svolta, come cultura e come specie. Non avrei mai pensato di vivere abbastanza a lungo da vedere l’umanità minacciata dalla tecnologia. Spero che resteremo umani. E, visto che l’amore è umano, se sopravviveremo sarà grazie a esso».
I suoi protagonisti, quando stanno insieme, non fanno solo l’amore, ma leggono ad alta voce Auden, Yeats, Proust in francese, Céline: che ruolo ha avuto la letteratura nella sua vita?
«Mi ha permesso di vivere migliaia di vite e di vedere la mia attraverso altri occhi. È impossibile misurare quanto la lettura abbia influito sulle mie scelte. Scrivere libri mi aiuta a elaborare il dolore, il lutto, la gioia, l’amore. Mi dà un posto in cui riporre quelle emozioni. Può essere molto catartico».
E forse curativo.
«Sì, tanto. Ho scritto Writers & Lovers (Scrittori amanti, Fazi, 2021, ndr) perché mia madre era appena morta e avevo bisogno di condividere quell’esperienza. Ho scritto Father of the rain (del 2010, ndr) quando sono diventata genitore e cercavo di elaborare ciò che mi era successo da bambina, in modo da potermi liberare di un dolore e non trasmetterlo ai miei figli. Sono opere di narrativa, certo, ma le emozioni che ci sono dentro sono cose che ho vissuto».

Esiste solo ciò che è presente
Nel romanzo si parla della teoria del “presentismo”: ovvero, esiste solo ciò che è presente. Anche per lei è così?
«Sì. Qualcuno mi ha detto di recente questa frase: “Sappi dove sono i tuoi piedi”. Ecco, io provo a ricordarmi sempre dove mi trovo in questo momento, a essere il più consapevole possibile di questa vita che scorre veloce. Penso che coltivare l’abitudine alla gratitudine sia un modo per riuscirci. Inizio la giornata meditando, poi cerco di riconoscere le cose di cui sono grata, infine prego per il benessere di tutti noi e della mia famiglia in particolare».
Due dei tre amici si sposano, l’altro no e forse, dice, non sarebbe mai stato un buon marito. Cosa pensa del matrimonio?
«Sono madre di due figlie e mi sono sposata con il loro padre 27 anni fa. In famiglia ho una lunga serie di divorzi. Quello dei miei nonni; quello di mio padre, che ha divorziato due volte, proprio come mia sorella; quello di mio fratello. Non avevo visto molti matrimoni felici quando mi sono sposata, perciò ero scettica. Ma l’ho fatto perché amavo mio marito ed ero incinta. Sorprendentemente, è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata. Avevamo circa 30 anni, non giovanissimi, il che credo abbia aiutato. E le nostre idee sull’educazione dei figli erano simili. Entrambi abbiamo finito per amare l’impegno che richiede il vivere e costruire qualcosa insieme. Siamo stati fortunati».
Sam vive il sesso in modo frenato per via della religione. Lei crede in Dio?
«Direi che sono una persona spirituale, ma ho poco interesse per le varianti occidentali della religione organizzata».
Da giovani ci si arrende alla emozioni
«Se sapesse quanto lo amo si spaventerebbe» pensa la protagonista. Com’è che si ama da giovani?
«In modo travolgente. Ma anche logorante e totalmente innocente. Dove per innocente intendo l’ignoranza di tutti i modi in cui le cose potrebbero andare storte. A quell’età c’è solo questa cieca resa all’emozione, una cosa che sarà difficile riconquistare più avanti nella vita».
Cosa rende l’amicizia giovanile unica secondo lei?
«È pura e gioiosa. I tuoi primi amici sono sacri. Hanno assistito alla tua giovinezza, una fase che diventa sempre più speciale man mano che cresci. Con loro hai parlato con abbreviazioni e poche frasi, perché tante cose si capiscono senza troppe spiegazioni».
Lei ha mai avuto nella vita un suo “cuore l’innamorato”?
«Sì, ne ho avuti alcuni. Quando li ricordo mi stupisce ancora il forte innamoramento e il dolore. Ma è vero ciò che dice Virgilio: forsan et haec olim meminisse iuvabit. Forse un giorno ci farà piacere ricordare anche queste cose».