«Poi improvvisamente l’estate svaniva, da Ponente arrivavano grandi nuvole grigie cariche di pioggia. E gli odori acri della pineta si trasformavano in folate di vento freddo». Iniziamo le nostre pagelle della penultima puntata di Temptation Island 2025 con questa citazione dal film Sapore di Mare. Perché è un po’ così che ci sentiamo, tra malinconia e senso di smarrimento, pensando che il viaggio dei sentimenti (e dei disagi) sta volgendo alla fine, e anche perché questa puntata, la penultima, è stata decisamente la più cinematografica mai vista. Dunque, signori, accomodatevi in sala che il film sta per cominciare.
Maria Concetta e Angelo – 5 (Se nasci toporatto, muori toporatto)
Avevamo lasciato lei sul punto di trasformarsi in Godzilla sul tronco in attesa del fidanzato femminaro. Quello che è seguito poi trattasi del falò più breve della storia di Temptation Island a cui è stato concesso lo stesso minutaggio di una televendita The Fork.
Perché ci hanno provato gli autori, ma il pathos verso questa coppia è come quello verso due microfonisti presi a caso e messi sui ceppi. Dura non cedere alle braccia di Morfeo: Maria Concetta, a cui appare, per un non ben identificato fenomeno di fisica tricologica, un rovo di capelli sulla testa appena indossa le cuffie, è un fiume in piena.
Tra esternazioni decisamente agghiaccianti («ti ammazzo», «ti sotterro», anche no dai) e insulti di vario genere verso il fidanzato fimminaro, regala pur qualche versetto letterario («Invece che il microfono ti devi appendere le palle») si alza dal tronco e va via da sola urlando che avrebbe trovato di meglio (sì come no).
Lui non è capace nemmeno di arrampicarsi sugli specchi e adotta l’unica strategia in possesso dei suoi neuroni cerebrali: negare, fino all’evidenza, qualsiasi cosa. Non è mai successo niente, la single Marianna chi? Un po’ Angelo ci fa anche pena: una raffica di «toporatto» è la cosa più gentile che Maria Concetta gli riserva. Lui avrà anche il Dna da pantegana, ma lei è di una pesantezza che non si digerisce nemmeno con il Biochetase. Angelo, pensati libero.
Rosario e Lucia Part 1 – 7 (Pillola rossa, pillola blu)
Siamo al momento kolossal. Rosario e Lucia ci regalano un film Marvel con tanto di suspence, adrenalina, effetti speciali e colonna sonora degna di una pellicola di Nolan.
Tutto inizia con Rosario, che scopriamo essere un concorrente del reality e non il life coach del villaggio, che appare sempre più disperato, distrutto dal dolore, straziato per i video che gli hanno messo sotto gli occhi quanto la sua Barbie nell’altro villaggio stia vivendo il suo percorso beata tra le braccia tatuate del single Andrea (quello dagli strani capelli disegnati con una riga di pennarello, per intenderci).
Il fidanzato chiede dunque il falò di confronto, convinto di porre la parola fine con Lucia. Ed ecco il primo colpo di scena: davanti al fuoco, con lui con il cuore a pezzi, e lei il solito sguardo vacuo si scopre la verità. Lucia ha finto la vicinanza con il tentatore per ingelosire Rosario e spingerlo ad andare convivere con lei.
In modalità Antonio, ma ancora più diabolica, insomma, perché in questo caso nulla dell’astuta mossa era trapelato. Rosario, sollevato, si lascia andare a nuove riflessioni legate non solo all’amore, ma anche al senso spirituale di Temptation Island 2025, parlando con stima del coraggio dei suoi compagni di avventura.
Lei intanto sta già chiamando la ditta di traslochi per portare le sue cose da lui. I due si baciano, salutano un sorridente Filippo e si allontanano mano nella mano per il lieto fine. E mentre pensi che sia finita, è proprio lì che comincia la salita. Che fantastica storia è la vita. Arriva fulmineo cosa è accaduto alla coppia il mese dopo.
Rosario e Lucia Part 2– 10 (L’invergognito)
L’illusione romantica è presto distrutta dal sequel. I due arrivano alla presenza di Filippo Bisciglia più tesi di quando sono entrati nel programma. Ma il bello deve ancora arrivare. Non sono andati a convivere perché lei lamenta una forte gelosia di lui. E perché mai? Lucia, del resto, ha solo creato un gruppo chat con i single del suo villaggio con cui si sente tutti i giorni.
