È giusto far entrare i cani al supermercato?

Credits: Ansa

In 334 negozi i clienti possono già entrare con i loro animali domestici

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di

Isabella Colombo

In 300 negozi i clienti possono già portare con sé i pet in appositi carrelli. C’è chi chiede di estendere questa opportunità. E chi la ritiene un rischio per l’igiene e la sicurezza alimentare

LA PAROLA AI LETTORI

30% SÌ PERCHÉ... @rosanna «Sono l’orgogliosa padrona di un siamese che è pulitissimo ed educatissimo, al contrario di certi bambini. Perché quando faccio la spesa devo sopportare gli uni e non gli altri?». @dorina «Parlare di igiene per vietare ai cani l’ingresso è una scusa. Vogliamo discutere di quelli che scelgono la frutta toccando di tutto senza guanti?».

70% NO PERCHÉ... @rosa «Provo un brivido di orrore a pensare di dare a mio figlio della frutta che è stata “contaminata” da un pet. Non sapete che i gatti, per esempio, trasmettono la toxoplasmosi?». @annarita «Saranno pure domestici, ma cani e gatti sono sempre animali. Portarseli dietro dovunque è la mania di chi non ha altri affetti nella vita. Perché ci dobbiamo adeguare tutti alla loro fissazione?».

ANTONIO SORICE presidente della Società italiana di medicina veterinaria preventiva

«Fare la spesa insieme a cani e gatti facilita la vita a quanti non possono lasciarli in casa da soli. Non ci sono controindicazioni al loro ingresso in un supermercato, purché siano abituati a stare in ambienti pubblici e a contatto con persone e altri animali: un negozio, con i suoi odori, profumi e colori è ricco di stimoli e solo i cuccioli addestrati sono gestibili».

Occorre garantire che gli animali siano sani «Tutti i pet devono essere vaccinati e avere guinzaglio e museruola: un obbligo che, seppur previsto dalla normativa nazionale, potrebbe variare in base ai regolamenti comunali. Inoltre, ai punti vendita toccherà fare la loro parte: controllare gli accessi e verificare che ogni animale sia in buone condizioni di salute, come già si fa negli ospedali dove è permesso l’accesso ai cani e viene richiesta la presentazione del libretto delle vaccinazioni e di altre certificazioni veterinarie».

GIORGIO PALÙ docente di Microbiologia e virologia all’università di Padova e presidente della Società europea di virologia

«L’ingresso a cani e gatti nei luoghi dove si produce o si conserva il cibo, come i supermercati, è vietato per motivi igienici. E a ragione. È vero, le malattie trasmesse agli uomini sono rare, ma gli animali possono essere veicolo di batteri e parassiti, con il rischio di infettare ciò che mangiamo e quindi anche noi».

C’è il pericolo di contaminazioni «Frutta e verdura sono particolarmente esposte perché vengono vendute sfuse e sistemate ad “altezza cane”. Gli altri alimenti sono protetti e in genere confezionati, oppure, come per carne, pesce e gastronomia, riparati da un vetro. Tutto ciò riduce il rischio di contaminazioni, ma non lo elimina del tutto. Dunque sarebbe preferibile prevedere aree appositamente attrezzate all’ingresso dei supermercati in cui gli animali aspettino i loro padroni».

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