Capelli crespi uguale capelli secchi? L’associazione viene quasi spontanea. Del resto, basta vedere qualche ciocca gonfia e indisciplinata per pensare che abbia urgente bisogno di una maschera nutriente. In realtà, secchezza e crespo possono andare a braccetto, ma non sono la stessa cosa. E sì, anche capelli normalmente morbidi e in buone condizioni possono diventare crespi, per esempio quando aumenta l’umidità.
Capire la differenza non è solo una questione di definizioni. Serve soprattutto a scegliere una routine adatta, evitando magari di caricare di prodotti molto ricchi capelli che chiedevano tutt’altro.
Capelli secchi e capelli crespi: qual è la differenza?
Per semplificare, possiamo dire che la secchezza descrive soprattutto le condizioni della fibra, mentre il crespo riguarda il modo in cui i capelli si comportano e si dispongono nella chioma.
I primi possono risultare ruvidi, opachi, poco morbidi e meno scorrevoli al tatto. Nel secondo caso, invece, sono soprattutto l’ordine e la definizione a saltare: alcune fibre si separano dalle altre, compaiono piccoli capelli ribelli, il volume aumenta e una piega apparentemente perfetta può cambiare nel corso della giornata.
Le due condizioni, naturalmente, possono sovrapporsi. Una fibra danneggiata e con una superficie più irregolare può essere più incline anche al crespo. Ma non è necessario avere i capelli secchi perché una giornata umida mandi all’aria lo styling.

Come capire se i capelli sono secchi
Più che guardarli soltanto allo specchio, vale la pena toccarli. I capelli secchi tendono a perdere quella sensazione di morbidezza e scorrevolezza che permette alle fibre di scivolare facilmente le une sulle altre. Possono risultare ruvidi, poco elastici, opachi e più difficili da districare; se alla secchezza si associa anche un danno importante, possono comparire fragilità e rotture.
Alla base possono esserci diversi fattori. I trattamenti chimici, l’esposizione ai raggi UV e lo stress termico possono alterare progressivamente la cuticola e i lipidi presenti sulla superficie del capello. Tra questi c’è il 18-MEA (acido 18-metileicosanoico), un acido grasso presente nello strato più esterno della fibra che contribuisce alle sue proprietà idrofobiche e alla scorrevolezza della superficie.
Non significa, però, che ogni capello poco lucido sia necessariamente “disidratato” né che basti aggiungere acqua per risolvere il problema. Il concetto cosmetico di secchezza comprende diverse alterazioni della superficie e delle proprietà della fibra.
Come riconoscere invece il crespo
Il crespo si riconosce più facilmente osservando che cosa fanno i capelli. Le singole fibre tendono a uscire dalla massa, compaiono flyaway, onde e ricci perdono definizione oppure una chioma liscia comincia progressivamente a gonfiarsi.
Un indizio particolarmente utile è osservare quanto il fenomeno cambia con l’ambiente. Se i capelli appena asciugati sono morbidi e ordinati ma iniziano a gonfiarsi quando usciamo in una giornata umida, il problema non può essere spiegato semplicemente dicendo che sono “secchi”.
Il capello, infatti, interagisce naturalmente con l’acqua presente nell’ambiente. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Cosmetic Science ha osservato che la quantità d’acqua assorbita dalla fibra aumenta all’aumentare dell’umidità relativa. Cambiano contemporaneamente anche alcune sue proprietà fisiche, compresa l’elasticità.

Perché l’umidità fa diventare i capelli crespi
Qui entra in gioco un po’ di chimica, ma niente paura. La cheratina che costituisce gran parte del capello è stabilizzata anche da legami a idrogeno, legami relativamente deboli e temporanei che vengono modificati dalla presenza dell’acqua.
È lo stesso principio che sfruttiamo ogni volta che bagniamo i capelli e li asciughiamo dando loro una nuova forma. Quando cambia l’umidità dell’ambiente, la fibra assorbe acqua e cambiano le interazioni all’interno della cheratina: la piega può perdere progressivamente la forma che le avevamo dato e le fibre possono non rimanere più perfettamente allineate.
Anche le condizioni della superficie contano. Lo strato lipidico della cuticola è naturalmente idrofobico; trattamenti chimici e altri tipi di danneggiamento possono comprometterlo, rendendo i capelli più suscettibili agli effetti dell’umidità. È uno dei motivi per cui secchezza, danno e crespo spesso si presentano insieme, pur restando fenomeni differenti.

