Oscar Wilde sosteneva che la musica sia “la forma d’arte più vicina alle lacrime e alla memoria”. Un orologio del tempo solo nostro. Bastano una nota o un refrain per ritrovare all’improvviso istanti e immagini di stagioni anche molto lontane.

E per riavvolgere il nastro delle emozioni, come si faceva una volta con una penna e una musicassetta.

Se Claudio Baglioni avesse fatto un altro mestiere (e ci è mancato poco) oggi la macchina del tempo di molti di noi sarebbe più povera. Ma per fortuna ha scelto di diventare quello che è: un artista di enorme talento che tutte noi, fan dell’ultima e della (come la sottoscritta) primissima ora aspettiamo con la bella palpitazione degli appuntamenti importanti a ogni album e a ogni evento live.

Claudio Baglioni, le canzoni che hanno fatto sognare una generazione

E adesso ci siamo: le torce dei telefoni hanno preso il posto degli accendini del passato ma l’emozione per Che Notte è Questa!, l’evento live di Baglioni che parte il 24 ottobre, a Villa Borghese, è la stessa di sempre. Una manciata di date ora e poi l’appuntamento con il GrandTour La vita è adesso, già ai nastri di partenza: 50 eventi nell’Italia della bellezza, della storia e della grande architettura, da giugno a settembre 2027.

’51, Montesacro e tutto cominciava. Quasi un mantra per noi fan: inizia così il breve affresco in cui Baglioni racconta (in Strada facendo) la sua infanzia fino al primo provino discografico. Era giovanissimo quando nel 1972 esplose, improvviso, il successo di Questo piccolo grande amore, cui ne seguirono molti altri, da Amore bello a E tu.., da Sabato pomeriggio a Solo.

Brani che hanno cantato la tenerezza e l’assoluto degli amori adolescenziali, ma anche l’attesa, le ore sospese, le disillusioni. Con un linguaggio nuovo, vivo, immediato.

Io, che andavo ancora alle medie, mi innamorai subito di queste canzoni, che erano racconto e sogno insieme, e, avendo l’età più “assorbente”, le imparai a memoria con una voluttà irripetibile. Oggi, che pure non mi riconosco più in passerotti e piccoli grandi amori, continuo a considerarle indispensabili alle mie e nostre nostalgie.

Un giovane Claudio Baglioni canta
Un giovane Claudio Baglioni. Foto Ipa

La vita è adesso, l’album della mia vita che non conosce il tempo

Gli anni ’80 hanno segnato una svolta nell’arte del cantastorie di Centocelle, che da un repertorio romantico passa a testi più maturi, confrontandosi anche con tematiche sociali e di attualità (pensiamo a I vecchi o a Ragazze dell’Est).

Con lui, intanto, siamo cresciuti anche noi. Tre anni dopo l’intensa Avrai, dedicata al figlio neonato, l’8 giugno 1985 usciva l’atteso nuovo 33 giri. Stavo partendo per le vacanze ma mi misi in fila, come tanti, alla Ricordi di Milano per acquistarlo.

Era La vita è adesso.

Non potevo immaginare che sarebbe diventato l’album della mia vita. Un disco che è un mosaico di tasselli che seguono lo scorrere di una giornata (i mattini di radio accese, i pomeriggi freschi, le serate stanche, le notti che smorzano occhi e televisori) e che racconta le nostre piccole storie, fatte di finestre aperte su cortili pieni di bambini, di telefonate con gettoni che vanno giù insieme al sole, di famiglie che vanno a comprare il cappotto nuovo…

L’ho ascoltato fino allo sfinimento e oggi, 41 anni dopo, penso che nonostante racconti un’Italia molto diversa non sia stato minimamente intaccato dal tempo. Capolavoro assoluto Uomini persi, a ricordarci che qualsiasi criminale è stato bambino, con i sogni di tutti e “piedi svelti e ballerini a dare calci al mare”.

copertina del disco "La vita è adesso" di Claudio Baglioni
La copertina dell’album “La vita è adesso”

Da Oltre a oggi: la ricerca di sé e la magia dei concerti di Baglioni

Dopo una lunga attesa, fatta di annunci, ripensamenti e rinvii, usciva l’album più tormentato: Oltre. Un avverbio che è già un programma. Un’opera monumentale in cui Cucaio, l’alter ego di Baglioni (ma in fondo di tutti noi), che così si chiamava da piccolo quando non sapeva pronunciare il suo nome, si mette a nudo. È l’inizio di un nuovo viaggio, che proseguirà nei due LP successivi, nel quale però non conta più la meta ma il coprire la distanza, alla ricerca di sé, degli altri, di una completezza, di un senso.

A un primo ascolto alcuni brani mi avevano spiazzato. Poi, un po’ per volta, li ho scoperti. Si cresce, ma ci sono ancora strade da scegliere e domande senza risposta, mentre incombe la realtà virtuale e si sente sempre più forte il tam tam del tempo “che va via così, senza aspettarci”.

