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Oggi i tumori si scoprono con un esame indolore

di Oscar Puntel
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Novità importanti nel campo della ricerca sul cancro. Per i tumori alla prostata o alla vescica e anche per le leucemie la diagnosi potrebbe presto essere più veloce rispetto alle attuali procedure e per nulla invasiva

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Novità importanti nel campo della ricerca sul cancro. Per i tumori alla prostata o alla vescica e anche per le leucemie la diagnosi potrebbe presto essere più veloce rispetto alle attuali procedure e per nulla invasiva

Ci sono novità importanti sulla ricerca del cancro. Al Cnr di Napoli si sta mettendo a punto una nuova tecnica per la diagnosi dei tumori alla prostata o alla vescica e anche delle leucemie. Diagnosi che potrebbe presto essere più veloce e per nulla invasiva rispetto alle attuali procedure. La sta studiando Anna Chiara De Luca, 35 anni, laurea in fisica e ricercatrice, che grazie a un finanziamento dell'Airc, Associazione italiana ricerca cancro, è rientrata in Italia, dopo un periodo di formazione in Gran Bretagna.

Luce. La nuova indagine medica utilizza una tecnica già conosciuta in fisica, la "spettroscopia Raman". Un campione da analizzare, per esempio le cellule presenti nelle urine di un paziente, viene illuminato da un fascio di luce laser. "Queste cellule cambiano colore e ci restituiscono uno spettro, che è una specie di impronta digitale. La sua analisi ci permette di classificare con accuratezza le cellule sane da quelle malate e quindi la diagnosi del tumore", spiega la ricercatrice che ha messo in piedi un vero e proprio laboratorio, presso l'Istituto di biochimica delle proteine al Cnr di Napoli. Lo stesso test sarà possibile anche sulle cellule del sangue venoso, in pazienti affetti da leucemie.

Esame indolore. Il primo vantaggio è nella non-invasività. La diagnosi con il laser avviene su campioni di urina o di sangue. Quindi non ci sono biopsie. "Sulle leucemie, stiamo lavorando perché vorremmo dimostrare di essere molto specifici nella diagnosi, anche utilizzando poche gocce di sangue", aggiunge De Luca. Normalmente, per capire la tipologia di leucemia servono molti prelievi. Ci sarebbe quindi un giovamento nella qualità della vita dei pazienti, che sono soprattutto bambini.

Diagnosi veloci. Al momento ci vogliono settimane per una precisa diagnosi di leucemia, perché i campioni di sangue devono essere sottoposti ad analisi con sostanze di contrasto e marcatori chimici. Un'indagine complessa. "Con questo nuovo metodo invece abbiamo l'ambizione di fornire una risposta in tempo reale o quanto meno in giornata", spiega De Luca. E' chiaro che prima e più accurata è la diagnosi, più precisa è la terapia che può essere messa in atto.

I numeri. Negli ultimi decenni la ricerca ha raggiunto straordinari traguardi, contribuendo a rendere il cancro sempre più curabile: negli ultimi vent'anni il tasso di mortalità è diminuito del 18% per gli uomini e del 10% per le donne. Una persona su 4 può considerarsi guarita, perché torna ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore. Oggi in Italia sono circa 3 milioni le persone che convivono con una precedente diagnosi di tumore: oltre il 5% della popolazione. Sono dati, questi, diffusi dall'Airc, che dal 2 all'8 novembre, promuove "I Giorni della Ricerca", un programma di appuntamenti per informare il pubblico sui progressi della ricerca e sostenere i ricercatori con una donazione.

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