In un video apparso sui social Dakota Johnson e Pedro Pascal si intervistano a vicenda e vengono presi da un’insolita ridarella. La prima risata, in realtà, è amara. Alla domanda sugli emoticon più utilizzati nei messaggi, la 35enne attrice texana dice al collega e amico: «So che a te piace il dito medio, ma io l’ho mandato solo a Chris». Cioè Chris Martin, frontman dei Coldplay: hanno avuto una relazione a singhiozzo per 8 anni, ma la rottura di giugno parrebbe definitiva. La seconda battuta, invece, è travolgente per entrambi. Pascal le chiede: «Ti sei mai fatta male sul set?». Lei: «Be’, sono stata frustata in Cinquanta sfumature di grigio!».
Dakota Johnson: 10 anni dopo la trilogia Cinquanta sfumature
Sono passati 10 anni dalla saga erotica che ha trasformato Dakota in una star. La riservatezza iniziale e l’aria spaesata e un po’ timida che aveva da 25enne sui primi red carpet si sono trasformate nella disinvolta ironia di oggi, che punge inaspettatamente vista la sua eleganza impeccabile, la voce dolce, la bellezza composta. Dakota Johnson divisa tra cuore e ragione nella nuova commedia Material love con Pedro Pascal e Chris Evans. Material Love ora al cinema, è una commedia che indaga l’amore ai tempi delle app diretta da Celine Song (candidata a 2 Oscar l’anno scorso per il suo film d’esordio Past Lives).
Dakota Johnson scopre l’amore nella commedia Material love
Dakota interpreta una matchmaker, una sorta di “agente Cupido” che trova l’anima gemella per i suoi clienti cercando di persona la combinazione giusta solitamente proposta dagli algoritmi. Oggi i siti d’incontri hanno abituato i single a chiedere, e forse illudersi, di incontrare il partner ideale scegliendo tra profili basati su prestanza, età, altezza, reddito, interessi e altri calcoli (difatti il titolo originale è Materialists). Quanto influiscono queste aspettative sul batticuore e l’innamoramento? Quanto condizionano l’adattabilità ai compromessi quotidiani necessari per ogni coppia? Sono gli spunti di riflessione di una commedia romantica che vede la stessa protagonista, l’infallibile combina-coppie Lucy, combattuta tra l’attrazione per un newyorkese ricco di fascino e dollari, praticamente l’uomo perfetto (Pascal), e l’amore che riaffiora imprevisto per il suo ex, guarda caso uno squattrinato attore teatrale (Evans).
L’anima gemella nell’era dell’algoritmo
«L’idea alla base del film è molto interessante per me: non conosco il mondo di chi cerca l’anima gemella online» sostiene l’attrice. «Da un lato penso ci siano tanti, e nuovi, modi di amare. Ed è giusto che ognuno di noi sia libero di cercare il suo, che si tratti di una relazione aperta o di un matrimonio, o di averne più d’uno a seconda delle fasi della vita. Ma ho anche il sospetto che non siamo più capaci di tollerare i difetti dell’altro, che ci lasciamo alla prima difficoltà cercando di meglio anziché prenderla come un’occasione di crescita nella relazione. Sono solo dubbi, intendiamoci, e non ho risposte. Mi piace però che il cinema possa sussurrare una domanda al cuore delle persone. Sembra facile capire cosa desideriamo davvero e invece non lo è affatto, visto il bombardamento di stimoli e condizionamenti che subiamo».
La relazione con Chris Martin divisa tra esigenze di coppia e quelle della carriera
La stessa Dakota deve aver cercato faticosamente l’equilibrio accanto a Chris Martin. Il loro “match”, tanto scintillante sulla carta, ha affrontato vari ostacoli, a cominciare dagli inseguimenti dei paparazzi e dall’interesse morboso dei tabloid per la relazione con i figli di lui, Apple e Moses, 21 e 19 anni, e con l’ingombrante ex moglie Gwyneth Paltrow. Le due star si sono mostrate insieme sui social, in una foto anche mano nella mano, e Dakota ha placato i curiosi dichiarando: «Adoro i loro ragazzi». Lo scoglio più grande tra i due, paradossalmente, è nelle stesse passioni artistiche che li hanno avvicinati.
Lei, che ha pure iniziato a girare corti da regista, compreso un video dei Coldplay, Cry Cry Cry, lo scorso gennaio è stata vista con lui in India durante il tour della band. «Mi piace guardarlo, ci passerei giorni interi. È bello poter vedere il mio essere preferito fare quello che più ama» ha detto in una delle rarissime dichiarazioni su Martin. Difficile però conciliare le esigenze della coppia e quelle della carriera, alla quale la stessa Dakota si dedica con ambizioni che vanno molto oltre quella di attrice. Nel 2019 ha creato la TeaTime Pictures insieme a Ro Donnelly, ex dirigente di Netflix e sua grande amica: hanno già portato sul grande schermo 7 titoli e altri 2 sono in arrivo.
Dakota e la sua famiglia hollywoodiana
Figlia di Melanie Griffith e Don Johnson, con una nonna come Tippi Hedren e un patrigno come Antonio Banderas (rispettivamente madre e ultimo marito della Griffith), è cresciuta a pane e film, facendo una vita un po’ nomade. «Ho viaggiato con i miei genitori e con un tutor al seguito fino all’età di 10 anni. Poi ho frequentato scuole in vari luoghi del mondo, anche in Spagna quando mia mamma era sposata con Antonio. Ero brava in letteratura inglese e in spagnolo, ho studiato arti visive e fatto teatro da adolescente». Anche se ha debuttato a 9 anni accanto alla madre in Pazzi in Alabama di Banderas, essere figlia d’arte non le ha risparmiato la gavetta. «Quando mio padre ha scoperto che non mi avevano ammesso alla Juilliard School di New York, mi ha tagliato i fondi e ho iniziato a fare audizioni. A 19 anni ho avuto un piccolo ruolo in The Social Network, ma per un bel po’ di tempo è stato difficile, fare provini mette a dura prova psicologicamente. Per fortuna i miei mi hanno aiutato a pagare l’affitto».
Da attrice a produttrice
Oltre alla trilogia di Cinquanta sfumature, sono arrivati i film d’autore: A bigger splash e Suspiria di Luca Guadagnino (nel 2015 e 2018), La figlia oscura di Maggie Gyllenhaal (2021). «E ho fondato una casa di produzione per cercare più creatività, dare spazio a idee nuove». Il risultato si è visto anche all’ultimo Festival di Cannes, dove Dakota ha presentato Splitsville, diretto da Michael Angelo Covino, di cui è attrice e produttrice (in Italia non ha ancora distributore). «Un’altra commedia che parla d’amore, tra riflessioni e risate, com’è nelle corde della TeaTime Pictures».