Ma ecco un nuovo livello sbloccato: Filippo ha un video per loro, una cosa mai successa prima durante il «mese dopo». Nel filmato il single Andrea rivela che si sarebbe incontrato con Lucia in una città neutra (qualcuno dice di averli avvistati a Napoli, in Tribuna Posillipo) per capire se, oltre la finzione, tra loro ci sarebbe potuto essere di più.
A quel punto Rosario comprende che il tiro mancino tiratogli dalla fidanzata non era quello mostrato al falò. Andrea viene così raggiunto a telefono dal nostro per chiarimenti, ma noi alla festa non siamo invitati perché la conversazione non viene fatta sentire.
Tentiamo di leggere il labiale tentando di decifrare le corna, che comunque sono più ovvie del botox sulle Kardashian. Per il colpo, Rosario perde l’uso dell’italiano corretto, un unicum fino ad allora a Temptation, e si «invergognisce».
Lucia, vera come le sue ciglia finte, dopo aver negato, ammette il fatto. Professione: gatta morta. E pure scema. Dopo 35 edizioni ancora non l’ha capito che fidarsi di un tentatore è bene, ma non fidarsi è meglio.
Guilty pleasure: vedere Antonio nel capanno insieme a Rosario che si dispera livello 1000 per le «malefatte» della fidanzata non sua. Quanto ci manca? Invochiamo uno spin-off sulla sua vita con «Valendina»: Gazebi in affitto.
Denise e Marco – 4 (Dignità portami via)
Veniamo al primo dei due falò straordinari. Sì perché in questa mirabolante edizione, i falò di confronto possono andare avanti all’infinito. Nelle puntate precedenti: Denise, mollata sul tronco da Marco, rea di aver sminuito il fidanzato esaltando le 250mila doti positive del single Flavio dopo due secondi netti aver messo piede al villaggio, non vuole chiudere con il suo uomo anche se «senza di lui sto benissimo». Così lo richiama.
Immaginate di stare lì, al falò, a pregare una persona che si reputa immatura, che si è paragonata a un tipo appena conosciuto, che si è screditato all’infinito, consapevole di avere le corna (Marco gliele ha messe) e, dopo che lui ti ha mollato in diretta, lo richiami per pregarlo di stare con te. E non che non ci siamo, signori della giuria.
Alla fine della fiera, lui felice come chi deve pagare una cartella esattoriale, decide di dare una seconda chance alla storia con Denise. Nonostante lei abbia messo dodici chili di fondotinta sulla faccia. Allora sarà vero amore.
Sonia M. e Alessio – 3 (Vogliati bene)
Pensavamo fosse queen, invece era un calesse. Sonia M. ci aspettavamo grandi cose da te. Ti abbiamo tanto amata, ti abbiamo eletto regina di questa edizione di Temptation Island. Volevamo far tornare la tua cofana anni’ 50 di nuovo trendy. E invece ci hai deluso più tu di tutte le ragazze gallina.
La nostra, infatti, richiama sul tronco Alessio, che all’ultimo falò, in una sorta di giurisprudenzese assurdo, l’aveva mollata, cercando un ulteriore chiarimento. Lui arriva correndo come in un film di Sergio Leone, per visionare il materiale posto a fronte della decisione. Non prima di aver ringraziato Sonia M. per l’invito, come se fosse Luca Argentero ospite a C’è Posta per Te. Lei comincia timidamente a sottolineare le colpe di lui che «non sa se l’ho mai amata» e che «la proposta di matrimonio l’ho fatta per gratitudine», cancellando di fatti ogni sorta di amor proprio. Chiede un’altra possibilità per il loro rapporto.
Lui, rabbioso come un T-Rex ancora per l’uscita «irreversibile» dal programma «studiato nel cervello» che lei gli ha imposto dopo 48 ore, parte con il suo monologo: «io non so quanto tempo ho a disposizione», ma nel dubbio inizia un elenco puntato delle ragioni per cui Sonia ha rovinato il suo percorso.
Si è dovuto accontentare delle briciole, di un balcone in albergo, da solo, senza poter essere il mentore del villaggio come aveva sempre sognato e, fosse per lui di falò ne farebbe 112 pur di stare in video, immaginando il futuro che lo attenderà alla fine dell’edizione. Probabilmente per loro Miss Italia non finisce ancora qui, Filippo ci sembra ambiguo sull’argomento.
Però speriamo di no, perché anche basta. Sonia M., ci dispiace, ma l’accanimento terapeutico sentimentale non è mai cosa buona e giusta. Che lui ti abbia dato un ennesimo due di picche perché tu gli hai levato la polpetta dal piatto, ben ti sta. Ti meriti anche la perla finale del vate Alessio: come disse Seneca, «Vogliati bene».