Dal 2000 a oggi Baglioni ha pubblicato solo tre album di inediti, voltando nuovamente pagina, con un linguaggio più immediato e il ritorno a parlare d’amore, nelle sue mille sfaccettature. Anche per noi fan, in Con Voi.

Ma se i tempi tra una uscita e l’altra si sono dilatati, per fortuna non sono mai mancati i concerti. In palazzetti, stadi, teatri, siti storici, piazze. Persino su tram, camion, hangar di aeroporti e balconi. Insieme a decine di musicisti e performer o con lui, unico attore in scena, «il luogo dove mi nascondo meglio, dove riesco a essere tante persone o quello che avrei voluto essere» ha ammesso di recente.

Claudio Baglioni, mille giorni ancora: una storia d’amore che non è finita

Avevo 15 anni quando andai al primo. Non ho più smesso e ho visto ogni volta spettacoli innovativi, unici. Così come ho visto cambiare il pubblico. O forse noi. Lo stesso giorno in cui Baglioni ha annunciato il suo ritiro dalle scene – dopo un giro d’onore di 1000 giorni – ero al concerto di Milano, già con la nostalgia di una storia fatta di musica, invenzioni, viaggi, amicizie, amori, piccole follie, sogni.

Di un tempo che sta per finire. Non ora però. C’è un tour da seguire, un libro da leggere, due nuovi brani e chissà cos’altro… Le parole di addio possono aspettare. Vero Claudio?

A Roma, partenza e ritorno

«Sono tanti i luoghi di Roma in cui ho cantato, ma due hanno rappresentato per me un punto di svolta» ha dichiarato Baglioni presentando l’evento live Che Notte è Questa!

La partenza sarà il 24 ottobre, con sette concerti a Piazza di Siena, Villa Borghese. «In questo stesso luogo e nello stesso giorno di 44 anni fa, davanti a 190mila persone tenni un concerto che concluse il tour Alé-Oó e la prima parte della mia vita professionale».

La tappa conclusiva sarà ai Fori Imperiali il 23 ottobre 2027, sede dei memorabili eventi del 1996 e del 2010. «Saranno concerti molto diversi da quelli passati, ma non celebrativi. Sarà una grande festa, coinvolgente, illustrata, piena di energia, nella quale “rivestirò” i brani di 60 anni di carriera».

E ancora:

Il punto esclamativo ha un senso: chi spende il suo tempo – la cosa più preziosa che abbiamo – per venire a un concerto deve tornare a casa con una emozione autentica, con la sensazione che è successo qualcosa e che valeva la pena esserci

Un appuntamento ancora più prezioso ripensando al serio problema di salute di pochi mesi fa. «Ho temuto che non sarei più salito su un palco e mi sarebbe dispiaciuto non essere io a decidere la fine della mia carriera».

TAU. In segno d’amore: la svolta spirituale di Claudio Baglioni tra poesia e musica

Intanto, da poche settimane è uscito TAU. In segno d’amore (Feltrinelli), un’opera poetica e spirituale nata dall’incontro tra Claudio Baglioni e Michele Caccamo. Un dialogo notturno tra Sant’Antonio da Padova, ormai prossimo alla morte, e San Francesco d’Assisi, «due uomini che si sono spogliati di tutto per essere essenza dell’essenziale». Un libro intonso, cioè con le pagine parzialmente unite da aprire e scoprire un po’ per volta. Ma c’è di più: dal 2 ottobre sono disponibili in digitale due nuovi brani di Baglioni dedicati al Santo di Assisi a 800 anni dalla sua morte. Il primo, che porta lo stesso nome del libro, è una lode a Dio e alle sue creature che diventa anche un inno alla vita. Il secondo è una riedizione del brano del 1972, Fratello sole sorella luna, ispirato al messaggio del Cantico delle creature.

Copertina del libro "Tau" di Claudio Baglioni e Michele Caccamo
La copertina del libro “Tau. In segno d’amore” scritto con Michele Caccamo e edito da Castelvecchi

Un mito della canzone

Sono oltre 60 milioni i dischi venduti da Claudio Baglioni, tra 17 album in studio, 13 live, raccolte e singoli. La vita è adesso (1985) ha venduto 4 milioni e mezzo di copie, al primo posto in classifica per 27 settimane consecutive. Nello stesso anno, al Festival di Sanremo una giuria popolare elesse Questo piccolo grande amore “canzone del secolo” e il tour Notti di note superò la cifra record di 1,5 milioni di spettatori; il concerto finale fu il primo nella storia della musica italiana a essere trasmesso in diretta tv. Nuovo primato il 6 giugno 1998 quando all’Olimpico di Roma, dove per la prima volta il palco era stato posto al centro, accorsero quasi 90.000 persone.