Dimenticate il ragazzino innamorato e silenzioso che abbiamo conosciuto a X Factor. Quello che con brani che ricordavano il cantautorato dedicava ballate piene di cuore all’innamorata, che preoccupava Jake La Furia perché non si lasciava mai andare, che aveva gli occhi tristi anche nei momenti di felicità. Lorenzo Salvetti oggi alza il trofeo di Amici di Maria de Filippi, dopo un anno di sfide e montagne russe, e sorprendendo tutti. Di quel ragazzino è rimasto il talento disarmante, la voce che si adatta – e per la prima volta si butta – in tutti i generi del pop, e lo sguardo che cattura. «In due anni sono cambiate tante cose», ha concluso durante la nostra intervista con sguardo e voce sicura. E ha ragione.
Lorenzo Salvetti, la fame di musica che non si sazia mai

Partiamo dall’inizio: quando hai cominciato a suonare e quando hai capito che la musica poteva diventare qualcosa di più di un hobby?
«Ho cominciato a studiare pianoforte classico in prima media. In realtà per la musica classica è un inizio tardivo, però mi sono messo in pari in fretta e ho scelto il liceo musicale. Da lì in poi era chiaro: la mia strada era quella. Quando ho cominciato a fare concorsi seriamente, la musica nelle sue mille sfaccettature era già l’unica cosa che volevo fare».
Sei andato a X Factor quando eri ancora al liceo. Cosa ti sei portato a casa da quell’esperienza?
«Una preparazione enorme, molta più di quella con cui sono entrato. Ero piccolo, e mi hanno dato una consapevolezza che prima non avevo. Ancora sto lavorando al diploma, ma finirò sicuramente».
Hai avuto un mentor importante, Achille Lauro. Oggi che rapporto avete?
«Sono ancora molto contento del nostro rapporto, ci sentiamo ancora. È stata una persona davvero splendida, perché avrebbe potuto tranquillamente starsene per i fatti suoi una volta finito il programma. Invece ha scelto di continuare a seguirmi, darmi una mano quando ne avevo bisogno, aiutarmi a orientarmi in un mondo molto più grande di me. Una grande persona».
La scuola di Amici, un percorso in salita

Come mai hai scelto di metterti in gioco anche con Amici?
«Avevo i miei dubbi, però la voglia di rimettermi in gioco era più forte di qualsiasi esitazione. E non me ne sono andato deluso, direi».
Com’è stato il percorso dentro la scuola? Ci sono stati momenti difficili?
«Sì, è stato un percorso molto su e giù, come giusto che sia. Ci sono stati momenti in cui mi sentivo più sicuro e momenti in cui ero più deluso. Però penso che facciano parte proprio del percorso: è un processo di decostruzione e ricostruzione. In tanti forse non si aspettavano di vedermi arrivare fino in fondo…».
Ci speravi, incece, di vincere?
«Certo che ci speravo, sarebbe stata una bella cosa. Però ero consapevole che era un percorso lungo, che poteva succedere qualsiasi cosa. All’inizio mi dicevo: “Va bene tutto, io intanto canto”».
Cosa senti di aver guadagnato, rispetto a quando sei entrato?
«Mi sento un Lorenzo ancora più consapevole, più preparato artisticamente. La scuola ti insegna moltissimo».
Trovare il proprio percorso
Quanto di tuo c’è nell’EP? Già a X Factor avevi scritto tu il tuo brano…
«In quell’anno ho sperimentato tantissimo, girato molti studi, provato cose diverse. Questo EP è una raccolta di quell’anno di sperimentazioni. Ci sono brani autorali, co-autorali: uno scritto interamente da me, uno scritto interamente da altri, uno in cui partecipo. C’è un po’ di tutto, però la mia impronta c’è praticamente su ogni pezzo — è una cosa a cui tengo molto».
Hai lavorato con un team fisso o con tanti autori diversi?
«Ho lavorato con tanti gruppi di scrittura diversi. Uno degli obiettivi che mi do per il futuro è trovare magari poche persone con cui mi trovo davvero bene, e costruire qualcosa di più stabile».
Hai pensato a qualche collaborazione?
«Sono aperto a tutto. Ascolto una musica molto variegata, se Artie5ive ci sarebbe per un feat sarei contentissimo. Magari in estate… non si sa mai. Mi piace sperimentare».
Prossime mosse: il tour, gli instore. Come stai vivendo l’incontro con i fan?
«Sto già facendo qualche instore e i feedback sono davvero positivi. Quando una persona arriva da te, trema e ti abbraccia e la senti tremare, pensi: ‘Madonna, che bello, arriva così tanto’. Tante persone mi dicono che la mia musica è stata curativa per loro. E poi mi fa super piacere avere un pubblico variegato: ragazzi, ragazze, più grandi, più piccoli. È una cosa bellissima».

Non ti sei mai fermato: X Factor, musica, Amici, EP, tour. La pausa la consideri?
«Ci sono sicuramente momenti in cui mi dico ‘potrei stare un anno fermo’. Però dall’altra parte non ce la faccio davvero a stare fermo. È una cosa mia. Mia mamma me lo diceva sempre: anche da piccolo ero iperattivo, continuavo a urlare, a correre, volevo fare cose. Me la sono portata dietro, questa energia, e ce l’ho ancora adesso: la fame di continuare a fare musica, di fare cose nuove. Poi sono giovane, c’è tempo. Però ho abbastanza libertà da potermi fermare se ne ho voglia».
Ti hanno detto che dovevi imparare a divertirti. Ci sei riuscito?
«Eh sì, in due anni sono cambiate tante cose».