Quando il 1° aprile del 2023 Walter Ottone Ghinassi se n’è andato, poche ore dopo aver fumato l’ultima sigaretta e avere salutato i suoi “amici” dell’Ail, nessuno avrebbe immaginato quello che il presidente della sezione Ail di Ravenna, Alfonso Zaccaria, avrebbe scoperto qualche mese dopo, dalla voce di un notaio. «Quel notaio mi disse che aveva davanti il testamento dell’ingegner Ghinassi, che destinava ad Ail Ravenna un lascito di 5 milioni di euro». L’ingegnere era un tipo davvero originale. Figlio di un nobile decaduto, aveva costruito un impero imprenditoriale da zero, sposato una sola volta, per tre giorni, viveva nella suite di un noto albergo di Ravenna. Comprò una casa nel giro di un pomeriggio, quando, dimesso dal reparto di Oncologia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna con una diagnosi di tumore, realizzò che aveva bisogno di un’abitazione dove proseguire le terapie domiciliari. In quel momento la sorte, che gli aveva messo davanti un male aggressivo, gli stava riservando un dono inaspettato: i medici Ail della sezione di Ravenna, che si sarebbero occupati di lui per tre anni e mezzo.

Un centro allogenico in Romagna

In quel periodo avrebbe compreso quanto è prezioso il lavoro di questa associazione che fornisce gratuitamente a Ravenna, e non solo, assistenza medica domiciliare e psicologica, e che negli anni ha raccolto fondi per la ricerca, per realizzare laboratori, arredi e attrezzature per i reparti. «Parlavamo di quanto la mancanza di un centro per il Trapianto allogenico in Romagna penalizzasse i nostri malati, costretti a spostarsi chilometri» racconta Gabriele Pelloni, coordinatore dell’Assistenza medica domiciliare – Cure Palliative della sezione AIL di Ravenna. E forse è da lì, da quei discorsi che è nata l’idea di un lascito da destinare alla creazione di un Centro per il Trapianto allogenico all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. La struttura è oggi quasi realtà, i lavori termineranno a fine settembre 2025. «Sarà costituito da quattro camere sterili, un Day hospital, cinque ambulatori. E ci sarà una Casa alloggio Ail, con sei camere doppie, sala comune e cucina per i pazienti trapiantati non residenti e per i loro familiari. Si chiamerà “Alloggio Ghinassi”» dice Zaccaria.

Una parte di te che sopravvive per gli altri

È un traguardo importante quello raggiunto a Ravenna, ma in associazione c’è ancora da fare per i malati e la ricerca. Per riuscirci occorre la mano di tutti, come sempre, come nelle altre sedi d’Italia. Non servono grandi donazioni, basta un piccolo contributo di tanti. «I lasciti» conclude il medico «sono una possibilità enorme per le associazioni di volontariato, e anche il segno di un cambiamento culturale profondo, perché hanno un fine che va oltre la vita: sono una parte di te che sopravvive per gli altri».

Cos’è e come funziona un lascito solidale

Con il lascito solidale decidi di lasciare uno o più beni, dopo la tua morte, a un ente benefico. Per disporlo devi redigere un testamento in cui metti per iscritto le tue volontà, indicando nome dell’associazione e codice fiscale. Puoi decidere di sostenere attività specifiche (per esempio, la ricerca o l’assistenza domiciliare) o anche, per Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, la sezione della tua città, indicandone il codice.

Non è necessaria la presenza di un notaio, ma il testamento olografo va scritto a mano, indicando firma e data. Può essere cambiato in ogni momento. Il consiglio è di scriverne più copie e lasciarle a persone di fiducia. In alternativa puoi far redigere un testamento pubblico a un notaio.

Non ci sono vincoli: puoi donare una somma, un bene, un immobile o una polizza. La legge in questi casi tutela gli eredi “legittimari”, come genitori, figli, coniugi, che hanno sempre diritto a una percentuale di eredità.

Più informazioni su lasciti.ail.it/