Gennaio pare che sia il mese del divorzio, quello in cui si decide di porre la parola fine a relazioni magari trascinate da tempo. Lo dice uno studio dell’Università di Washington, secondo cui le domande di divorzio in questo mese aumentano del 33%. Anche un’altra ricerca indica che su Google in queste settimane crescono tradizionalmente le richieste che hanno come parole chiave quesiti come “quali pratiche occorrono per ottenere il divorzio” o “Come chiedere il divorzio”, ecc. Ma perché?
Gennaio, mese del divorzio
Mentre i divorzi calano nei mesi di novembre e dicembre (- 50%), è a gennaio (insieme ad agosto) che si assiste a un’impennata di richieste (+33%). A indicarlo è una ricerca, condotta da Julie Brines, professoressa associata, e da Brian Serafini, dottorando della Washington University, che hanno passato al setaccio i dati dal 2001 al 2015, trovando le conferme “stagionali”. Statisticamente, dunque, il periodo nero per chi è (ancora) sposato coincide con l’inizio dell’anno, insieme alla tarda estate, ossia il periodo tra agosto e settembre, a prescindere dalle differenze economiche o demografiche delle aree prese in considerazione.
Dal Veguanuary alla “new me”
Quello che emerge dall’analisi, infatti, è che a pesare sono soprattutto fattori sociali e psicologici, che possono essere riscontrati non solo negli Stati Uniti, dove è stato condotto lo studio, ma anche in Europa e Italia. Dietro al boom di divorzi, infatti, ci sarebbe prima di tutto la voglia di svoltare. Del resto che gennaio sia il mese del detox è noto: che poi si tratti di dire “stop” all’alcol, ai dolci, alla carne (vedi il cosiddetto “veganuary”), o al marito, poco importa, a quanto pare. Le storie su Instagram, infatti, non lasciano grandi dubbi: a ricorrere sono slogan come “new year, new me”, declinate anche in italiano.
Ricominciare l’anno, da single
L’inizio dell’anno, infatti, rappresenta una nuova ripartenza, che per molti e molte è al singolare, invece che al plurale, in coppia o in una dimensione di famiglia “classica”. «L’introspezione che accompagna i propositi dell’anno nuovo può agire da catalizzatore e spesso spinge le persone a cambiamenti importanti nelle proprie vite, inclusa la fine del matrimonio», osserva l’avvocato divorzista Jackie Combs su Cosmopolitan USA. L’inizio di un nuovo anno, insomma, fornisce più slancio, incoraggia a fare scelte importanti, spesso rimandate a lungo. Una delle domande più frequenti pare che sia proprio: «Quanto a lungo posso andare avanti in questa condizione?». A quanto pare la risposta va da sé.
Boom di addii anche in Italia
La tendenza, però, non è solo americana, come conferma l’avvocata matrimonialista Claudia Rabellino Becce: «Il fenomeno è anche italiano: l’aumento delle separazioni (e dei divorzi) nel mese di gennaio si ripresenta costantemente ogni anno». Anche nel nostro Paese il picco si registrerebbe nelle prime settimane dell’anno, con un +30% medio. C’è persino chi indica nel primo lunedì dell’anno il giorno in cui la maggior parte delle coppie prende la fatidica decisione. Di sicuro il trend non riguarda solo i giovani, come conferma la crescita dei cosiddetti “divorzi grigi”, ossia over 60, triplicati tra il 2013 e il 2023, secondo i dati ISTAT.
L’effetto (negativo) delle feste
Un altro fattore che sembra incidere è la (troppo) stretta vicinanza con il partner durante le feste natalizie e di Capodanno, quando si trascorrono 24 ore su 24 con i parenti, marito o compagno compreso. Una situazione che, specie per chi vive nelle grandi città dai ritmi frenetici, non è più così frequente. Un po’ come accade – guarda caso – in estate, quando non è insolito finire per litigare con la propria dolce metà, spesso a causa di piccoli gesti.
Nessuna crisi improvvisa
Il grande passo al contrario, quindi, non è un gesto avventato, ma maturato a lungo e che vede nelle feste soltanto la miccia in grado di far esplodere la bomba: «Le separazioni di gennaio non nascono da una crisi improvvisa, ma da decisioni ponderate e rimandate troppo a lungo – conferma Rabellino Becce – Il periodo natalizio amplifica ciò che già non funziona, rende più evidente la discrepanza tra l’idea(le) di famiglia, di rapporto, e la realtà quotidiana. Finite le festività si smette di rimandare e si traduce in decisione una consapevolezza in realtà era già maturata da tempo», conferma Rabellino Becce.
Una decisione presa soprattutto dalle donne
Non va poi trascurato un altro elemento che spicca dalle ricerche: a prendere la fatidica decisione di dare un taglio a un matrimonio ormai finito sono soprattutto le donne. Uno studio della Stanford University, ad esempio, conferma che la scelta è prevalentemente femminile, specie dopo un periodo di vacanza: non va dimenticato, infatti, che «durante le feste invernali le donne sono esauste dal punto di vista emotivo, perché spesso sono loro a sopportare il carico mentale dei preparativi».
Donne schiacciate dal carico mentale e fisico
Tra l’altro, proprio mentre loro si affannano, spesso capita di osservare il partner che, invece, trascorre giorni di riposo pressoché assoluto. È in questa fase che matura l’idea di una separazione, che viene poi ufficializzata solo al termine delle vacanze, per non turbare la serenità familiare. Anche in questo caso il fenomeno è identico anche in Italia: «A prendere la decisione di mettere la parola fine al rapporto sono prevalentemente le donne (secondo alcuni dati, nel 70% dei casi). Gli uomini anche quando hanno un’altra relazione difficilmente prendono l’iniziativa», sottolinea l’avvocata.
Un momento propizio, anche dal punto di vista economico
Secondo alcuni esperti, gennaio è anche un periodo considerato come propizio per decidere per il divorzio, da un punto di vista economico. Fiscalmente si inizia un nuovo anno e non si va incontro a difficili calcoli e spartizioni, per esempio, che riguardano i bonus di fine anno. In realtà non esiste il momento giusto: non è gennaio, insomma, il motivo delle rotture, ma certo quello in cui i bilanci sulla propria vita possono portare a questa decisione. Ammesso che ce la si possa permette, proprio per quanto riguarda gli aspetti finanziari, specie per le donne italiane.
Divorziare in Italia oggi è davvero più facile?
«Sicuramente oggi chiudere un matrimonio è più facile mentalmente, perché non c’è più lo stigma sociale del passato, ma anche giuridicamente: il cosiddetto “divorzio breve” ha ridotto tempi e burocrazia. Non è più facile però sul piano materiale – chiarisce Rabellino Becce – Gli ostacoli principali restano quelli economici, abitativi (specie nelle grandi città) e di welfare: separarsi significa spesso, nell’immediato, perdere equilibrio, non guadagnarlo. Questo vale in particolare per le donne che restano ancora nella maggior parte dei casi i soggetti economicamente più deboli del rapporto e così sarà fino al raggiungimento di una vera parità sostanziale».