Sarebbe bellissimo cambiare il modo di camminare e veder sparire in poco tempo ritenzione
idrica, gonfiore e cellulite ostinata. La camminata linfatica promette tutto questo, ma nessun
passo ritmico, accompagnato da una corretta respirazione, ha il potere magico di curare i tessuti e
cancellare gli inestetismi.

La bufala della camminata linfatica

Spegnendo l’eco delle facili promesse e guardando alla sostanza, la buona notizia è che camminare bene rimane un toccasana per la nostra circolazione. A patto di farlo nel modo giusto. «Se con camminata linfatica intendiamo un metodo rivoluzionario per purificare il corpo o far sparire il linfedema, al 90% parliamo di una trovata di marketing – chiarisce subito il dottor Valerio Licciardello, medico specializzato in chirurgia estetica -. Non esiste una frequenza di movimento magica o un passo segreto. L’efficacia è reale solo se parliamo di sfruttare in modo sinergico i meccanismi naturali che muovono la linfa e ne permettono il riassorbimento».

Camminare fa sempre bene

A differenza del sangue che viene spinto in tutto il corpo dal cuore, la linfa non possiede una
pompa centrale e per risalire dalle caviglie al tronco si affida all’attività muscolare e respiratoria.
Perché il movimento funzioni da drenante, il dottor Licciardello evidenzia alcune regole
meccaniche fondamentali: l’appoggio del tallone, della pianta del piede e la spinta dell’alluce sul
pavimento, ma anche la respirazione diaframmatica
che con l’espansione della pancia richiama i
liquidi. Infine un ritmo di camminata costante e moderato che eviti il surriscaldamento dei tessuti.
Sono considerati utili anche gli indumenti compressivi, che aiutano i muscoli a lavorare meglio.

Ritenzione idrica, lipedema e linfedema

Occorre fare chiarezza anche tra ciò che è semplice ritenzione idrica, lipedema e linfedema. «Sui
social questi termini vengono spesso usati come sinonimi – spiega il medico estetico – questo
serve per vendere prodotti o trattamenti. Dal punto di vista scientifico però si tratta di tre
condizioni molto diverse: la ritenzione idrica è la conseguenza di un microcircolo rallentato e si
risolve facilmente modificando lo stile di vita. Il lipedema è una malattia progressiva del tessuto
adiposo
che colpisce quasi esclusivamente le donne. Non è da confondere con accumulo di liquidi
o eccesso di peso, si tratta invece di un’alterazione strutturale delle cellule grasse. Causa dolore e
infiammazione, rispondendo solo parzialmente a una dieta ipocalorica.

Cos’è il linfedema

Il linfedema è un danno strutturale ai vasi linfatici e se non trattato può portare anche a deformazione dell’arto. Non causa dolore e non si modifica anche se cambia totalmente lo stile di vita della persona che ne è affetta». In caso di linfedema accertato la camminata diventa una vera terapia, ma a una condizione tassativa: l’uso del tutore o della calza elasto-compressiva. Camminando ad alta
intensità e senza compressione si rischia di peggiorare il linfedema anziché curarlo.

La corsa può aumentare la ritenzione idrica

Tra gli errori più comuni che le donne commettono per cercare di alleggerire le gambe con il
movimento c’è il sostituire una buona camminata con attività fisica ad alto impatto. Andare
troppo veloci non aiuta perché un movimento ad alta intensità peggiora il ristagno dei liquidi.
Accelerare il passo quindi aumenta l’afflusso di sangue a muscoli e pelle, accorciando il contatto
della pianta del piede con il suolo
. Pensare “più sudo, più accelero il battito cardiaco e più dreno”
è uno degli errori più frequenti: la corsa prolungata ad alto impatto genera dei
micro-traumi continui sui vasi delle piante dei piedi e delle gambe, causando un’infiammazione
locale che aumenta la presenza di liquidi.
«L’eccesso di acido lattico – spiega il Dottor Licciardello – genera nei tessuti la necessità di trattenere più acqua, per cui certamente non otterremo da quel tipo di allenamento un beneficio in termini di perdita di ritenzione idrica».

Evitare le tisane diuretiche se non reintegri i sali

Proprio nel timore che si accumulino molti liquidi spesso si cade nell’errore di bere meno o
assumere tisane diuretiche
senza poi reintegrare con i sali minerali necessari. L’organismo si
disidrata e attiva un meccanismo che spinge i reni a trattenere il più possibile l’acqua.

Fare sempre defaticamento

Un altro errore comune – sottolinea il medico estetico – è finire una sessione di allenamento e
sedersi subito alla scrivania o alla guida dell’auto.
Serve dedicare sempre qualche minuto al
defaticamento, posizionando le gambe in alto e sfruttando la gravità per permettere ai liquidi in
eccesso di defluire verso il cuore.

Una delle domande più cliccate sul web è: “La camminata linfatica fa sparire la cellulite?”. Quando
la cellulite è ai primi stadi, con gonfiore su caviglie, polpacci e cosce sicuramente la camminata è
un’alleata straordinaria. Riesce infatti a sgonfiare, nutrire i tessuti e tonificare. Ma se la cellulite è
presente da anni a uno stadio più avanzato la sola camminata linfatica non può fare miracoli.
«La camminata linfatica – precisa il dottor Licciardello – non è altro che l’applicazione
biomeccanica di una camminata funzionale ben eseguita
.

Per combattere la cellulite e avere gambe leggere consiglio sempre alle mie pazienti di concentrarsi su una buona idratazione, evitando diete “fai da te” drastiche e prive di proteine. Prima di dormire è bene dedicare 10 minuti a un rituale di scarico, sdraiandosi a terra e poggiando le gambe contro la parete, formando una L con il corpo. È opportuno anche evitare abiti troppo stretti, calze e pantaloni che comprimono la zona inguinale, lì si trovano i linfonodi che consentono di drenare i liquidi in eccesso».