Devo già pensare adesso alla salute delle ossa? Caterina, 48 anni ha risposto così alla ginecologa quando, mi racconta, la specialista le ha comunicato che è ora di focalizzarsi sull’osteoporosi. «Mi sono sentita anziana, per me è sempre stata una malattia over 70». Una credenza, questa, comune a molte. Ma sbagliata. Alla base dell’osteoporosi c’è una fragilità ossea che può provocare fratture tra cui quella del femore, pericolose perché possono mettere a repentaglio la qualità della vita. E la ginecologa di Caterina ha ragione.
Osteoporosi: cure e stile di vita giusti possono fare la differenza
«È un tema che va affrontato quando si avvicina la menopausa» spiega Sabrina Corbetta, Responsabile Malattie del Metabolismo Osseo e Diabete, IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. «La massa ossea inizia gradualmente a ridursi a partire dai due-tre anni che precedono l’ultima mestruazione, fino a circa 4-5 anni dopo la cessazione del ciclo. E in questo periodo la perdita annua ha una velocità che fisiologicamente non avviene in nessun altro momento della vita della donna».
Niente panico, però. L’obiettivo oggi più che mai è agire d’anticipo sulla malattia, visto anche il crescere dei casi. Dati alla mano, infatti, con l’invecchiamento della popolazione ci si aspetta un aumento addirittura del 25% delle persone che soffriranno di questa malattia nei prossimi 20 anni. Ma per prendersi cura della salute delle nostre ossa si può fare molto. A partire dalla valutazione del rischio fratturativo.
La valutazione del rischio di frattura e la MOC

Professoressa Corbetta, in cosa consiste questa valutazione?
«Il punto di partenza è una lunga chiacchierata, che serve a mettere in luce i fattori che potrebbero aumentare nel futuro il rischio di frattura. Innanzitutto, se c’è una familiarità per fratture al femore oppure alle vertebre o, ancora, se nei mesi precedenti è la donna stessa ad avere avuto una frattura. È importante anche conoscere le patologie croniche e le terapie. Per esempio, aumentano il rischio di osteoporosi e di frattura la celiachia non diagnosticata e l’artrite reumatoide. E, tra i farmaci, i cortisonici che alterano la qualità dell’osso anche in persone giovani, specie se assunti a dosaggi elevati e per un periodo prolungato, superiore ai tre mesi. Infine, è necessario identificare lo stile di vita: il fumo, l’alcol in eccesso, la sedentarietà, un’alimentazione povera in calcio e proteine hanno un impatto negativo sulla salute delle ossa».
Parliamo della MOC: è necessaria?
«È utile perché permette di misurare esattamente la densità minerale ossea, cioè la quantità di minerali presenti nello scheletro. E di conseguenza, di valutare la quantità di osso. Qui c’è da fare un po’ di chiarezza. A tutte le età, l’esame è sempre a carico del Servizio sanitario nazionale quando c’è una diagnosi di rischio elevato di fratture da osteoporosi. Dopo i 65 anni poi, la MOC andrebbe prescritta a tutte le donne ma non è un esame di screening come la mammografia per intenderci. Per questo, si può posticipare se il medico lo ritiene opportuno, in base al proprio rischio fratturativo. Fermo restando che si deve avere uno stile di vita sano».
Vitamina D: chi la deve assumere
Caterina ci raccontava che le è stata prescritta la vitamina D. Ma non è sufficiente esporsi al sole?
«Purtroppo non sempre, anche perché per sintetizzare la vitamina D, bisognerebbe indurre un arrossamento della pelle, e non utilizzare prodotti solari perché riducono notevolmente l’effetto dei raggi ultravioletti. Tenga presente poi che dopo i 65 anni, la capacità di sintetizzare la vitamina D si riduce di 7 volte rispetto ai giovani. Per questo, è bene che venga assunta dalle fasce di popolazione più esposte all’osteoporosi: chi come Caterina sta affrontando la menopausa, gli over 65, le donne in gravidanza e durante l’allattamento, e in generale tutte le persone che sono state identificate a rischio di osteoporosi e di fratture, indipendentemente dall’età. Le formulazioni oggi sono parecchie. L’importante è seguire le indicazioni. Non è vero, per esempio, che va sospesa nei mesi estivi e ho spiegato prima le ragioni. Ed è altrettanto falsa la teoria del sovradosaggio, tanto che si può assumere “in cronico” senza rischi anche quando si tratta di pazienti over 80».
Per prevenire l’osteoporosi futura fa bene ogni tanto un ciclo di vitamina D?
«Se la persona sta bene, segue uno stile di vita sano e non rientra in una categoria a rischio, non c’è nessuna evidenza scientifica che la supplementazione con vitamina D aumenti lo stato di salute. Ed è inutile in questi casi anche il dosaggio della vitamina D nel sangue al termine dell’inverno, cosa che si fa spesso. Può essere sotto la soglia minima, vero, ma quando non c’è rischio e men che meno diagnosi di osteoporosi, non c’è nessuna prova che assumerla per qualche mese sia utile. Con l’arrivo delle giornate di sole, con il movimento regolare e con l’alimentazione equilibrata, ritorna ai corretti livelli».
La terapia ormonale sostitutiva: è lo specialista a decidere
La terapia ormonale sostitutiva serve anche per le ossa?
«Sì, rientra nella categoria dei farmaci cosiddetti anti-riassorbitivi, cioè che inibiscono il riassorbimento di osso. Ma oggi le terapie sono parecchie e la scelta viene effettuata dallo specialista in base alla gravità della malattia, all’età della donna e alle eventuali controindicazioni. Le faccio qualche esempio: la TOS non va bene per le over 60 e in generale in caso di rischio di tumore al seno. Mentre i cosidetti Serm sono più adatti dopo alcuni anni dalla menopausa, quando in genere si sono esauriti i sintomi vasomotori, e questo perché possono accentuare le crisi di vampate. Oggi infine è possibile anche adattare la terapia allo stile di vita e questo vale soprattutto per i bisfosfonati, che, a seconda del principio attivo, si assumono per bocca con somministrazioni giornaliere, settimanali o mensili o per via endovenosa ogni 3 mesi o una volta all’anno. Tutte le terapie poi devono essere associate ai supplementi a base di vitamina D e di calcio».
Le 5 categorie alimentari che non devono mancare a tutte le età
Latte e latticini, anche nella versione senza grassi: contengono calcio.
Acqua minerale ricca di calcio, efficace perché il minerale è altamente biodisponibile, pronto per essere assorbito.
Legumi, quinoa, avena, che contengono fosforo, un minerale importante per la salute dell’osso
Pesce grasso come salmone, sgombro, aringhe: apporta la vitamina D.
Cibi fortificati di vitamina D e di calcio, come bevande vegetali e yogurt.
Cosa evitare assolutamente
Alcol a dosi elevate. Inibisce la produzione di nuovo osso e altera l’assorbimento di calcio.
Bevande con teina e caffeina, perché queste sostanze influiscono negativamente sull’assorbimento intestinale del calcio.
Fumo. Interferisce negativamente con il metabolismo osseo: aumenta fino a 1,8 volte il rischio di frattura.
Sedentarietà. Un esercizio fisico strutturato ha un ruolo positivo sull’osso anche dopo la menopausa: le ricerche dimostrano un incremento fino al 2% della massa ossea in un anno.
Donna Moderna dedica maggio alla prevenzione dell’osteoporosi.
Osteoporosi: come stanno le tue ossa? Per saperne di più scrivi al team di Malattie del Metabolismo Osseo e Diabete, IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano diretto dalla professoressa Corbetta. Ti risponde alla mail: [email protected]