Forse avrai sentito parlare del Gyrotonic, che ha conquistato molti personaggi famosi, da Madonna ad Alessia Marcuzzi, fotografate mentre allungano la schiena su macchinari speciali. Ecco, la Gyrokinesis, anche se per ora è meno conosciuta, è il metodo di allenamento a cui si ispira.
La storia della Gyrokinesis
A idearlo, negli anni Ottanta, Juliu Horvath, ballerino, ginnasta e nuotatore ungherese ma cresciuto in Romania e oggi over 70 in gran forma. All’inizio lo chiama Yoga for dancer, per poi dargli una sua identità più spiccata e cambiarlo in Gyrokinesis. Anche Horvath, proprio come Joseph Pilates, prende l’ispirazione da un momento di difficoltà. Durante il periodo di recupero dopo un infortunio al tendine di Achille, elabora questo training dalle movenze morbide e circolari, simile a una danza dal ritmo fluido, ma che non utilizza macchinari: si affida solo al corpo e alla sua muscolatura.«E qui sta la forza della Gyrokinesis, l’elemento che la rende stimolante e piacevole, adattabile a qualsiasi corporatura ed età, rispettando i limiti di ognuno» sottolinea Beatrice Di Bella, fondatrice e trainer dello studio Gyrotonic Flaminio di Roma (gyrotonicflaminio.com).
La sua particolarità, infatti, è che le classi si svolgono, in gran parte, con il supporto di uno sgabello basso. Una scelta ponderata e vincente «perché stare seduti sullo sgabello permette al corpo di allenarsi dando spazio al movimento di tutta la colonna vertebrale, dalla zona lombare alla cervicale, attivando gli addominali più profondi con l’aiuto della respirazione diaframmatica, che parte cioè da sopra all’ombelico» continua Di Bella. «Durante la lezione, poi, ci si sposta anche a terra, sul tappetino, per sentire più in profondità l’allungamento di tutta la fascia muscolare, lavorare in connessione con lo psoas (il muscolo che sostiene la colonna lombare, ndr) e potenziare l’articolazione delle anche».
Una disciplina che combina yoga e pilates
A questo punto potresti anche chiederti: ma la Gyrokinesis è una specie di yoga o assomiglia di più al pilates? Nessuna dei due. O entrambi. La Gyrokinesis prende il meglio da ognuno di questi mondi e li combina in una routine di esercizi dinamici: è un connubio tra la flessibilità dello yoga, il lavoro di rafforzamento del core tipico del pilates, a cui si aggiungono anche la grazia della danza, la fluidità del nuoto e l’energia del Tai Chi. «Senza mai trascurare la respirazione, profonda e ritmica, che varia in base ai movimenti.
Nella Gyrokinesis non esistono posizioni statiche da tenere e mantenere, come invece prevedono le pratiche dello yoga o del pilates» aggiunge l’esperta. La Gyrokinesis non va confusa nemmeno con la ginnastica posturale, dove i movimenti sono più controllati, si eseguono varie ripetizioni dello stesso esercizio, spesso con il supporto di cavigliere o altri piccoli attrezzi. «I benefici si sentono sin dalla prima lezione» continua la trainer Di Bella. «Man mano che si pratica, si raggiungono risultati sorprendenti per il corpo: la respirazione stimola il sistema nervoso e riattiva quello linfatico, il corpo si sente tonico, energico e allineato. È un vero elisir di ringiovanimento! Sono quasi vent’anni che insegno a clienti di tutte le età e continuo a sorprendermi per i risultati che ottengono».
Gyrokinesis: benefici per tutte le età
Ogni fase della vita, infatti, prende il meglio dalla Gyrokinesis. «Ai più giovani serve per impostare un corretto allineamento di tutta la colonna e la coordinazione, migliorando la struttura fisica in fase di sviluppo. Per le persone tra i 40 e i 50 anni, è un’ottima alternativa quando non si riesce più a continuare nella pratica del proprio sport preferito. Negli over 60, la Gyrokinesis è fondamentale per rallentare l’invecchiamento, perché contrasta l’osteoporosi che è una richiesta dell’organismo di intervenire per ossigenare la struttura ossea. Migliora anche l’equilibrio, riducendo il rischio di cadute. Stimola la memoria grazie ai suoi movimenti fluidi e armoniosi. Esercitarsi durante l’allenamento ad alzarsi dallo sgabello senza sforzo significa poi nella vita di tutti i giorni sollevarsi da una sedia con facilità, imparando ad utilizzare i muscoli dell’addome e senza pesare sulle articolazioni delle ginocchia» dice Di Bella.
Ma la Gyrokinesis è anche un metodo di allenamento molto vario, perché non smette di evolversi. Durante la pandemia, Juliu Horvath ha creato classi incentrate solo sulla respirazione, chiamate cardiovascular breathing, e altre di automassaggio di tutto il corpo, dal viso fino ai piedi. Allora, cosa aspetti a provarla?
Esercizi da provare alla scrivania
Alcuni movimenti chiave della Gyrokinesis, si possono fare anche a casa, alla scrivania. «Seduta su una sedia, con le gambe distanziate quanto l’apertura del bacino, pratica una respirazione diaframmatica, inspirando mentre sollevi lo sterno verso il soffitto, per poi buttare fuori l’aria dalla bocca mentre curvi leggermente la schiena con lo sguardo verso le ginocchia» consiglia la trainer Beatrice Di Bella. «Devi sentire bene la pressione dei piedi sul pavimento e attivare una leggera contrazione della parete pelvica, per non sforzare la zona lombare. Puoi fare l’esercizio anche in versione dinamica, come se fosse un’onda: porta lo sterno verso le ginocchia (non andare troppo avanti in flessione) e, tornando indietro, curva piano la colonna, facendo sempre attenzione alla respirazione».