Il 26, 27 e 28 ottobre Matrix torna al cinema. Il film delle sorelle Wachowski, Lana e Lilly, che all’epoca dell’uscita nel 1999 erano conosciute come Larry e Andy Wachowski, inaugura il nuovo appuntamento autunnale con “Back to Cult” di Nexo Studios e arriva nelle sale italiane in 4..

Sono passati 27 anni dalla sua uscita, ma basta evocare Neo, Trinity, Morpheus o una semplice pillola rossa per ritrovarsi dentro il suo universo.

E rivederlo oggi ha un fascino particolare. Perché dietro gli occhiali scuri, i cappotti neri e le spettacolari scene d’azione c’è una domanda che non sembra affatto invecchiata: quanto possiamo credere alla realtà che abbiamo davanti?

“Matrix” torna al cinema: le date e dove vederlo

L’appuntamento è fissato per lunedì 26, martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026. Per tre giorni Matrix torna nelle sale italiane in versione 4K con Nexo Studios.

Il film inaugura il nuovo ciclo autunnale di “Back to Cult”, il progetto dedicato ai titoli che hanno lasciato un segno nella storia del cinema. Le prevendite sono aperte dal 24 settembre. Sul sito di Nexo Studios è disponibile l’elenco aggiornato dei cinema che partecipano all’iniziativa.

L’occasione è interessante anche per chi Matrix lo conosce quasi a memoria. Un conto è rivedere sul televisore di casa Neo mentre scopre che il mondo in cui ha sempre vissuto non è quello che sembra. Un altro è tornare davanti al grande schermo, con immagini e suoni pensati proprio per quella dimensione.

E per chi nel 1999 era troppo giovane, o magari non era ancora nato, può essere invece l’occasione per scoprire in sala un film diventato parte della cultura pop.

Rivedere Matrix significa anche ritrovare Keanu Reeves nel ruolo che ha cambiato la sua carriera. All’epoca aveva poco più di 30 anni e alle spalle successi come Point Break e Speed. Ma è con Neo, il programmatore che scopre quanto sia fragile il confine tra realtà e illusione, che il suo volto entra definitivamente nell’immaginario pop.

Una carriera lunga e decisamente fuori dagli schemi quella dell’attore e musicista canadese nato a Beirut, antidivo per eccellenza, che nel 2024 ha festeggiato 60 anni. Accanto a lui ci sono Laurence Fishburne nei panni di Morpheus, Carrie-Anne Moss in quelli di Trinity e Hugo Weaving nel ruolo dell’Agente Smith. Personaggi che, insieme a Neo, sarebbero diventati inseparabili dall’universo di Matrix

Dal 1999 a oggi: perché “Matrix” è diventato un cult

Quando arrivò nei cinema nel 1999, Matrix lasciò il pubblico senza parole. Mescolava fantascienza, filosofia, arti marziali, cyberpunk e cinema d’azione, costruendo intorno a questi elementi un’estetica immediatamente riconoscibile.

Il film vinse quattro premi Oscar, conquistando tutte le categorie nelle quali aveva ricevuto una candidatura: montaggio, sonoro, montaggio sonoro ed effetti visivi.

Ma a rendere Matrix un cult non furono soltanto la tecnologia o le sequenze spettacolari. Le Wachowski costruirono un universo che trasformava domande filosofiche molto antiche in un’avventura futuristica. Che cosa è reale? Quanto di ciò che consideriamo vero dipende dalla nostra percezione? E cosa accade quando qualcuno ci mostra una realtà completamente diversa?

Nel 2012 Matrix è stato scelto per entrare nel National Film Registry della Library of Congress statunitense, che conserva opere considerate culturalmente, storicamente o esteticamente significative.

Il suo linguaggio visivo, intanto, aveva già lasciato tracce profonde nel cinema successivo. Il celebre “bullet time”, capace di mostrare un’azione rallentata mentre il punto di vista sembra muoversi liberamente intorno ai personaggi, diventò uno dei simboli del film.

Neo, Trinity e la pillola rossa: le immagini che hanno fatto storia

Ci sono film dei quali ricordiamo la trama. Di Matrix ricordiamo anche i gesti, i colori e persino gli oggetti.

Gli occhiali sottilissimi di Neo. Il cappotto nero di Trinity. I caratteri verdi che scorrono sullo schermo. Morpheus che tende le mani mostrando due pillole: una blu e una rossa.

La scelta offerta a Neo è diventata una delle scene più riconoscibili del cinema contemporaneo. Prendere la pillola blu significa tornare alla vita conosciuta. Scegliere quella rossa significa scoprire che cosa si nasconde dietro Matrix.

Anche l’azione contribuì a rendere il film immediatamente diverso. Le Wachowski unirono effetti digitali e tecniche cinematografiche occidentali a influenze provenienti dal cinema d’azione di Hong Kong e dall’animazione giapponese.

Keanu Reeves e Laurence Fishburne, due degli attori principali del film matrix

Poi Poi c’era il look. Nero, pelle, linee essenziali, occhiali scuri: l’estetica di Matrix uscì rapidamente dallo schermo. Moda, pubblicità, videoclip e altri film ne ripresero atmosfere e codici visivi. Del resto, il rapporto tra grande schermo e guardaroba è una storia lunga, come raccontano i capi iconici dei film che hanno influenzato la moda.

È forse questa combinazione a spiegare perché, dopo più di un quarto di secolo, bastino pochi fotogrammi per riconoscerlo.

Perché “Matrix” sembra ancora così contemporaneo

Rivedere Matrix nel 2026 significa inevitabilmente guardarlo con occhi diversi da quelli del 1999. Allora Internet stava entrando rapidamente nella vita quotidiana, ma smartphone e social network non avevano ancora trasformato il nostro rapporto con il mondo digitale.

Oggi viviamo circondati da algoritmi, sistemi di intelligenza artificiale e ambienti virtuali, e anche il cinema sta sperimentando nuovi linguaggi e strumenti: l’intelligenza artificiale è infatti già da tempo entrata nella produzione cinematografica.

Questo non significa che Matrix avesse “previsto” il nostro presente. Sarebbe una semplificazione. Il film pone però domande che oggi risuonano in un contesto tecnologico profondamente cambiato.

La più famosa resta anche la più semplice: che cosa è reale?

Nel film gli esseri umani vivono inconsapevolmente dentro una simulazione. Fuori da quella realtà esiste un mondo dominato dalle macchine. Neo deve prima accettare che ciò che vede non corrisponde alla verità e poi imparare a muoversi dentro un sistema del quale comincia a comprendere le regole.

Oggi quella storia può suggerire riflessioni nuove sul rapporto tra tecnologia e percezione. Ma il fascino di Matrix sta anche nel non ridursi alla tecnologia. Al centro rimane una persona chiamata a scegliere se restare nella propria zona di sicurezza oppure affrontare qualcosa che mette in discussione tutte le sue certezze.

Ed è probabilmente per questo che la pillola rossa continua a funzionare, almeno sullo schermo: prima ancora di essere un simbolo fantascientifico, rappresenta una scelta.

Back to Cult, dopo “Matrix” un altro classico

Il ritorno di Matrix apre il ciclo autunnale di “Back to Cult”. La rassegna proseguirà il 16, 17 e 18 novembre con 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Un accostamento che mantiene sullo sfondo un grande tema comune: il rapporto tra esseri umani, tecnologia e macchine. Ma prima di tornare nello spazio con Kubrick, ci aspettano tre giorni per scegliere di nuovo tra pillola rossa e pillola blu.