«È tempo di camminare da soli». Con un comunicato chiaro e che in pochissime ore ha fatto il giro del web i Coma_Cose hanno annunciato la separazione. Privata e anche pubblica, la fine della relazione d’amore (quella fatta di “Cuoricini”, per intenderci, come quelli del brano diventato popolare lo scorso Festival di Sanremo) e lavorativa. Sì, perché la loro unione era a 360 gradi e ora che è terminata, le ricadute non sono solo emotive: ad esempio, i concerti previsti nelle prossime settimane sono stati cancellati e anche il patrimonio condiviso dovrà essere suddiviso.
Dirsi addio in privato e in pubblico
Il loro balletto sul palco dell’Ariston non era passato inosservato e oggi neppure l’addio, comunicato ufficialmente via social: Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, in arte Fausto Lama e California, 46 e 35 anni, non sono più una coppia, né artisticamente né in privato. «È stata una decisione unanime maturata negli ultimi mesi in cui abbiamo preferito mantenere la questione privata per metabolizzarla e rispettare tutti i vari impegni – hanno spiegato in una nota – La verità è che non ci siamo mai fermati in questi anni e abbiamo dato troppe cose per scontate, la grande sinergia lavorativa pian piano ha cannibalizzato la vita privata».
Lavorare con il partner: quando il lavoro cannibalizza la vita privata
Capita a tutte le coppie, che gli impegni lavorativi assorbano tante, troppe energie. Ma se la propria professione è la stessa del partner e, a maggior ragione, si è una coppia anche a livello artistico, ecco che gestire la situazione può diventare molto difficile. «Sicuramente si tratta di una condizione complessa, il rischio è che si crei una simbiosi non semplice da portare avanti nel lungo periodo. Non è impossibile e non dico di non farlo mai, ma come sessuologi consigliamo spesso di evitarlo, o quantomeno di cercare di mantenere spazi propri», spiega Fabrizio Quattrini, psicoterapeuta, sessuologo e presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica.
La necessità di avere spazi propri
«Anche quando il lavoro è differente, il suggerimento è di coltivare appunto tempi e spazi per sé, da non condividere necessariamente con il partner. Ma se anche si lavora per la stessa azienda, come per esempio può accadere nell’ambito della ristorazione, anche solo occuparsi di mansioni differenti potrebbe aiutare. È chiaro che se si è degli artisti non sempre è possibile», osserva Quattrini, anche solo per l’esposizione mediatica e per il fatto di dover condividere lo stesso palco, lo stesso studio di registrazione, le prove o la composizione delle canzoni.
Lavorare con il partner ma prendersi il proprio tempo
Come hanno confermato anche i Coma_cose, per loro è giunto il momento «di riprenderci del tempo per noi». «Per una coppia come questa, che non è l’unica, è difficile anche solo pensare di avere hobby propri, perché spesso anche questi potrebbero coincidere oppure essere del tutto assenti, dal momento che svolgono una professione così coinvolgente. Il rischio, quindi, è che il lavoro diventi l’unico scopo della propria vita o della vita di coppia», sottolinea il sessuologo. Per usare le parole dei cantanti, dunque, potrebbe arrivare il momento di iniziare a camminare da soli. Ma è possibile, dopo una relazione così totalizzante?
Voltare pagina e ripartire. Da soli
«Potrebbe essere non semplice, ma il fatto stesso che lo abbiano scritto e comunicato lascia intendere che avvertano questa necessità e questa spinta. Mi viene da pensare che la rottura non sia poi così drammatica. Pensando ad altri protagonisti del mondo della musica, anche Damiano David ha lasciato artisticamente i Maneskin, senza scontri con la sua ex band. Nella mera di vita di coppia sappiamo che può anche non andare sempre così, perché magari subentrano noia o tradimenti, e dunque poi anche rabbia e rancore», conferma Quattrini.
Ripartire verso un nuovo equilibrio
D’altro canto secondo una ricerca recente, condotta dalla piattaforma di dating Ashley Madison, per l’80% degli intervistati l’aspetto più importante di una relazione è la compagnia e la comprensione reciproca; la priorità risiede nel sostegno emotivo. Il 62% ritiene, invece, di cercare ulteriori relazioni per riscoprire sentimenti positivi o come forma di evasione dalla quotidianità. Il 78% delle donne e il 66% degli uomini pensa, infine, che intraprendere una relazione aiuta a essere più motivati e a gestire l’ansia. L’amore, dunque, può aiutare a ripartire e trovare un proprio equilibrio.
