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Frodi alimentari: quanto siamo sicuri di quello che portiamo in tavola?

di Oscar Puntel
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L'ultimo caso riguarda il formaggio Asiago. Abbiamo indagato sulla diffusione delle frodi alimentari nel nostro Paese. E vi diciamo come è possibile difendersi

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L'ultimo caso riguarda il formaggio Asiago. Abbiamo indagato sulla diffusione delle frodi alimentari nel nostro Paese. E vi diciamo come è possibile difendersi

L'ultimo caso di frode alimentare è quello che riguarda il formaggio Asiago, una produzione che ha ricevuto nel 2007 il riconoscimento Dop, denominazione di origine protetta, dalle Autorità europee. Eppure, stando alle accuse di un casaro, su cui sta indagando la Procura della Repubblica di Vicenza, una fra le più note aziende produttrici del noto formaggio non avrebbe rispettato alcuni passaggi del protocollo che ne qualifica l'alta qualità.

Nella sua testimonianza, il casaro davanti al pm, ha detto che "fino al 22 novembre 2014 il latte di recupero è stato mescolato con quello proveniente da confezioni vicine alla scadenza... quando un latte non conforme ai disciplinari imposti dalla legge viene a contatto con latte conforme rende non conforme tutto il serbatoio...". Ci troviamo di fronte a una truffa alimentare? Come difenderci?

Come si distinguono le frodi alimentari
Provate ad andare dal vostro salumiere e acquistate una salsiccia. La vedete fresca. Chi vi garantisce che il suo classico rossore non sia in realtà effetto di un additivo chimico, a base di anidride solforosa, che ha proprio l'effetto di conferire quel classico colorito fresco alla carne? È uno dei più conosciuti esempi di "sofisticazione alimentare": vi hanno aggiunto una sostanza estranea che altera o copre la genuinità del prodotto. È, questo, un classico esempio di frode commerciale: il consumatore crede di comprare un certo prodotto con certe caratteristiche e gli viene venduto qualcosa che ci assomiglia, ma di fatto non lo è.

Quante sono le frodi alimentari
Le possibilità di contraffare nel sistema alimentare sono molte, alcune anche pericolose per la salute. Ricorderete, nella seconda metà degli anni Ottanta, il gravissimo episodio di "frode tossica" del vino al metanolo, sostanza chimica che venne aggiunta a vini di bassa gradazione o annacquati. Morirono 25 persone.

Secondo una indagine di Coldiretti, sulla scorta dell'attività dei carabinieri dei Nas dal 2008 al 2014, il valore di cibi e bevande sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate, è aumentato del 277 per cento. In questo sottobosco del malaffare che finisce nel piatto, nei primi nove mesi del 2014 sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 318,7 milioni di euro. Nel mirino soprattutto la carne, ma anche farine e i suoi trasformati e il pesce.

Secondo uno studio di Coldiretti/Ixe, il 65% degli italiani ha paura a tavola, perché ritiene che la crisi abbia incrementato i rischi alimentari.

Come difenderci?
Lo abbiamo chiesto ad Aldo Savoia, a capo della struttura "Igiene degli alimenti e della nutrizione", dell'Asl 4 di Udine: "Nelle conferenze che mi capita di tenere, spiego sempre questo concetto: il rischio "zero" in alimentazione non esiste e non è neanche mai esistito. Dobbiamo accettare un certo livello di rischio, riducendolo al minimo nella filiera produttiva - e qui c'è la responsabilità delle imprese e l'intervento degli organi di controllo - e, da consumatori, difenderci così: variando le nostre scelte alimentari, così garantiamo un buono stato nutrizionale; mangiando più frutta e verdura, così facciamo il carico di sostanze protettive per la salute aiutando il nostro sistema immunitario; e infine variando i nostri "fornitori", così non corriamo il  rischio di accumulare sostanze nocive. Gli alimenti che troviamo in vendita oggi sono molto più sicuri e controllati di quelli di quaranta anni fa, e se ci sono purtroppo ancora le possibilità di frodi, è anche vero che i produttori sono in generale più coscienziosi e sensibili di allora".

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