Si dice che serva una vita per diventare chi siamo. Per Giorgia Malerba, classe 1999, sono bastati i primi vent’anni: dopo essersi affermata come creator appena dopo la pandemia – alternando video comici, balletti e racconti di quotidianità – oggi inizia la sua carriera nella musica, con due singoli – 5 minuti e Lunatica – che la fotografano con una chiarezza che non si era mai concessa prima. Il tutto mentre gestisce una catena di pasticceria, Fabula. Come fa a fare tutto? Ha una direzione chiara, tutta sua, e si divide tra mille cose che però la appassionano allo stesso modo. La musica è un ritorno alla Giorgia bambina, la pasticceria è nata dall’amore verso i cookie, i contenuti dal bisogno di far passare le lunghe giornate: non c’è contraddizione – ci insegna – se tutte le vie passano per il cuore.
Intervista a Giorgia Malerba, Lunatica con brio

Come è entrata la musica nella tua vita?
«Ho cominciato da piccolissima. Tutto è cominciato nei viaggi in macchina con i miei genitori: facevo i miei mini concerti dal sedile posteriore e così ho scoperto di amare il canto. In casa si è sempre ascoltata tantissima musica, quindi la passione era già nell’aria. Ho iniziato le lezioni di canto, il vocal coaching, i concorsi musicali. È sempre stata parte integrante della mia vita. Poi è arrivato il Covid, sono cambiate molte cose, ho iniziato a fare video sui social e le persone mi hanno conosciuta per quello. La musica però non è mai sparita: ho pubblicato il mio primo brano già da giovanissima, e adesso ho un percorso che mi rappresenta davvero, con canzoni che scrivo insieme a un team con cui mi trovo benissimo».
Quanto di tuo c’è nei testi?
«Nelle ultime due canzoni uscite con questo nuovo progetto c’è tutto, mi rappresentano al cento per cento. 5 minuti racconta come mi sento, come ho vissuto certi momenti della mia vita: è una cosa mia, personale, anche se poi tante persone ci si rispecchiano. Lunatica è più leggera, adatta al periodo estivo, ma racconta comunque me: sono un po’ lunatica di natura. Parla di quelle giornate storte in cui poi c’è sempre qualcosa che ti riporta a casa — la famiglia, il mio ragazzo, i miei animali. Un punto di riferimento dopo il caos. Avevo bisogno di esprimermi così, e questo è il percorso giusto».
C’è stata una canzone che ti ha messo particolarmente in difficoltà?
«Sì, proprio 5 minuti. L’idea è partita da una nota che avevo scritto sul telefono: riflettevo su cosa sarebbe successo se non avessi pubblicato un certo video, se la mia vita avrebbe preso una direzione completamente diversa. È una canzone intima, e la difficoltà non è stata scriverla, perché avevo tutto già in testa, ma farla ascoltare agli altri. Stavo dicendo cose di cui non avevo mai parlato a voce con nessuno. È stato strano, e insieme liberatorio».
Scrivere un brano, mettersi a nudo
Qual è la differenza più grande tra ciò che condividi in un testo musicale e ciò che condividi in un video?
«Nelle canzoni riesco a dire cose che non riuscirei mai a dire a voce. Mettersi davanti a una videocamera e parlare dei propri dubbi, delle difficoltà, di quello che hai affrontato è già complesso di per sé… E io non ho mai fatto un discorso esplicito su certe cose, nemmeno in privato! Scrivere è un’altra dimensione: è molto più semplice, più naturale. La parola scritta mi permette di arrivare dove la voce non arriva».

Chi sono gli artisti che ti hanno ispirata di più?
«Da piccola facevo grandi esibizioni in casa: Mina, Vasco Rossi e Baglioni. Sono stati i pilastri da cui sono partita. La canzone che mi viene in mente per prima, quella che i miei genitori ricordano sempre, è A mano a mano: un brano a cui ancora oggi sono molto legata. Ho sempre ascoltato tantissima musica grazie alla mia famiglia, e sono contenta di esserci cresciuta dentro».
Buttarsi sul pop è stata una scelta naturale o hai esplorato altri stili?
«Non è stato immediato, in realtà. Da piccola ho sperimentato cose anche molto distanti da quello che faccio adesso, ma in quel momento erano giuste. Ogni brano ha contribuito a costruire la mia identità attuale. Non mi sono svegliata un giorno dicendomi “Farò questo”: ci ho messo un po’ per capire cosa volessi davvero. E 5 minuti, per me, è il punto di arrivo di quel percorso».
Giorgia Malerba: come fa a far tutto?
Hai i social, la musica e una pasticceria. Come tieni tutto insieme?
«Con molta serenità, perché sono tutte cose che amo. I social sono nati per caso, ma li ho fatti perché mi piaceva: i video comici, i contenuti più ricercati, il blog. La musica invece non è stata casuale. L’ho sempre cercata, voluta e coltivata fin da piccola. La pasticceria è un altro mondo ancora, dove mi occupo della parte marketing e imprenditoriale. Sono una persona con tante passioni e mi piace sperimentare: non ho intenzione di mollare niente. Al di sopra di tutto, però, c’è sempre stata la musica, e rimarrà sempre l’unica cosa certa».
Puoi farci uno spoiler su cosa sta arrivando?
«Ci sono dei brani in uscita prossimamente, ancora non annunciati — già questo è un piccolo spoiler. E poi sto costruendo qualcosa di più grande: sicuramente non si tratterà solo di un singolo. Sto lavorando a un bel percorso, e non vedo l’ora di condividerlo».