del

Fine del mondo: le 5 catastrofi del 2016

di Oscar Puntel
Vota la ricetta!

Siamo sopravvissuti ai Maya. E ora si rincorrono in rete nuove teorie sulla fine del mondo. Ma perché ne sforniamo di continuo e, soprattutto, abbiamo così bisogno di crederci?

Un caffè con Donna Moderna

Siamo sopravvissuti ai Maya. E ora si rincorrono in rete nuove teorie sulla fine del mondo. Ma perché ne sforniamo di continuo e, soprattutto, abbiamo così bisogno di crederci?

Teorie bislacche e sedicenti esperti di astrofisica o della Nasa si scatenano anche sul 2016. Che sarà un altro anno di apocalissi profetizzate. Si rincorrono in rete, i santoni del web le osannano via youtube: saremo inghiottiti da buchi neri, polverizzati da fenomeni cosmici. Forse Cristo tornerà sulla terra, ma anche un anticristo potrebbe comparire e distruggerci. Fine del mondo.

Perché siamo così attratti dalla fine?

Ci spiega Paolo Romano, psichiatra: “Partiamo dal concetto che come singole persone ci teniamo ben alla larga dall’idea della morte. Lede il nostro narcisismo e quindi pensiamo che riguardi sempre gli altri. Come tutte le angosce più profonde, anche quella della morte viene vissuta attraverso un meccanismo di proiezione verso gli altri, la collettività. L’uomo in modo indiretto si mette in contatto con esperienze catastrofiche perché queste riguardano tutti e non solo lui. Insomma, all’insegna del ‘mal comune, mezzo gaudio’”. Non è un caso che molte di queste teorie arrivino dagli Stati Uniti: “Siccome le singole persone fanno molto fatica a confrontarsi con le loro angosce profonde, la società le esterna in fenomeni collettivi, che finiscono nel cinema per esempio. Da qui, deriva un’impressionante filmografia, da King Kong in poi: pensiamo a invasioni aliene, alle distruzioni da apocalissi meteorologiche”, dice lo psichiatra.

Prossimo appuntamento: 14 febbraio

La prima indicazione su un anno con catastrofi in arrivo ci arriva proprio dal cinema. In “Ghostbuster 2”, del 1999. Previsione, ma senza referenza: “Secondo la mia fonte, la fine del mondo arriverà il 14 di febbraio dell'anno 2016" "Per S. Valentino... mazzata”, replicava l’attore Bill Murray. Fine del mondo, proprio nell’anno in cui si attende una nuova pellicola sui celebri acchiappafantasmi (in luglio).

Apocalissi cosmiche

Nel 2016 sarà l’anno dei due poli. Artide e Antartide si ribalteranno, si scambieranno la posizione. Il nord diventerà sud e viceversa, giurò nel 2011 un auto-referenziato esperto della Nasa, il dottor Sal. Immaginate da soli lo sconvolgimento globale e la nostra definitiva fine. E poi c’è anche la data del 16 maggio: un asteroide ci colpirà, predice il pastore Ricardo Salazar. Gliel’ha rivelato Dio stesso: la nostra fin sarà compiuta entro il 25 Ottobre. E dulcis in fundo “completata” da un buco nero creato dal centro di ricerca Cern di Ginevra. Fuori controllo: ci inghiottirà tutti.

Le teorie religiose

“I sistemi religiosi si fondano su vita, morte, rinascite, fini del mondo, perché sono le angosce e le speranze più primitive della psiche umana. Le religioni le hanno declinate nelle più svariate teorie, qualcuno riesce anche a lucrare su queste angosce primordiali”, ci spiega lo psichiatra. Secondo diversi siti internet americani, il 2016 sarà l’anno della ri-venuta di Cristo in terra. Il calcolo è un po’ complicato. Rimanda a un giro di numeri contenuti nel versetto del Libro del Profeta Daniele 9,24-27: quel passaggio della Bibbia viene interpretato come il ritorno di Gesù. E contestualmente la fine del mondo. Un’altra ipotesi vede nel presidente Usa, Barack Obama, un “AntiCristo”. Secondo il teorico della cospirazione David Montaigne, la Bibbia lo identifica chiaramente: “Attaccherà Gerusalemme nel 2016. E così distruggerà il mondo”. Il 6 giugno.

Un caffè con Donna Moderna

Un caffè con Donna Moderna