La vicenda dell’ex principe Andrea MountbattenWindsor continua a creare imbarazzo alla famiglia reale britannica. Dopo la perdita dei titoli, l’addio alla Royal Lodge e il trasferimento in una proprietà del Sandringham Estate, l’ex principe è ormai lontano dalla vita ufficiale della monarchia.

Nonostante tutto però l’ex duca di York risulterebbe ancora incluso nei piani per un funerale con cerimoniale reale. Le disposizioni, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, non sarebbero state aggiornate dopo i provvedimenti adottati nei suoi confronti da Re Carlo. La notizia riaccende così il dibattito sulla posizione che Andrea continua ad avere, almeno sul piano protocollare, all’interno della famiglia reale.

Andrea e il funerale reale

Secondo quanto riportato dal Mail on Sunday, l’ex duca di York figurerebbe ancora nei piani governativi predisposti in anticipo per i funerali dei membri della famiglia reale.

Si tratta dei cosiddetti piani “bridge”, documenti riservati che stabiliscono con largo anticipo le procedure da seguire in occasione della morte di esponenti della monarchia. Secondo quanto riportato da un commentatore reale infatti, i piani per le esequie del fratello di Re Carlo non sono ancora stati rivisti.

Un vero paradosso per il destino postumo per l’ex principe Andrea. Potrebbe tornare a godere dello status che gli è stato tolto in vita soltanto una volta morto, quando ogni beneficio concreto sarà ormai irrilevante.

Il nodo passerà a William

Se Re Carlo non si è dato pena di rivedere le questioni legate al funerale di suo fratello, c’è un motivo. Le tempistiche di un’eventuale revisione dipendono infatti in gran parte dal ricambio generazionale sul trono.

Essendo Andrea più giovane di circa undici anni rispetto al sovrano, la decisione difficilmente si rivelerà urgente.

Dovrebbe spettare dunque a William, una volta salito al trono, prendere una decisione. Il Principe del Galles ha già mostrato un atteggiamento severo nei confronti dello zio, elemento che rende ancora più incerto l’esito futuro.

La perdita dei titoli e della Royal Lodge

La posizione di Andrea è cambiata radicalmente nell’ultimo anno. Ha rinunciato al titolo di Duca di York e nell’ottobre 2025 Buckingham Palace ha annunciato l’avvio della procedura per rimuovere tutti i titoli e gli onori. Da quel momento il suo nome ufficiale è Andrew Mountbatten Windsor.

Nello stesso periodo è arrivata anche la decisione di interrompere la sua permanenza alla Royal Lodge, la grande residenza nel Windsor Great Park dove aveva vissuto per anni. Andrea ha lasciato la proprietà all’inizio del 2026. Si è trasferito prima in una sistemazione temporanea e poi a Marsh Farm, nella tenuta di Sandringham. La nuova abitazione è quindi ancora legata alla proprietà privata del sovrano, ma ha un carattere molto diverso rispetto alla precedente residenza di Windsor.

Le nuove rivelazioni sul caso Epstein

La nuova fase della vicenda è stata alimentata dalla pubblicazione di milioni di documenti collegati a Jeffrey Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. I documenti hanno riportato l’attenzione sui rapporti tra il finanziere e Andrea e sulle attività svolte dall’ex principe quando ricopriva il ruolo di rappresentante speciale britannico per il commercio e gli investimenti.

Nel febbraio 2026 Andrea è stato arrestato con l’accusa di sospetta cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, in relazione alle accuse secondo cui avrebbe trasmesso a Epstein documenti riservati legati al suo precedente incarico. È stato rilasciato dopo alcune ore e resta sotto indagine. Andrea ha sempre negato di aver commesso illeciti legati a Epstein. Nuove accuse però, secondo cui pagava massaggi con fondi pubblici, non sono tardate ad arrivare

La distanza tra la posizione attuale di Andrea e quella che potrebbe essergli riconosciuta in occasione della sua morte rappresenta uno degli aspetti più controversi della vicenda. La permanenza del suo nome nei vecchi piani per un funerale reale non equivale infatti a un omaggio o a un segno di disgelo. Mostra piuttosto quanto la macchina della monarchia possa essere lenta e difficile da dirottare.