Stasera, mercoledì 12 agosto alle 21.15 su Rai 3, Un giorno in Pretura torna su uno dei casi giudiziari più complessi degli ultimi anni. La puntata Il vizio del lupo, di Simona Tili, è dedicata alla morte di Speranza Ponti e al processo contro l’ex compagno Massimiliano Farci.
Una vicenda che comincia molto prima della scomparsa della donna ad Alghero, nel dicembre 2019. Farci, infatti, aveva già trascorso circa vent’anni in carcere per un altro omicidio. Quando conobbe Speranza era in semilibertà e lavorava nella pizzeria di famiglia. Oggi sta scontando l’ergastolo dopo la condanna definitiva per il femminicidio della compagna.
Chi è Massimiliano Farci e il primo ergastolo per il delitto della Lotus rossa
Massimiliano Farci è originario di Assemini, in Sardegna. Prima che il suo nome diventasse legato alla morte di Speranza Ponti, era già stato condannato all’ergastolo per un altro omicidio. La vittima era Roberto Baldussi, imprenditore di San Sperate, ucciso nel 1999. Il caso è conosciuto nelle cronache come il delitto della “Lotus rossa”, dal modello dell’automobile della vittima.
Quella condanna portò Farci in carcere per un lungo periodo. Dopo quasi vent’anni di detenzione, ottenne il regime di semilibertà. Dal 1° giugno 2017 poteva quindi trascorrere parte della giornata fuori dal carcere.
È proprio durante il periodo di semilibertà che la vita di Farci si lega a quella di Speranza Ponti. I due gestivano una pizzeria ad Alghero. Fino al femminicidio della compagna per il quale Farci sarebbe stato poi condannato all’ergastolo.
Massimiliano Farci e Speranza Ponti: dalla relazione alla scomparsa
Speranza Ponti, originaria di Uri, aveva 50 anni quando morì. Viveva ad Alghero con Farci e lavorava con lui nella pizzeria. La data che diventerà centrale nel processo è il 5 dicembre 2019, giorno nel quale, secondo quanto stabilito dai giudici, Farci uccise la compagna.
Per settimane, però, di Speranza non si ebbero più notizie. Il suo corpo venne ritrovato alla fine di gennaio 2020 in un terreno alla periferia di Alghero. Fu lo stesso Farci a indicare agli investigatori il luogo dove si trovava.
Le indagini si concentrarono sull’abitazione condivisa dalla coppia, sulla pizzeria e sull’auto di Farci. Gli specialisti del Ris effettuarono accertamenti per verificare la ricostruzione fornita dall’uomo. Gli investigatori analizzarono anche telefoni e profili social.
Il procedimento arrivò davanti alla Corte d’Assise di Sassari. Secondo l’accusa, il movente aveva una componente economica: Farci avrebbe ucciso Speranza per impossessarsi dei suoi risparmi. Nel dibattimento emerse anche il tema della gelosia per i contatti tra la donna e l’ex marito.
Farci ha tuttavia sempre negato di avere ucciso Speranza.
Il femminicidio di Speranza Ponti e la versione di Farci
Secondo la versione fornita da Massimiliano Farci, Speranza Ponti si sarebbe tolta la vita. Lui avrebbe trovato la compagna già morta nell’abitazione e avrebbe poi deciso di nasconderne il corpo.
Farci ha ammesso quindi l’occultamento, ma ha sempre respinto l’accusa di omicidio. Durante il processo dichiarò di non aver chiesto aiuto perché temeva di non essere creduto, proprio a causa del suo passato.
I giudici non hanno creduto alla tesi del suicidio. La Procura ricostruì invece un omicidio seguito da una serie di azioni volte, secondo l’accusa, a nascondere quanto era accaduto. Tra gli elementi discussi nel processo figuravano anche il denaro della donna e l’utilizzo dei suoi strumenti bancari.
La difesa ha sostenuto fino alla fine l’innocenza dell’imputato, contestando la ricostruzione accusatoria e ribadendo la tesi del suicidio.
La Corte arrivò però a una conclusione opposta. Il 15 novembre 2022 Massimiliano Farci venne condannato all’ergastolo per l’omicidio di Speranza Ponti. Alla pena si aggiunsero 18 mesi di isolamento diurno.
La condanna all’ergastolo e la decisione della Cassazione
Il processo non si concluse con la sentenza di primo grado. Il 2 febbraio 2024 la Corte d’Assise d’Appello di Sassari confermò l’ergastolo. La difesa presentò quindi ricorso in Cassazione.
Il 21 ottobre 2024 arrivò la decisione definitiva. La Corte di Cassazione respinse il ricorso della difesa e confermò l’ergastolo per il femminicidio di Speranza Ponti. Da quel momento la condanna di Farci divenne definitiva.
Ma la vicenda giudiziaria ha avuto un’altra conseguenza. Secondo la fonte fornita, Farci aveva accumulato 1.755 giorni di liberazione anticipata durante l’esecuzione della precedente condanna. Il beneficio derivava dalla buona condotta e dalla partecipazione al percorso rieducativo.
Dopo il secondo ergastolo, il Tribunale di sorveglianza di Sassari revocò quei giorni. Farci presentò ricorso. La Prima sezione penale della Cassazione lo ha dichiarato inammissibile.
La nuova condotta criminale è stata considerata incompatibile con il significato attribuito in precedenza al percorso rieducativo. Secondo quanto riportato nella fonte fornita, per i giudici il nuovo omicidio ha rimesso in discussione la valutazione positiva maturata negli anni precedenti.
“Un giorno in Pretura” e i grandi casi della cronaca giudiziaria italiana
È questa lunga storia che Un giorno in Pretura riporta davanti al pubblico di Rai 3 con Il vizio del lupo, di Simona Tili. La puntata va in onda mercoledì 12 agosto alle 21.15 e ripercorre il caso attraverso la prospettiva giudiziaria.

Il programma di Roberta Petrelluzzi, Tommi Liberti e Antonella Nafra ha raccontato negli anni numerosi processi che hanno segnato la cronaca italiana. Tra gli altri, l’omicidio di Stefania Aru, pensionata di Tor Bella Monaca, e la morte del paracadutista Emanuele Scieri.
La trasmissione si è occupata anche dell’uccisione di Nada Cella. Una formula costruita intorno alle aule giudiziarie, dove testimonianze, interrogatori e ricostruzioni permettono di seguire non soltanto il fatto di cronaca, ma il modo in cui quel fatto viene esaminato nel processo.