Una nuova storia per un nuovo inizio?
«La stabilità relazionale rappresenta, per la maggior parte delle persone, un fattore di protezione psicologica: contribuisce a regolare l’emotività, riduce la percezione di stress e sostiene il senso di continuità del sé. Tuttavia, la ricerca di stabilità dopo una separazione non dovrebbe essere guidata dal bisogno di colmare un vuoto, ma dal desiderio autentico di costruire un nuovo legame significativo. Il rischio potrebbe essere di cercare un equilibrio esterno prima di aver ritrovato quello interno. Riuscire a stare soli», spiega Marta Giuliani, Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Clinica e Socia Fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia.
Cosa si cerca in una relazione (anche professionale)
«Ogni forma di relazione, sia essa duratura o occasionale, primaria o secondaria, monogama o non monogama, risponde sempre a una moltitudine di bisogni differenti della persona, che non possono quasi mai essere ridotti a un mero istinto sessuale (fisiologicamente parlando)», spiega ancora Giuliani. I Coma_cose sembrano confermarlo: «L’Amore si trasforma ed è stato così anche per il nostro, saremo sempre qualcosa di speciale e irripetibile», hanno scritto ai fan sui social. «Le relazioni rispondono a bisogni evolutivi diversi nelle diverse età della vita. Nella giovinezza sono spesso terreno di sperimentazione, identità e scoperta. Nell’età adulta possono rappresentare spazi di costruzione e consolidamento, dove l’intimità diventa risorsa di crescita reciproca. Nelle fasi di transizione (una separazione, un lutto, un cambio di vita) la spinta a cercare una relazione può diventare un modo per regolare l’ansia e recuperare senso di vitalità. Allo stesso modo, può arrivare un momento in cui chiudere una relazione è un atto di maturità e non di fuga: quando il legame smette di nutrire, quando limita la possibilità di evolvere o quando diventa fonte cronica di sofferenza. In questi casi, il coraggio non è nel trattenere, ma nel lasciare andare con rispetto e gratitudine, per aprirsi a nuove forme di autenticità», sottolinea Giuliani.
Unioni artistiche e private: possono durare a lungo?
La domanda che proprio i followers si fanno oggi, però, è: possono durare a lungo anche relazioni così coinvolgenti, sia private che lavorative? Viene in mente la coppia (inossidabile) Adriano Celentano- Claudia Mori, ma quante altre resistono nel tempo come loro? «Loro appartengono a una generazione molto diversa da quella dei giovani: se un tempo ci si poteva conoscere sui banchi di scuola e poi ci si sposava presto, oggi prima del matrimonio si fa un percorso che spesso prevede la convivenza, il che aiuta a darsi tempo – spiega Quattrini – Ma certamente rimane il fatto che il tempo può incidere, anche solo in termini di routine e soprattutto per coppie che non condividono l’ambito lavorativo».
Quando viene meno la scoperta reciproca
«Tendenzialmente la separazione nelle coppie di lunga durata nasce da una stanchezza, che non viene colta per tempo e quindi prevenuta, ma che può influire negativamente sulla relazione. Esistono coppie che scelgono poi la strada del tradimento e altre che invece provano a rimettersi in gioco, anche se il percorso è spesso difficoltoso perché prevede una sorta di elaborazione del lutto dovuto al venir meno della fiducia», osserva Quattrini. Attenzione, dunque, a certi campanelli d’allarme, specie nei momenti di maggiore stress, anche a causa del lavoro: «La connessione emotiva gioca un ruolo fondamentale nella decisione di abbandonare la monogamia: oltre alla vicinanza e al conforto nei momenti difficili, considerati prioritari dalla maggior parte degli utenti, più della metà degli intervistati (62%) ha affermato di cercare ulteriori relazioni per riscoprire sentimenti positivi – dati, ad esempio, dai nuovi incontri – o come forma di evasione dalla quotidianità», spiega Giuliani.
I pericoli nella coppia che vive in simbiosi
«La monotonia, infatti, è uno dei pericoli principali nella tenuta di una coppia, specie se condivide ogni spazio di vita. La novità non deve scomparire del tutto, io dico sempre che è importantissimo imparare a non smettere di giocare, cioè di affrontare anche in modo divertente alcuni aspetti della vita di coppia, cercando di ritrovare quello spirito iniziale di innamoramento che a lungo andare si tende fisiologicamente a perdere», conclude il sessuologo.