Si possono avere capelli crespi senza che siano secchi?
Assolutamente sì. Ed è probabilmente il punto che crea più confusione.
Un capello può essere morbido, elastico e ben condizionato e avere comunque la tendenza a perdere definizione o a gonfiarsi quando cambia l’umidità. Succede facilmente con capelli mossi e ricci, ma il fenomeno può interessare anche quelli lisci.
Allo stesso modo, un capello secco non deve necessariamente essere crespo: può essere ruvido e opaco, per esempio, continuando però a rimanere relativamente ordinato.
Poi esiste naturalmente la terza possibilità: avere capelli contemporaneamente secchi e crespi. In quel caso i segnali delle due condizioni si sommano e può diventare più difficile capire dove finisca l’una e cominci l’altra.
E se i capelli sono secchi e crespi insieme?
È tutt’altro che raro, soprattutto quando la fibra ha subito parecchi stress. Sole, decolorazioni, colorazioni, strumenti molto caldi e altri trattamenti possono modificare la superficie del capello e aumentarne la ruvidità e la fragilità. Contemporaneamente una superficie compromessa può diventare più sensibile alle variazioni dell’umidità.
È anche per questo che dopo l’estate possiamo ritrovarci con capelli che sembrano avere tutti i problemi del mondo: sono più ruvidi al tatto e in più si gonfiano, hanno perso lucentezza e in più non tengono più la piega come prima.
In questo caso non occorre scegliere per forza tra le due etichette. Occorre piuttosto occuparsi sia delle condizioni della fibra sia della gestione del crespo.

Nutrire i capelli basta davvero contro il crespo?
Non sempre. Ed è qui che distinguere i due problemi diventa concretamente utile.
Balsami, maschere, oli e altri prodotti condizionanti possono migliorare la lubrificazione della superficie, ridurre l’attrito tra le fibre e rendere i capelli più morbidi e maneggevoli. Se il crespo è associato a una fibra secca e danneggiata, quindi, una buona azione condizionante può aiutare anche l’aspetto della chioma.
Ma il crespo non dipende esclusivamente dalla mancanza di nutrimento. Per contrastarlo può essere utile anche limitare gli effetti dell’umidità sulla fibra e favorire il mantenimento dello styling attraverso prodotti filmanti, disciplinanti e specificamente formulati per migliorare la resistenza all’umidità.
Ecco perché passare automaticamente a una routine molto ricca appena compare il crespo può essere controproducente, soprattutto sui capelli fini: si rischia di ottenere una chioma appesantita che, con la prima giornata umida, continua tranquillamente a gonfiarsi.
Capelli secchi o crespi: come cambia la routine
Se prevale la secchezza, l’obiettivo è migliorare soprattutto morbidezza, lubrificazione e scorrevolezza della fibra. Via libera quindi a una detersione non troppo aggressiva, balsamo a ogni lavaggio e, secondo necessità, maschere e trattamenti emollienti. Anche ridurre calore e stress meccanici aiuta a non peggiorare una fibra già fragile.
Se il problema è soprattutto il crespo, il conditioning rimane importante ma non è l’unico passaggio. Entrano in gioco anche leave-in, sieri e prodotti di styling capaci di rivestire la fibra, ridurre l’attrito e aiutare a mantenere la forma dei capelli quando cambia l’umidità. E naturalmente conta l’asciugatura: meno manipoliamo e sfregiamo inutilmente i capelli, più facilmente conserveremo l’allineamento o la definizione che abbiamo creato.
Se invece i capelli sono secchi e crespi, le due strategie possono convivere: prima si lavora sulla morbidezza e sulla protezione della fibra, poi sul controllo del crespo e dello styling.
3 prodotti per capelli secchi

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L’Oréal Paris Elvive Olio Straordinario Siero Sublimatore del Capello
3 prodotti per capelli crespi

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