Sono passati quasi due anni da quel 28 ottobre 2023, quando la notizia della morte di Matthew Perry lasciò attonito il mondo intero. Tra le persone più colpite Jennifer Aniston, amica del cuore dell’attore scomparso, che oggi torna a parlare a cuore aperto non solo del lutto ma di una donna che ha imparato a convivere con la perdita, il cambiamento e il tempo.
Jennifer Aniston ricorda Matthew Perry
Nell’intervista a Vanity Fair, Jennifer Aniston ricorda la morte improvvisa, dolorosa e il senso di impotenza che l’ha accompagnata a lungo. «Sembrava quasi che lo stessimo già piangendo da tempo», dice Aniston, ammettendo come la lotta del collega contro le dipendenze avesse già scavato un dolore silenzioso dentro chi lo amava. «Abbiamo fatto tutto il possibile, quando era possibile. Ma era una battaglia interiore. Durissima».
«Era felice nei suoi ultimi giorni»
Eppure, nonostante la tragicità della perdita, Aniston esprime un pensiero che potrebbe suonare spiazzante, ma che è colmo di compassione: «Una parte di me pensa che forse è stato meglio così. Sono felice che non soffra più». Un sollievo autentico, parole dette con amore. «Era felice nei suoi ultimi giorni. Aveva smesso di fumare, si prendeva cura di sé. Era sereno». Ed è forse questa consapevolezza che l’ha aiutata a metabolizzare la perdita.

I messaggi scambiati con Perry
Commuove il modo in cui Aniston racconta dei messaggi che si scambiava con lui. Ne ricorda uno in particolare: «Farti ridere ha reso la mia giornata perfetta», le scrisse Matthew. «Il primo di migliaia di momenti», rispondeva lei. «Gli parlo ogni giorno. E so che ora è libero da ogni dolore». L’intervista rivela anche quanto Aniston fosse stata vicina a lui nei momenti più difficili. Perry stesso, nella sua autobiografia, aveva raccontato che era stata lei la prima a dirgli: «Sappiamo che stai bevendo». Un gesto duro, ma necessario.
Jennifer Aniston e il rapporto con il proprio corpo
L’intervista non si ferma al dolore, tracciando un ritratto più ampio di Jennifer Aniston: una donna che ha attraversato con grazia e forza trent’anni di carriera sotto i riflettori, sempre con la sensazione che le sue emozioni fossero proprietà pubblica. Oggi, a 56 anni, parla di invecchiamento senza fronzoli, del suo rapporto con il corpo, del desiderio – mai avverato – di avere figli. «Tutti volevano sapere perché non avessi ancora un bambino. Non era una scelta, era una ferita», confida, rivelando di aver dovuto affrontare per anni insinuazioni, pressioni mediatiche e una dolorosa battaglia con la fertilità.