Figli a casa per 3 mesi: per me sono #CAcanze!

Credits: Olycom
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di

Jolanda Restano

Un'opinione di:
Blogger, autrice e producer di contenuti per bambini. Nel 2000, non trovando in rete i testi di...

Mamme siete pronte per le #CAcanze?

Anche quest’anno ci siamo. Tra meno di 20 giorni iniziano le famigerate #CAcanze, concetto (e hashtag) da me coniato per indicare quel periodo di limbo tra la vita normale e la vacanza, dove i bambini stanno a casa da scuola e le mamme lavorano, costrette a mettere in campo tutta la loro abilità di multitasking per ri-organizzare la routine della famiglia.

C’è da dire innanzitutto che le #CAcanze ci piombano addosso subito dopo il mese di maggio, che qualche burlone ha deciso di dedicare alle mamme, forse per consolarci del tour de force che siamo costrette a fare in questo periodo, dove la nostra agenda si riempie di eventi imperdibili (dei nostri figli!): feste di fine scuola con banchetti da farcire di torte, recite del nido con bambini muti da applaudire, saggi di danza con ballerine da vestire come per il lago di cigni, mega tornei di calcio con annessa pizzata e poi vuoi mettere l’aperitivo di classe, il caffè delle mamme e il pic-nic con le maestre? Senza contare la serie infinita di compleanni, come se tutto il mondo fosse nato a maggio!

E’ chiaro che dopo 3 o 4 settimane di fuoco dove abbiamo dimenticato di avere una vita adulta, noi madri avremmo proprio bisogno di una bella vacanza, di quelle sole, mare, libro e nessuno che chiama mamma, per intenderci. Invece no, ecco che la scuola finisce e cominciano loro, le #CAcanze! E vai con il girotondo di campus e centri estivi, che in città come Milano rasentano la follia: summer camp di meditazione yoga in inglese con menù vegano, settimana tutto sport dove per 8 ore non stacchi il piede dal pallone, campi nel verde da raggiungere con un’ora di macchina mattutina. Soluzioni per tutti i gusti e per tutte le tasche, salvo optare per il vecchio oratorio, vera ancora di salvezza perché di solito è vicino a casa e abbastanza economico, anche se i bambini rischiano di tornare a casa cotti come patate lesse.

Certo, ho amiche fortunate munite di seconde case e nonni volonterosi che aspettano le #CAcanze con ansia, perché restano senza figli a godersi la loro villeggiatura in città, fra aperitivi e cenette in tête-à-tête, ma sono la minoranza. Per tutte le altre è una specie di inferno. Se tu hai 3 settimane di ferie estive e i tuoi figli stanno a casa da scuola 3 mesi i conti non possono tornare! Era chiaro che prima o poi qualcuna cominciasse a protestare, come è accaduto in questi giorni in Emilia Romagna, dove una mamma ha lanciato una petizione perché le scuole elementari restino aperte almeno sino al 30 giugno e in 24 ore sono riuscite a raccogliere quasi tremila firme.

Sono firme contro le #CAcanze, fenomeno tipicamente italiano sconosciuto in altre parti d’Europa, dove i bambini restano a scuola allegramente fino a metà luglio. Poi recuperano con alcune settimane libere, distribuite qua e là nel resto dell’anno, che per le mamme lavoratrici sarebbero molto più semplici da organizzare. E’ vero che noi siamo cresciuti quando il calendario scolastico scoccava il 1 di ottobre e sarebbe giusto che i nostri bambini potessero godere di altrettanta fortuna, però oggigiorno il mondo è cambiato e qualche pensiero va fatto. A meno di non voler mandare in ferie forzate tutte le impiegate con figli da giugno a settembre o concedere alle mamme di lavorare in trasferta da sotto l’ombrellone mentre i pargoli sguazzano (e ci sono posti dove già accade), forse tocca trovare altri modi di far ricaricare le pile ai nostri ragazzi. W le #CAcanze!

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