Paul Mescal: miglior attore per Normal People e ora irresistibile in Estranei

«Ciao, ho visto che mi guardavi…». Barba incolta, sorriso obliquo, un’occhiata a metà fra il tenero e lo sfrontato, Paul Mescal ci conquista appena fa capolino dalla porta d’ingresso di un appartamento di Londra nelle intense scene iniziali di Estranei. Nel film di Andrew Haigh, al cinema dal 29 febbraio, il 28enne attore irlandese è l’esuberante Harry, che una sera si presenta dal suo ritroso vicino di casa Adam, interpretato da Andrew Scott. I due si riconoscono nella propria solitudine ancor prima di conoscersi, ma su Adam aleggia un passato che non passa. Così torna nella sua casa d’infanzia, in un sobborgo di periferia, dove ritrova i fantasmi dei suoi genitori (Jamie Bell e Claire Foy), morti in un incidente d’auto quando lui aveva 12 anni…

Paul Mescal e il fim Estranei

Ci fermiamo qui, per non rovinarvi l’emozione di questo film che riesce a spezzare il cuore e subito ripararlo, snodandosi tra ricordi e desideri, tra ciò che è reale e ciò che lo sembra. Sappiate solo che Paul Mescal – tra gli under 30 più richiesti a Hollywood dopo aver vinto il Bafta come migliore attore tv per la miniserie Normal People nel 2021 e conquistato la nomination all’Oscar dello scorso anno come migliore protagonista per Aftersun – si conferma irresistibile. Dolce e appassionato. Romantico ed erotico.

L’intervista a Paul Mescal

Lei crede nei fantasmi?

«Mi piace l’idea che possano esistere, anche se non li immagino come figure spettrali o paurose, ma come una fonte di energia».

Quanti di noi vorrebbero avere la possibilità di parlare di nuovo con i propri genitori come fa Adam…

«Per lui è anche un modo di cercare nel passato la chiave per capire cosa non va nel presente. L’occasione di superare i non detti. L’opportunità di rivelare l’omosessualità che non aveva mai avuto il coraggio di confessare. C’è una frase pronunciata da suo padre, che considero meravigliosa: “Mi dispiace non averti chiesto perché piangevi”. Penso che sia un invito a coltivare il dialogo con i propri figli, ad ascoltarli senza giudicarli, a parlare con loro nel modo più aperto possibile».

Estranei è anche una struggente storia d’amore, accompagnata da canzoni cult come The power of love dei Frankie goes to Hollywood e Always on my mind dei Pet Shop Boys.

«Dimostra l’impatto enorme che l’amore, da quello dei genitori a quello di un partner, può avere sulla nostra vita. Ne celebra il potere salvifico. Innamorarsi è una sensazione stupenda che auguro di provare a tutti, almeno una volta nella vita. Come diceva Lev Tolstoj, “L’amore è vita. Tutto, tutto ciò che io capisco, lo capisco solamente perché amo”».

Estranei

Un film che parla d’amore

Cosa le piace di Harry, il suo personaggio?

«È una persona che pensa agli altri prima che a se stesso: si prende cura di Adam, nonostante anche lui abbia bisogno di essere accudito».

Lei e Andrew Scott avete girato molte scene intime. Era nervoso?

«No, affatto (ride, ndr). No, non è vero, invece sì che ero nervoso! Le scene di sesso sono sempre difficili. Per fortuna conosco Andrew da qualche anno e siamo diventati molto amici, questo ha aiutato. Costruire con colleghi che stimi un legame che va oltre il lavoro è una delle cose più importanti per me».

Estranei

Dopo la nomination all’Oscar dello scorso anno, cosa è cambiato?

«Se ci ripenso… Wow! È stato assurdo: nessuno se l’aspettava, nemmeno io. Proprio il giorno in cui ho saputo di essere nella cinquina dei candidati mia madre iniziava la chemio: la vita sa essere davvero folle… Spero che tanti registi abbiano capito cosa posso dare sullo schermo: quando mi interessa un ruolo faccio di tutto per ottenerlo (sarà il protagonista di Il gladiatore 2 di Ridley Scott, ndr). Io, però, continuo a fare le stesse cose di prima. Per esempio, gioco sempre al calcio gaelico, che pratico fin da bambino: è un mix tra rugby e calcio, ma molto incasinato e brutale, devi affrontarlo con il cuore aperto. Un po’ come la recitazione».

In teatro ha interpretato Un tram chiamato desiderio nel ruolo che fu di Marlon Brando, vincendo anche il Laurence Olivier Award al miglior attore.

«Non facciamo paragoni! Brando è unico: prima di lui nessun uomo era mai stato considerato un sex symbol. Però spero di tornare presto sul palcoscenico: è gratificante esibirsi ogni sera davanti al pubblico, anche se i tempi sono strettissimi e non puoi rifare un ciak sbagliato».

Estranei

Sono invece lunghissimi i tempi di uno dei film a cui sta lavorando: Merrily we roll along di Richard Linklater. Le riprese dureranno 20 anni!

«È tratto dall’omonimo musical di Broadway, la storia di un compositore teatrale che lascia la sua carriera a New York per trasferirsi a Los Angeles, quindi canterò e ballerò. Gireremo una scena ogni tanto: è come scrivere una lettera al mio futuro io. Spero di invecchiare bene!»

Perché non è sui social?

«Faccio l’attore, non l’influencer: non voglio che la popolarità condizioni la mia vita personale».

Quindi cosa farà dopo questa intervista?

«Andrò al pub a bere una Guinness!».

Il film Estranei è ispirato all’omonimo romanzo del 1987 di Taichi Yamada (Nord).