Mio figlio ha 24 anni eppure in certe situazioni si comporta ancora da ragazzino. Ma quando finisce questa benedetta adolescenza? (Natalia)

Cara Natalia, per intravedere la fine dell’adolescenza dobbiamo intrecciare tre sguardi.

Ciu sono tre modi per capire quando finisce l’adolescenza

Il primo è sociologico: l’età adulta inizia con la conquista dell’autonomia (economica, lavorativa, abitativa).

L’aspetto neuroscientifico

Il secondo è neuroscientifico. Un recente studio ha analizzato oltre 4.000 scansioni cerebrali, isolando quattro soglie biologiche: 9, 32, 66 e 83 anni. Ogni soglia coincide con una riorganizzazione profonda del cervello, per cui l’adolescenza cerebrale inizia a 9 e termina a 32 anni. La violenta oscillazione emotiva dei figli in questo arco di tempo nasce dall’inevitabile disarmonia che coinvolge la corteccia prefrontale (il cervello che pensa) e le aree sottocorticali (il cervello che sente).

L’aspetto psicologico

La lente psicologica è meno precisa e fa coincidere la fine dell’adolescenza con la fioritura del Sé Autentico, che avviene quando un figlio trova la strada della sua realizzazione. Queste tre lenti ci aiutano non solo a capire ma anche a educare. Perché se durante l’infanzia il genitore sedeva al volante, con l’adolescenza bisogna offrire ai figli la possibilità di fare esperienze dirette di scuola guida.

I genitori devono fare un passo indietro

Per farlo dobbiamo apprendere l’arte del “passo indietro”. Le esperienze vissute in prima persona sono carburante prezioso, sia per la maturazione cerebrale, sia per la crescita psichica. Oggi però tendiamo a fare il contrario: adultizziamo il bambino (che viene vestito, trattato e pensato come se già fosse un piccolo uomo e un piccola donna), e infantilizziamo l’adolescente, che viene accudito e usurpato della sfida del volante. I figli adolescenti fanno progressi in avanti solo se noi facciamo un passo indietro.