I Grammy Awards 2026 non sono stati solo una celebrazione della musica. La cerimonia di Los Angeles ha assunto i toni di una presa di posizione collettiva, attraversata da messaggi politici e sociali, in un momento particolarmente delicato per gli Stati Uniti.

In questo contesto Bad Bunny è entrato nella storia, diventando il primo artista latino a vincere il Grammy per l’Album dell’anno con un disco quasi interamente in spagnolo. Una vittoria che ha acceso i riflettori non solo sulla sua musica, ma anche sulla sua voce pubblica. Davanti alla platea della Crypto.com Arena, l’artista portoricano ha infatti attaccato apertamente l’ICE, l’agenzia federale per l’immigrazione. Un gesto che non arriva a sorpresa.

Grammy 2026: la vittoria storica di Bad Bunny

La notte dei Grammy 2026 ha consacrato Bad Bunny come una delle figure più influenti della musica globale. Il suo album Debí Tirar Más Fotos ha vinto il premio più importante della serata, segnando un precedente storico: mai prima d’ora un disco in spagnolo aveva conquistato il titolo di Album dell’anno.

Sopraffatto dall’emozione, Benito Antonio Martínez Ocasio – questo il suo vero nome – è rimasto seduto per alcuni secondi, con la testa tra le mani, prima di alzarsi per ritirare il premio. La dedica è andata «a tutte le persone che hanno dovuto lasciare la loro patria per inseguire i propri sogni», un riferimento diretto all’esperienza migratoria che attraversa la storia di molte famiglie latinoamericane.

Debí Tirar Más Fotos è un lavoro profondamente legato a Porto Rico, registrato tornando sull’isola, e costruito come un viaggio nelle tradizioni musicali latinoamericane. La sua vittoria ha assunto un valore simbolico ancora più forte in un anno segnato dalla stretta dell’amministrazione statunitense sulle politiche migratorie.

Il discorso contro l’ICE

Poco prima di vincere l’Album dell’anno, Bad Bunny aveva già preso la parola dal palco, accettando il premio per il miglior album di musica urbana. Il suo discorso contro l’ICE è stato uno dei momenti più commentati della serata.

«Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: ICE fuori. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani», ha detto l’artista.

Poi ha aggiunto, parlando delle tensioni che attraversano il Paese: «E vorrei dire anche che so quanto sia difficile non odiare in questi giorni. A volte ho pensato che siamo ‘contaminados’, non so come dirlo in inglese. Ma l’odio diventa più potente con altro odio. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore».

Infine, l’appello: «Quindi, per favore, dobbiamo essere diversi. Se combattiamo, dobbiamo farlo con amore. Non li odiamo. Amiamo la nostra gente. Amiamo la nostra famiglia. È così che bisogna fare: con amore. Non dimenticatelo, per favore. Grazie».

Parole che hanno scatenato una standing ovation e un’ondata di reazioni online, trasformando il discorso in uno dei simboli dei Grammy 2026.

Chi è Bad Bunny: dall’isola di Porto Rico al successo globale

Nato nel 1994 a Vega Baja, Porto Rico, Benito Antonio Martínez Ocasio è diventato Bad Bunny quasi per caso, caricando le sue prime canzoni su SoundCloud mentre lavorava come addetto in un supermercato. In pochi anni, il suo stile che mescola trap, reggaeton e sonorità latine lo ha portato a dominare le classifiche globali.

Bad Bunny parla sul palco della Crypto.com Arena di Los Angeles durante la serata dei Grammy

Nonostante il successo planetario, Bad Bunny non ha mai reciso il legame con la sua isola. Porto Rico resta il centro della sua identità artistica e personale, un punto di riferimento costante nei testi, nelle scelte musicali e nelle prese di posizione pubbliche. Anche per questo, nel 2025 aveva deciso di cancellare alcuni concerti negli Stati Uniti, per non esporre i suoi fan – in gran parte latini – al rischio di controlli e interventi dell’ICE.

Tra meno di una settimana, sarà anche protagonista dell’half time show del Super Bowl 2026, a conferma di una popolarità che travalica i confini della musica.

Attivismo, politica e diritti: quando Bad Bunny prende posizione

La protesta ai Grammy non è un episodio isolato. Nel corso degli anni, Bad Bunny ha usato più volte la sua visibilità per denunciare ingiustizie sociali, politiche e culturali.

Impegno sociale e umanitario

Dopo l’uragano Maria, che ha devastato Porto Rico nel 2017, l’artista ha criticato apertamente la mancanza di aiuti umanitari e ha fondato la Good Bunny Foundation, impegnata nel sostegno ai bambini che vivono in condizioni di povertà sull’isola.

Nel 2022 ha pubblicato El Apagón, un brano accompagnato da un documentario che denuncia le carenze della rete elettrica portoricana e i continui blackout causati dalla gestione di LUMA Energy. Un progetto che ha unito musica, giornalismo e attivismo.

Opinioni politiche

Bad Bunny ha spesso preso posizione contro le decisioni del governo di Porto Rico, in particolare la chiusura delle scuole a favore dell’apertura di nuove carceri. Nel 2019 si è unito a Residente, Ricky Martin e a oltre mezzo milione di cittadini per protestare contro la corruzione del governo e chiedere le dimissioni del governatore Ricardo Rosselló.

Nel 2021 ha dichiarato che non avrebbe «mai voluto vedere Porto Rico diventare uno Stato» degli Stati Uniti. Più recentemente, nel 2024, ha invitato i cittadini a votare e ha reagito pubblicamente a un comizio di Donald Trump, condividendo sui social video della candidata democratica Kamala Harris e sostenendo Juan Dalmau del Partito Indipendente Portoricano.

Diritti e sessualità

Anche sul fronte dei diritti civili, Bad Bunny ha assunto posizioni chiare. Ha difeso più volte la comunità LGBTQ+ e nel 2020, durante un’esibizione televisiva, ha indossato una maglietta con la scritta «Hanno ucciso Alexa. Non un uomo con la gonna», per ricordare la donna transgender portoricana Alexa Negrón Luciano.

Nel 2023 è stato premiato dal GLAAD per la sua alleanza con l’organizzazione. Ha inoltre dichiarato di considerare la propria sessualità fluida, spiegando in un’intervista: «In fin dei conti, non so se tra vent’anni mi piacerà un uomo. Non si sa mai nella vita. Ma al momento sono eterosessuale e mi piacciono le donne».